venerdì 24 febbraio 2017

“ULTIMO MES-SAGG-IO DI ELEONORA BRIGLIADORI”


Messaggio postumo, pubblicato dal sito post-humus di “E-le-onora” reloa-ded
Oggi, 18 febbraio 2017, a 57 anni, Eleonora Brigliadori muore, uccisa dalle calunnie più mostruose che possano essere concepite contro un’individualità umana.

PRIMA PARTE
Eleonora muore nel silenzio e in silenzio, lasciando ai posteri, parole crude, con il compito di una riflessione profonda, auspicando e chiamando in causa, la residua capacità di distinguere tra vero e falso che giace in ogni essere umano, nella convinzione che il senso morale di ogni individuo possa essere toccato dalla mia vicenda. Se oggi chiunque potesse fare impunemente, ad un altro essere umano, ciò che a me è stato fatto, senza che nessuno, dopo 145 giorni dai fatti scatenanti, abbia mosso un dito in sua difesa, significa che la verità, la giustizia, le istituzioni, l’idea stessa di Diritto, nel nostro Paese, sono assenti. Libertà, uguaglianza e fratellanza, sono concetti ormai divenuti totalmente astratti e separati dalle azioni che, in loro sostituzione, vengono compiute nella totale indifferenza. Nessuno può essere esonerato dal dovere di porre a se stesso, questa domanda fondamentale:
Se oggi la Legge si sente in dovere e diritto, di perseguire chi uccide un’altra persona con un’arma da fuoco, perché non viene perseguito, allo stesso modo, chi uccide altre persone con le calunnie e le mistificazioni? Cosa è necessario dimostrare per sancire un assassinio?
Quando una persona ha nel proprio solo Nome, e nella propria onora-abilità, il totale investimento di una vita professionale onorata e questa vita, per effetto delle parole false, delle immagini artefatte da un’associazione a delinquere, viene travisata al punto di impedire la sussistenza biologica dell’individuo, da distruggere la sua professione, non si è forse compiuto un crimine ancora peggiore, perché più subdolo, di quello che si potrebbe compiere imbracciando un’arma?

Quando poi viene IMPEDITO ALLA VITTIMA DI DIFENDERSI, perché l’omertà del sistema, la colonizzazione dei Media, la stampa, e tutti gli organi di informazione, FANNO CORPO COMPATTO CONTRO LA VERITÀ, e LA RIABILITAZIONE DELLA VITTIMA, continuando a REITERARE LA CALUNNIA, (16 febbraio su Canale 5 Barbara D’Urso lo ha fatto ancora) per effetto di una creazione di precise associazioni a delinquere, camuffate, sotto le testate dei più diversi programmi televisivi, giornali e centinaia di Blog, in mano al potere dominante che paga hackers o trolls di ogni tipo, per INSISTERE NELLA DERISIONE E NELLA DIFFAMAZIONE, cosa resta da fare ad una semplice persona?
Una persona, una donna, una madre, che ha deciso di battersi per anni, avendo scoperto ciò che avviene dietro le quinte dell’illusione ipnotica che viene ovunque propinata per vera, cosa può fare? senza avere nessuno alle spalle, senza una lobby, ne potere, senza aver mai avuto connivenze politiche, senza avere più nemmeno i mezzi economici, senza poter più provvedere ne a se stessa, ne alla propria famiglia, poiché anche i suoi ultimi contratti professionali sono stati disonorati o stracciati per effetto della calunnia stessa????

Come ti sentiresti tu, al mio posto, se dopo aver capito, per esempio, come si può guarire dal cancro, e si può farlo senza chemioterapia, avendo già realizzato questa guarigione nella tua vita, e avendola portata a termine, senza ausili medici, più di una volta e avendo aiutato nel loro cammino di conoscenza altre centinaia, migliaia, forse decine di migliaia di persone, a capire la verità su questa ed altre malattie, senza peraltro aver mai chiesto un solo euro in cambio, se tu sentissi dire di te, CHE TU UCCIDI LE PERSONE PER 100 EURO SENZA FATTURA??????? Se avessero associato il tuo nome e il tuo volto a decine di casi di decessi, di persone che non hai mai nemmeno saputo che esistessero, dando a te la responsabilità della loro morte, tu dimmi, come reagiresti?
E se poi usassero la tua voce, ricavata da una telefonata, con uno sconosciuto, che diceva di voler partecipare semplicemente ad un seminario, nella quale tu gli spiegavi per filo e per segno che le 18 ore di lavoro erano un dono spirituale, e che per partecipare, si doveva solo collaborare alle spese di vitto e alloggio, con quote morali che dipendevano dal numero dei partecipanti, e che dal momento che per andare in Liguria da Roma, io avevo già pagato iva e tasse spendendo più di quel che avrei raccolto, per cui, non mi sarebbe stato possibile fare fattura, e questo lo dicevi prima, perché sei una persona trasparente e non dopo, come fanno tanti…


Sconosciuto autore della telefonata
e se poi tu avessi considerato anche che quel contributo minimo avrebbe compensato anche il vitto e l’alloggio, per tre giorni, se tu, come me, avessi parlato in quella telefonata, del perché facevi quello sforzo, per permettere ad altri di conoscere la Scienza dello Spirito, sapendo quindi che quella persona che ascoltava la tua voce, sapeva perfettamente che quell’incontro, con il cancro, i malati e la chemioterapia, non c’entrava proprio nulla… Come ti saresti sentito quando poi avessi capito che quella persona, in mala fede, aveva venduto la tua voce, affinché i suoi complici, potessero alterare tutto, rimontarla artificialmente, prendendo da 19 minuti di conversazione, solo quattro parole appiccicate per sfregio “cento euro senza fattura”, per avere qualcosa di succoso da associare a quelle morti causate proprio dall’omertà e dalla falsità del sistema medico vigente, che tu stai cercando da decine d’anni di combattere????


Infiltrato al Seminario di Balestrino
Un sistema così capillare di mistificazione, sostenuto con miliardi di miliardi di soldi pubblici, che ha finito per far smarrire a milioni di persone qualunque sana capacità di giudizio? Come ti saresti sentito, quando chiunque ti avrebbe giudicato e attribuito colpe per cose che erano esattamente l’opposto della verità???? Quando tutta l’Italia, che per quasi 40 anni ti aveva stimato e ammirato, poteva, improvvisamente, in tv, in radio, su ogni genere di media continuare a farti a pezzi, amplificando ancora per giorni e settimane quella stessa calunnia, nel momento in cui le figure più becere e insulse in ogni talk show, si riempivano la bocca di parole e insulti, che io non riserverei nemmeno a Veronesi e Sirchia… tu cosa avresti fatto???


Rito Solare a Loano
Se tu avessi visto per anni questi due ex Ministri coprire e nascondere la verità sul cancro, infamando le cure possibili come avevano fatto con il povero Di Bella, se tu avessi compreso la loro responsabilità, avendo conosciuto i retroscena, di molti loro defunti pazienti, sapendo quale era stata la loro responsabilità, in decine, centinaia di migliaia, e forse anche milioni di morti, perché per te la realtà del cancro era ormai una realtà evidente, come ti saresti sentito???? Quando a gente come quella avevano consentito di rubare onorari milionari, affidando loro miliardi pubblici, per le loro fantomatiche imprese scientifiche, che non trovavano nulla e non aiutavano davvero nessuno, ma che con i loro milioni estorti alla società potevano comprare chiunque, creare illusioni, pagare per fare pubblicità continue, sempre a chiedere soldi, a terrorizzare la gente, per aumentare il giro di affari dei loro veleni anche con screen gratuiti che ti venivano proposti ovunque, per rovinare altre generazioni di persone, dimmi, tu come ti saresti sentito nel cuore, guardando i tuoi cari o persone conosciute anche solo di nome, mentre li vedevi imboccare con questa gente la strada del patibolo??? Non avresti urlato di fronte alle persone che continuavano a ringraziare e ad incensare questa categoria di medici, senza sapere di pagare per venire uccise? Non avresti cercato di avvisarli, di salvarli??? Come ti saresti sentito tu al mio posto????


Al Santuario della Madonna di Balestrino
Queste persone, in realtà, sapevano a cosa portava la chemio e lo sapevano fin dall’inizio, infatti per se stessi non l’avrebbero mai usata. Oltre a quello che già avevo osservato, il destino, il karma, mi aveva dato molti segnali di quello che stava accadendo. Io, una volta, in preparazione di una delle prime edizioni di Telethon in TV, quando ero ancora a Canale 5, che era un po’ casa mia negli anni ‘80, avevo visto passare il professor Veronesi, vicino a me, in un corridoio a Cologno Monzese, lui non mi aveva nemmeno guardato in faccia, passava tronfio e sicuro nel suo potere arrogante, gratificato dalla sua “fama”, ma io quando mi sfiorò, provai qualcosa che non avevo mai provato prima. Una cosa agghiacciante, a cui allora non avrei saputo dare un nome, ma che oggi posso chiamare “gelo Animico”, sentii la pelle accapponarsi, e un senso di freddo, di paralisi. Passarono altri anni e provai una seconda volta la stessa sensazione, a Monte Carlo, dove mi trovavo, con il padre dei miei figli, a presentare i World Music Awards, ero ad una festa, e ancora una volta, mi passò vicino un signore abbronzato ed elegantissimo, che poi mi dissero fosse il proprietario di Herbalife, passò davanti a me, su di una passatoia rossa, invitando tutti sul suo yacht da miliardario, ma io sentii, ancora una seconda volta, quella stessa sensazione e dissi al mio consorte, andiamo via. Mi dissero in seguito, che quella sera, su quel panfilo, la cocaina scorreva a fiumi.

Passarono alcune settimane, forse un mese, e una sera sentii un notiziario, alla radio, dare la notizia: quell’uomo si era tolto la vita sparandosi un colpo in testa. La terza volta mi capitò a Napoli, tre anni fa, quando, per un destino incredibile, mentre ero in campagna elettorale, e giravo da sola in paesi vesuviani, considerati poco raccomandabili, per dare a mano, a chi mi sorrideva i miei biglietti elettorali, mi trovai per due volte, nell’arco di un’ora, ad incrociare la stessa per sona in due comuni distanti chilometri. La persona che era con lui, mi aveva intimidito, apostrofandomi con parole che avevano il senso di una palese minaccia, e quell’uomo scuro in volto, terreo, con gli occhiali che gli coprivano gli occhi mi fissava in silenzio. Per due volte gli avevo chiesto il nome, e lui non aveva risposto. Quella terza volta compresi davvero cosa avevano in comune tutte quelle persone. Quelle persone ospitavano spettri, gli spettri delle morti che avevano causato. Non sempre è necessario premere un grilletto per far sparire una persona, feci una denuncia allora, alla Digos di Napoli, perché pochi giorni dopo per ben due volte trovai la mia macchina, una C1, con le gomme tagliate. Se tu avessi sentito quello che io avevo sentito, e non solo con l’anima, ma anche con le orecchie e poi visto con gli occhi, se tu poi, così come accadde a me nel ‘96, avessi visto ancora quell’uomo, Veronesi, passarti ancora davanti, dopo che tua madre era stata uccisa dalla chemioterapia, passarti davanti in uno studio Omeopatico, dove io ero andata ad incontrare il grande professor Antonio Negro Padre, mentre mi stavo chiedendo cosa fare col mio cancro, se tu fossi come me una persona responsabile, non avresti cominciato a farti delle domande?

Se poi tu, come me, fossi guarito, dal tuo carcinoma epatico, scoprendo che quello che i medici ti avevano dato come aspettativa di vita (a me dissero al massimo 6 mesi) era in realtà il tempo entro cui, statistiche alla mano, con la chemio loro ti avrebbero fatto fuori, tu cosa avresti fatto???
Se poi, mentre tu scappavi, dal sotterraneo di quella clinica del celebre Spallone, il medico radiologo che aveva visto le tue risonanze magnetiche, quella stessa persona che mi consigliò, presente il padre dei miei tre figli, di farmi subito ricoverare d’urgenza, cominciando così a tagliuzzarmi un pezzo alla volta, come avevano già fatto con mia madre, perché, come il medico ebbe a dire. “ signora a trentasei anni il cancro corre veloce…!!”, se in quel momento, che non auguro a nessuno, tu avessi sentito quello che provai quando, per non crollare sotto le sue grinfie, io presi le scale e mi rifiutai di salire con lui in ascensore, tu avresti riconosciuto ciò che l’antroposofia mi ha aiutato a comprendere negli anni. La sua voce fu come la zampata di Arimane che mi prese le spalle, mi fece accapponare la pelle, lui mi lanciò quella forza malefica che aveva coltivato nel materialismo ateo della sua anima, ma io mi scrollai di dosso quel demone,lo sentii strappare dietro le orecchie, mentre con tutta la mia volontà, e con tutta la forza che mi rimaneva ancora nelle gambe, cercavo di salire quelle scale, intorno all’ascensore, combattendo quel gelo che in quel momento, se non avessi avuto una fede incrollabile in Christo sarebbe diventata paura. Io non ho paura della morte, so che la morte è un’alleata dell’uomo, perché di vita in vita gli permette di rimediare ai propri errori, perché io, nell’89, per un tratto della mia vita, ho guardato oltre, ho avuto l’esperienza del mondo spirituale, ma non come Steiner e nemmeno come quei tanti mistificatori che, al contrario di lui, si spacciano per illuminati senza esserlo, io l’ho visto, in tutto quello che mi accadeva, e da quel momento avevo qualcosa che nessuna infamia potrà mai togliermi, la volontà di mettermi a disposizione, di divenire strumento perché la vita spirituale possa diventare realtà anche per altre persone.

Ora forse, sapendo anche solo una piccola parte di ciò che io ho vissuto, anche tu potrai capire perché, quando mi trovai nella fossa dei leoni, dopo 21 anni, che avevo coscientemente deciso di non frequentare più il Costanzo Show, con alla mia destra il “pupillo” di Veronesi, che mi aveva insultato, dicendo che io dicevo cazzate, ho avuto il coraggio di chiedere ciò che chiunque dovrebbe chiedere sapendo quello che io so, e che posso dimostrare. Basta solo aprire gli occhi e mettere insieme le vere cause con gli effetti. Sì, ho chiesto un processo, per crimini contro l’umanità, è necessario un processo come quello di Norimberga, perché quello che sta passando per vero è falso e la gente continua a morire e questo è un vero e proprio sterminio di massa.
Eleonora Brigliadori è stata assassinata pubblicamente per questi motivi, per queste ragioni è stata calunniata e infamata, per queste ragioni, sono stata lentamente estromessa da un ruolo pubblico che avrebbe potuto fare molto per la verità se solo ne avessi avuto gli strumenti. Sono stata derisa, emarginata per le mie battaglie contro i vaccini, contro gli psicofarmaci, contro la radio e chemio, contro l’asportazione inutile del seno e di tutti gli organi di cui oggi si fa commercio, come se noi fossimo delle macchine. Rudolf Steiner dall’alto della sua veggenza illuminata, ci aveva avvisato di quello che sarebbe accaduto, e io che da 28 anni mi nutro della sua immortale saggezza non ho trovato ancora una virgola delle sue rivelazioni che non sia tragicamente vera. Lui ci disse che ci sarebbe stato un giorno, nel XX secolo, che la scienza materialistica avrebbe, sotto il dominio delle forze Arimaniche, anche trovato il modo di inibire l’attività spirituale con particolari sostanze. Oggi quelle sostanza hanno un nome, si chiamano chemioterapia, ma anche immunoterapia, vaccinazioni, “cure” per i disordini comportamentali o per la depressione. In questo modo l’uomo non sa più di essere una entità spirituale, non lotta più per la libertà, non pensa pensieri propri, ma viene pensato dal mondo, e il mondo che pensa l’uomo, non è il mondo di Dio, è il Mondo di Cesare, ma anche Cesare quando morirà dovrà fare i conti con la propria coscienza.

Oggi è il mio 57esimo compleanno, lo celebro così, regalandovi la cosa più importante che la vita mi ha donato, ma vi chiedo anche di onorare la fine di Eleonora Brigliadori. Di far sentire la mia voce, perché io non potrò più farlo. Eleonora ha avuto tanto dalla vita, e da 145 giorni lotto fumando come un turco per combattere un tumore ai polmoni, non morirò di cancro infatti, ce l’ho fatta a tenerlo a bada anche in questo momento, ma non pensavo che il mondo, per quello che ho fatto, mi avrebbe ripagato in questo modo infame, comunque io ringrazio sempre la vita, anche per questa opportunità. Spero che la morte di Eleonora Brigliadori offrirà agli altri, la voglia di continuare questa lotta.

Io so che rinascerò, più forte e più saggia di prima, ma non sono in grado di dire quando…
Sono felice per tutto ciò che ho potuto vivere, perché non ho nulla da nascondere, perché a partire dai miei 29 anni, non avevo bisogno di genitori o di giudici per stabilire cosa dovevo o non dovevo fare, sono sempre stata io, il mio giudice più severo. Ora ho bisogno di staccare, con tutto questo, perché Facebook, la tv, i giornali, non sono la verità, e soprattutto non sono la mia vita.
Avete clonato la mia pagina? Nascondete i miei post? Fate scomparire i miei amici…? Fate i copia e incolla e trasformate le mie parole???? Fate quello che volete di me, da domani io non sarò più Eleonora Brigliadori. Il male si combatte con il proprio dolore, io l’ho portato tutto dentro di me, sono mesi che passo la notte a pensare, a meditare, a progettare la mia prossima incarnazione, e ho ormai trasformato tutto.

Se una cosa vecchia e consumata non finisce, non può rinascere nuova, ecco perché con questo sito voglio celebrare la vita e la morte insieme, con la stessa equanimità, Reloa-ded, significa ricaricare, riavvolgere, questo accade quando si muore, si rivive tutto a ritroso, per preparare la nuova vita, ma là non si è mai soli, là, nel mondo spirituale, le calunnie non entrano, là si comprende la legge del karma, e si scelgono anche le nostre malattie, perché ogni cosa di me dipende da me, anche i miei difetti e le mie apparenti sconfitte, come il cancro stesso. Queste sono sempre state le più grandi opportunità di crescita che la vita mi ha donato.
Chiudo questa prima parte oggi, ma ho scritto tanto, tanto davvero, in questi ultimi 30 anni, non so, quante pagine saranno, tra manoscritti, romanzi, racconti, saggi, antologie….più di 200.000 pagine… certo adesso non ho più il tempo di correggerli…ho sempre aspirato ad una certa perfezione ideale, per questo ho atteso tanto a pubblicare… ma forse da domani, anche con la loro veste imperfetta, questi scritti, accumulati nel tempo, saranno utili a qualcuno… queste pagine e i miei quadri, la mia produzione artistica, i miei progetti, sono la mia vera eredità per te.
Avevo sempre pensato che forse sarebbero stati pubblicati postumi… E così sarà, così come anche il sito nascerà POST-UMUS….sì, ancora non è che un inizio, una terra nuova, biodinamica, in cui seminare e incontrarti senza censure, ne perdite di tempo, come avevo detto e sperato.
Ho tante persone che mi conoscono e che mi hanno conosciuto davvero, in questi ultimi 7 anni di divulgazione spirituale, loro hanno preso la parte viva, quella del cuore, che vale per me più di qualunque cosa, loro andranno avanti e io sarò sempre con loro.

Mi piacerebbe che fosse fatta una Fondazione a mio nome, che possa curare queste cose, anche per dare una mano ai miei figli, a cui non lascio altro che tutta me stessa, il mio coraggio, il mio amore e la visione del futuro che loro già conoscono. Per loro sarà una nuova opportunità di crescere, io li seguirò sempre, con tutta la mia anima, come mia madre ha fatto anche dopo i 57 anni e so che tutti coloro che hanno avuto un vero scambio con me, tutte le persone che ho incontrato davvero, mi sapranno riconoscere e ritrovare anche nella prossima vita.
Sapete qual è sempre stato il mio motto?
“io non rinuncio! Al massimo posticipo…!”
La vostra Ele-onora, che le cose le onora col cuore, non solo fino alla morte, ma anche oltre la morte.
A-Mors, è la radice originaria della parola A-MORE perché,
se si è amato davvero, la Morte non esiste più.

http://www.eleonorabrigliadori.com/?p=207
http://altrarealta.blogspot.it/

sabato 18 febbraio 2017

DITTATURA TRICOLORE!

Condanne penali e civili per chi diffonde notizie «esagerate o tendenziose che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi». Giusto, anzi sacrosanto, ma non riguarda la cosiddetta informazione (o meglio disinformazione) di giornali, radio e tv. E’ un passaggio del disegno di legge “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica” presentato qualche giorno fa al Senato contro i blog e i forum che riportano fake news. Sul sito parlamentare, però non appare nulla e c’è scritto: «Nessun testo disponibile». E poi c’è questa fissa miope, da colonizzati, di infarcire la lingua italiana di citazioni in inglese.

Lo Stato italiano in barba all’articolo 11 della Costituzione repubblicana continua a partecipare alle guerre USA e si accinge a spendere quasi 50 miliardi di euro nel 2018. Le banche truffano milioni di risparmiatori e vengono premiate dal governo che nessuno ha votato, piazzato dall’abusivo inquilino del Quirinale, tale Sergio Mattarella, con 20 miliardi di euro, sganciati dal contribuente. E il Parlamento invece di far valere giustizia ed equità che fa? Si appresta, grazie all'omertà del dis-ordine dei "giornalisti", a far reprimere, per legge s’intende, addirittura le libere idee, invece di abrogare il codice Rocco.

L’opinione, infatti, è un reato nell’Italietta delle banane. Da noi la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo è carta straccia. Dunque, sempre più regime totalitario, ma ecco a voi il ministero della verità assoluta. Su internet abbonda la spazzatura, ma al pari o forse meno che nella realtà materiale della colonia a stelle a strisce, dove i governanti, i politicanti e i giornalisti diffondono menzogne continuamente senza rischiare neanche una reprimenda pubblica. I casi più eclatanti sono dal 1994 di Silvio Berlusconi più recentemente di Matteo Renzi, nonché della televisione in primis targata Rai, Fininvest e La7, del Corriere della Sera e di Repubblica, dell’Espresso, di Panorama, e così via sulla falsariga di mass media "bufalogeni". E che dire del travagliato pacco quotidiano di veline giudiziarie? Per i professionisti delle balle conclamate lo Stato ha un occhio di riguardo.

Comunque, per chi le diffonde, si legge nel testo, si può arrivare a un’ammenda fino a 5 mila euro. E se recano “pubblico allarme o nocumento agli interessi pubblici” la pena, oltre alla ammenda, è la reclusione non inferiore a 12 mesi. L’articolo 3 del disegno di legge prevede misure per contrastare l’anonimato, mentre l’articolo 4 norma la rettifica. Un testo che arriva dopo le dichiarazioni allucinanti del presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, che a fine 2016 aveva proposto una “rete di organismi nazionali indipendenti ma coordinata da Bruxelles” per identificare e sanzionare chi diffondesse fake news. E contro la diffusione di notizie false online era intervenuta anche la presidente della Camera Laura Boldrini, che in un video messaggio ha detto: “Le bufale non sono goliardate, sono menzogne pensate per danneggiare”. E ha lanciato il sito bastabufale.it, invitando gli utenti a firmare il suo appello contro le false informazioni. Il ddl contro le fake news – Il testo, presentato Adele Gambaro (fuoriuscita dal M5S, oggi Ala-Sc) e che vede tra i firmatari tutti i gruppi parlamentari, esclude dalle sanzioni testate giornalistiche registrate e introduce “il diritto all’oblio”. “Vogliamo combattere la diffusione delle fake news - spiega Gambaro che di professione faceva la “consulente” prima di essere promossa a politicante, insieme ai senatori Riccardo Mazzoni di Ala, Sergio Divina della Lega Nord e Francesco Giro di Forza Italia - difendendo la differenza tra le bufale intese come satira e le notizie false che arrecano danni seri. Vogliamo garantire la trasparenza sul web e incentivare la alfabetizzazione mediatica attraverso la formazione dei giovani.
Perché questo improvviso terrore delle fake news? 

Qual è il motivo di questo accanimento verso blog e forum? Perché non prendersela anche con le svariate menzogne propinate ogni giorno da molti media e da vari personaggi pubblici? Qual è il confine tra fake news e informazione tendenziosa, parziale o insinuante? Chi è che decide che cos'è falso e che cosa è vero? Ci sono siti che si spacciano per cacciatori di bufale, ma sono tra i peggiori diffusori di fake news(Butac, "bufale un tanto al chilo") assoldati dalla Boldrini. Chi sarà garante dell'attendibilità delle notizie? Saranno ammesse solo quelle che passa il regime telecomandato dall’estero? 
 
E’ dall’11 settembre 2001 che in Occidente, passo dopo passo, legge dopo norma, per il bene della democrazia e per la sicurezza delle nazioni civilizzate di qua e di là dell’Atlantico, i grandi poteri economici hanno cominciato a restringere la libertà di parola ed espressione. L’Occidente si sta trasformando in una prigione a cielo aperto. Orwell nel romanzo 1984, parlando del Grande Fratello, aveva già previsto tutto nel 1949.

Tra l'altro poi chi dice se una cosa è vera o falsa? Faccio un esempio. Se io scrivo che il riscaldamento climatico potrebbe (sottolineo potrebbe, cioè a mio avviso c'è la possibilità che possa) far scomparire Venezia sott'acqua, è una bufala o no? Dove finisce la mia opinione ed inizia la notizia? Come viene valutata la probabilità che un evento avvenga?

Le bugie non sono molto pericolose; quelle si smascherano senza difficoltà. Il vero problema è l'informazione tendenziosa; l'informazione capziosa; l'informazione parziale; l'informazione insinuante. Queste, che copulano col potere (che le paga col pubblico denaro), ce le teniamo affettuosamente.
Ciò che è diffuso e non ha regole costituisce il 99% dell'universo, se lo scoprono cosa faranno? Una legge per controllarlo? Forse le fake newssono l'unico modo per scoprire tra la popolazione chi è ignorante e chi non lo è.

Complimenti alla stampa italiana, si sta scavando la fossa con le sue mani e nemmeno se ne rende conto. I giornalai italidioti non si rendono conto che andando avanti di questo passo faranno tutti la fine fallimentare dell'Unità.
Verrà condannato dal Ministero della Verità chiunque osi scrivere qualcosa contro la versione ufficiale del governo, per esempio: mettere in dubbio la proliferazione delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein (mostrate nella fialetta da Colin Powelll all'ONU); scrivere su un blog che in mezzo a centinaia di migliaia di giovani profughi maschi senza identità potrebbero anche nascondersi dei terroristi islamici, contraddicendo così Alfano che vanta compari che gestiscono strutture di accoglienza dove spariscono migliaia di minori (certificato almeno dai rapporti del ministero delle politiche sociali). Che la famosa ripresa col botto in Italia non sembra esserci, nonostante le rassicurazioni del Renzi. La politica marcia, sicura di vincere controllando i media tradizionali, si è fatta sorprendere dal web. Incapaci di arginare la rete ricorrono alla censura preventiva. Il "diritto all'oblio" poi è solo una furbata per far scomparire dalla rete i loro malaffari ricreandosi così una verginità digitale. Tanto la gente poi dimentica in fretta.

E mentre il belpaese va inesorabilmente verso una dittatura mascherata da democrazia, l’ «l'Italia giocava alle carte, e rideva e parlava nei bar». Bisogna ammettere che Gaber più di 30 anni fa c'aveva visto giusto. Che fare? Una bella rivolta popolare.

La libertà non è star sopra un albero…

“In un tempo senza ideali né utopia, dove l’unica salvezza è un’onorevole follia.” Sono versi di Giorgio Gaber, scritti con Sandro Luporini per i suoi spettacoli che restano tra gli eventi italiani più significativi di fine XX secolo. Un’epoca di rassegnata decadenza, come dice l’incipit di quello stesso brano, “Io persona”. Il tema della libertà è forse il più potente tra quelli del signor G, e dà il titolo al suo testo forse più noto, La libertà, del 1972. Vi si dice, ed è così, che la libertà non è star sopra un albero; essere liberi non vuol dire banalmente poter fare tutto ciò che si vuole lasciandosi trascinare da una dionisiaca febbre di astratta indipendenza, ma ha un significato ben più profondo: una libertà autentica si realizza quando ciascuno ha la possibilità di conoscere, partecipare e decidere.

In quest’ottica, il nostro è il tempo della più drammatica tra le illusioni di libertà. Poiché tuttavia le libertà non si perdono mai tutte insieme, ci troviamo ad un punto di svolta, in un tornante durante il quale libertà concrete vengono smontate, negate, anzi decostruite, e si lavora alacremente ad un gigantesco progetto di totalitarismo in maschera. Un rapporto ufficiale del governo britannico, mai smentito, pubblicato dalla coraggiosa Arianna Editrice nel 2015 nel libro del giornalista investigativo Daniel Estulin, Transevolution, l’era della decostruzione umana, afferma testualmente “i concetti di democrazia e libertà scompariranno per essere rimpiazzati da una dittatura ad alta tecnologia fondata sulla sorveglianza, il controllo e la manipolazione mentale.” Niente di meno, e la fonte è un organismo della nazione che si vanta di essere patria e levatrice della libertà. C’è di più, poiché le parole hanno ciascuna un peso: non scompariranno semplicemente libertà e democrazia come fatti, qualunque sia il significato che gli attribuiamo, ma i concetti stessi. Mancheranno le parole per descriverle, perché ce le sequestreranno, come ammise Aldous Huxley nel Mondo Nuovo e capì George Orwell.

Non resta che alzare la guardia, e resistere come la scolta idumea nel canto biblico di Isaia: “una voce chiama da Seir in Edom: Sentinella! Quanto durerà ancora la notte? E la sentinella risponde: Verrà il mattino, ma è ancora notte. Se volete domandare, tornate un’altra volta.” La parte più cupa della notte sta per iniziare, siamo ancora in quell’imbrunire che i francesi chiamano “entre chiens et loups”, tra cani e lupi, allorché si distingue ancora, ma in maniera imperfetta. Il francese Etienne De la Boétie, nel celebre Discorso sulla servitù volontaria, fu il primo ad avvertire che spesso l’uomo rinuncia alle libertà naturali per piaggeria, abitudine, pavidità. Al tiranno, sosteneva, non si tratta di strappargli qualcosa, ma di non offrirgli nulla, ossia l’anima nostra.

Con altre parole, espresse analogo concetto Goethe, scoprendo che non vi è miglior schiavo di chi si crede libero. Vero, ma i mezzi dei loro secoli erano imparagonabili a quelli posseduti dalle oligarchie contemporanee: l’intero sistema di comunicazione ed intrattenimento, più il dominio della tecnologia, il monopolio del denaro e la forza coercitiva, quando serve, degli apparati del potere politico e militare. Possiedono tutti i mezzi, determinano tutti i fini, se ne inquietò persino il più coerente dei liberisti, Friedrich Von Hajek.

L’attacco, formidabile e concentrico, all’albero della libertà, quello che Jefferson diceva dovesse essere bagnato ad ogni generazione dal sangue dei patrioti e dei tiranni, è in pieno svolgimento. Vediamo alcuni segnali. Sul versante della libertà di pensiero e di espressione, le società liberali moderne hanno ormai imboccato la strada del proibizionismo con sanzione penale. Non si possono discutere “gli esiti del processo di Norimberga”, né si è permesso dir bene di se stessi, giacché preferire la propria nazione o etnia alle altre è espressamente vietato da norme come la nostra legge Mancino, che vuol colpire le cosiddette “discriminazioni “(ma discriminare significa distinguere, quindi ragionare, scegliere!) ed è ormai una norma omnibus.

Se lo scrivente, nelle righe a seguire, manifestasse fiera antipatia per la città di Cuneo e per i suoi abitanti potrebbe essere trascinato dinanzi ad un tribunale e condannato a pene detentive. A molti ragazzotti ultrà di calcio, i cui limiti culturali e civili sono evidenti a tutti, sono state inflitte pene per cori da stadio spesso stupidi o volgari, ma certo meno pericolosi dei mille gravi reati che restano quotidianamente impuniti. Il presente è quello delle norme a contrasto di un altro psico -reato, l’omofobia, il neologismo che bolla chi preferisce (discrimina…) l’orientamento sessuale normale, ribattezzato eterosessuale, a quello omosessuale. In galera, urlava anni fa una canzone del genere demenziale di Giorgio Bracardi. “La vuoi la minestrina? Te piace la minestrina? Mangia la minestrina! In galera!”

Delle norme sempre in vigore contro i rigurgiti fascisti nel 2017, in totale assenza di fascismo, meglio tacere. Si può andare a processo ed essere condannati per aver levato il braccio in un saluto vecchio di due millenni. In assenza del reato, peraltro, nessuno si esibirebbe nel saluto. L’ultima novità, pericolosissima, che dimostra l’esistenza di un piano per sottomettere il libero pensiero, è quella che intende punire le “false notizie”, o fake news, nell’inglese degli stenterelli. Un’operazione che va avanti da mesi, in Italia grande sponsor è la signora Boldrini, la presidenta della Camera passata dal ruolo di funzionaria dell’ONU, organizzazione mondialista e transnazionale alla militanza nella sinistra radical chic premiata con la terza carica dello Stato italiano. A proposito, il correttore del sistema Word non riconosce come esatto il termine presidenta: proponiamo sanzioni contro Microsoft.

Ma quali saranno le false notizie? Ci vorrà un bollino blu, o un timbro della Questura, forse basterà il via libera della CNN o dell’Agenzia Reuter, tanto sono tutte di proprietà degli stessi super padroni, Rothschild, Rockefeller, ora anche Amazon (Washington Post). Ricordate quando deridevamo le veline provenienti dall’agenzia sovietica Tass, o i plumbei editoriali della Pravda, che vuol dire verità? Insomma, è già attiva la psico polizia decisa a stroncare chi non dice la (loro) verità, in rete o sulla stampa. Scommettiamo un centesimo su chi si accanirà, e ricordiamo che in Francia, altra terra della libertà, inscindibile dall’uguaglianza e della fraternità, è in corso di discussione una legge che impedirà di svolgere attività contro l’aborto. Contro la vita si può dire o fare qualsiasi cosa, ma se si oserà fare propaganda contro l’interruzione volontaria di gravidanza (sentite come è più dolce e neutro il concetto, se lo chiamiamo così) è pronta la Bastiglia.

Nulla di nuovo, infine: Karl Popper, pensatore sopravvalutato, scagliò dardi velenosi contro i nemici della “società aperta”, indegni di manifestare le loro convinzioni. Si stanno solo allargando, esplorano il terreno, sino ad oggi la ribellione è poca e limitata a soggetti che il sistema provvede quotidianamente a screditare e stigmatizzare. Dai tempi di 1984, il capolavoro di Orwell, è aumentata la quantità di odio sparso ai quattro venti. Prudente, o più moderato, il partito Socing tiranno di Oceania, obbligava alla pratica collettiva di due minuti quotidiani di odio nei confronti dell’arcinemico inesistente Emmanuel Goldstein. La dose è massicciamente aumentata, nella realtà degli anni Duemila. Bersagli favoriti, populisti, omofobi, razzisti, xenofobi, sessisti, femminicidi (!), ma anche insegnanti severi, genitori non permissivi, sacerdoti che difendono la fede di sempre, a scendere sino a chiunque non sia allineato al pensiero unico liberale, libertario, progressista eccetera eccetera. Vietato vietare, da circa mezzo secolo, eccetto che per lorsignori e lorcompagni.

Quanto alle false notizie, una la ricordiamo bene, le rivelazioni sulle armi di distruzione di massa in possesso, garantì l’America, del bieco Saddam Hussein. Per evitare l’accusa infamante di complottismo, evitiamo di discutere dei dubbi relativi all’ 11 settembre ed alla figura di Bin Laden. I complottisti sono infatti i falsari per eccellenza, non a caso il termine fu introdotto dalla CIA per bollare chi non credeva alla verità ufficiale sull’assassinio di John Kennedy, il quale, come tutti sanno, fu ucciso da un killer solitario, Lee Oswald, caduto pochi giorni dopo sotto i colpi di un altro squilibrato, Jack Ruby.

La verità non può mai essere “ufficiale”: qualunque aggettivo ne sminuisce o nega il principio. Le versioni ufficiali di qualcosa, innalzate a verità per motivi di potere o di interesse, dovrebbero essere bandite proprio nei regimi liberi, nelle società aperte. Così non è, ma è molto irritante il solo pensarlo, affermarlo espone già a rischi. La scienza, ad esempio, afferma che molte delle differenze tra uomo e donna sono di natura genetica. La nuova, potentissima teoria del gender, cara alle oligarchie, lo nega con forza. A chi verrà tappata la bocca? Sarà la tecnologia, sarà il mercato, ma persino i supporti di ausilio contro le apnee notturne sono diversi tra uomo e donna: pare che ci siano differenze nell’apparato respiratorio. Si suggerisce una nuova battaglia per farla finita con questa “discriminazione”.

L’ossessione per l’estensione dell’uguaglianza ad ogni ambito dell’esistenza colpisce per la sua incapacità di fermarsi, fosse solo per prendere fiato e guardarsi intorno. Naturalmente, l’unica ineguaglianza ammessa ed incoraggiata è quella economica, e le disuguaglianze in quel campo sono tali da far arrossire chiunque, specie i difensori dei poveri chiamati sinistra. Ma le verità munite del timbro santificante di quella parte sono indiscutibili come i dogmi della Chiesa al tempo in cui vigeva la fede cattolica. Per molti adoratori della libertà e della democrazia, è lecito e giusto impedire con ogni mezzo l’attività dei movimenti politici loro avversari, e propongono quasi ogni giorno nuove leggi contro le idee di qualcuno. Nuovi pregiudizi si sostituiscono a quelli vecchi, con la pretesa della superiorità morale e l’invocazione della sanzione e del divieto scritti nei codici.

Butto giù qualche luogo comune (i luogocomunisti sono partito di immensa maggioranza!): il Medioevo fu un’epoca buia, l’inquisizione e la caccia alle streghe furono una vergogna esclusivamente cattolica, gli Spagnoli furono brutali conquistatori, a differenza degli Inglesi, gran civilizzatori (oltreché mercanti di schiavi), l’illuminismo trasse l’umanità dall’ignoranza e dall’infanzia della conoscenza, l’Italia vinse (!!!) la seconda guerra mondiale per merito dei partigiani, la strategia della tensione e le bombe ci furono per impedire ai buoni ( Il PCI) di andare al potere. Potremmo continuare, fino all’aborto “legge di civiltà” o al matrimonio omosex vittoria dell’amore. Non ci sono più le mezze stagioni, l’ ultimo povero luogo comune innocente ed innocuo.

Negli ultimi giorni abbiamo verificato anche che è sostanzialmente vietato, anche ad una madre in lutto, dire che le canne e le droghe dette leggere fanno male. Roberto Saviano, l’intellettuale di riferimento dell’Italia smart, si è indignato, scagliandosi contro il “proibizionismo”, che naturalmente difende a spada tratta allorché si tratta di impedire la diffusione di principi ed idee opposte al pensiero dominante di cui è esponente di punta. I giovani italiani- e non solo loro- sballino pure, è un loro pieno diritto, e sia apprestato un rogo in Campo de’ Fiori per chi si ostina a dire che le droghe fanno male, chi siamo noi per giudicare e proibire? Se qualcuno muore, sono danni collaterali, come nei bombardamenti umanitari. Unanime riprovazione per Trump che ha tagliato i fondi alle organizzazioni abortiste. E’ una società disinfettata che inclina all’obitorio, se conoscessimo l’inglese forse la chiameremmo morgue society, ci si indigna non per le vite buttate o soppresse, ma perché qualcuno ritira dal gioco il denaro pubblico.

Il clima è questo, e intanto il potere vero cuoce la rana a fuoco moderato. Ritirano il denaro contante dalle nostre tasche, dicendo che così è più comodo, ma ciò che non ho in mano non è più davvero mio. Promettono salute e lunga vita per tutti applicando sotto pelle microchip e, presto, biochip, ma l’esito è il controllo, al centimetro, dei nostri spostamenti, delle nostre abitudini, dei consumi e delle convinzioni di ciascuno. Riveliamo tutto allegramente a Facebook, ovvero ad un super miliardario come Zuckerberg. Nessun regime totalitario ha mai potuto neppure sognare un controllo globale tanto capillare. Del nostro p/c e dello smartphone, siano proprietari solo della ferraglia, l’hardware, dei software siamo solo licenziatari, possono ritirarceli quando vogliono, come può fare la banca per la carta di credito e Facebook per un profilo non conforme ai criteri stabiliti da loro.

Tante cose ce le offrono gratis, ma, qualcuno osservò che quando qualcosa è gratis, anzi free, significa che sei tu il prodotto che stanno vendendo. Le menzogne dalle quali siamo circondati sono rassicuranti, insinuanti, dolci. I fatti sono che l’opera di ri-costruzione di un’umanità docile ed ignara è avanzata, i lavori sono ben oltre le fondamenta. Insieme con le sigle nemiche del potere finanziario, iniziamo tutti a tenere a mente un altro acronimo: GAFA, Google, Amazon, Facebook, Apple. Silicon Valley, oggi padroni in condominio, domani padroni e basta. Non sono marchi o ologrammi, ma i titolari delle tecnologie che cambiano il mondo, modificano gli uomini, muovono fiumi di denaro, possiedono già la mente di milioni di persone. Non si fermeranno, se non li fermeremo. Ma questa è un’altra storia, e riguarda la libertà e la vita di questa vecchia specie chiamata umanità. Ne riparleremo.
di Roberto Pecchioli

http://www.maurizioblondet.it/la-liberta-non-star-un-albero/
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Ci vogliono IMPORRE le loro bugie.

Ministero della Verità BOLDRINIANO: multe e prigione per chi espone il proprio pensiero e racconta la verità! Il sigillo di un sistema ASSASSINO!

Il regime dittatoriale europeo/occidentale ha talmente paura che sta cercando di dare gli ultimi colpi di coda attaccando frontalmente il proprio popolo. I criminal politici dovrebbero dedicarsi a risollevare le sorti del proprio paese, ed invece concentrano le forze su come mettere a tacere definitivamente la gente che rincorre la verità e che denuncia le loro malefatte!
Adele Gambaro, insieme a Mazzoni, Divina e Giro, hanno messo la loro firma sul CRIMINALE disegno di legge contro le libertà personali. Se passerà questa porcata sarà la fine per TUTTI QUANTI e il ministero della verità, presente nel romanzo “1984” di George Orwell, sarà realtà a tutti gli effetti. Non potremmo più scrivere ed esporre il nostro pensiero. Già siamo in pochi a farlo…
Questa proposta di legge è semplicemente la blindatura del sistema che non vuole assolutamente che la verità venga veicolata mediante la rete. Multe di migliaia di euro e addirittura GALERA per chi PUBBLICA O DIFFONDE NOTIZIE FALSE, ESAGERATE O TENDENZIOSE, ATTE A TURBARE L’ORDINE PUBBLICO ATTRAVERSO PIATTAFORME INFORMATICHE.
Peccato che questa proposta è rivolta solo alla rete. 

Ci vogliono IMPORRE le loro bugie. Questo disegno di legge è pericolosissimo perché non riguarda i giornalisti e i media di regime. Loro potranno continuare a scrivere montagne di LETAME perché avranno la piazza ancora più libera. Questo è di una gravità inaudita cui tutti noi DOBBIAMO reagire. E’ semplicemente inaccettabile!
Questa sinistra mondialista sta facendo cose davvero TERRIBBBBILIII Pure in Germania e in Francia non sanno più che pesci pigliare, e siccome nei prossimi mesi ci saranno le elezioni adottano soluzioni estreme perché sanno benissimo di essere in pericolo e che a breve la festa finirà.
Queste merde parlano di odio su internet, ma vogliamo parlare del loro ODIO verso il popolo e verso la nazione? Non fanno altro che massacrare milioni di persone.
Ricordo un escremento privo di ogni attività celebrale, che sulla bacheca di un ex M5S, Walter Rizzetto, ve lo raccomando tanto tanto, rideva quando gli ho menzionato “1984” di George Orwell, trovando pure il coraggio di sfottermi.

Ci aspettano momenti ancor più bui!

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LIBERTA' VIOLATA

Tutto quello che dirai sarà usato contro di te... addio libertà di pensiero, di opinione, di parola, di cura, di tutto!!!

Tutto quello che dirai sarà usato contro di te... addio libertà di pensiero, di opinione, di parola, di cura, di tutto!!!
Buongiorno italiano, tu sei lo schiavo nr…
Grazie anche alle nostre buone intenzioni, alle nostre illusioni che non abbiamo mai voluto e saputo lasciare, siamo arrivati ad essere quello che non volevamo…schiavi, schiavi veri e propri con catene che benché non visibili sono assolutamente tangibili, reali.


Ora, febbraio 2017, grazie al fenomeno indotto delle fake news il potere demoniaco che controlla tutto il pianeta, purtroppo è così anche se non vogliamo crederci, ha lanciato la proposta di legge(ddl 2688) per schiavizzare oltremisura ogni cittadino di questa colonia che crede di essere un paese libero… in realtà è sempre stato un paese di sudditi perennemente ingannati e distratti da un’informazione all’uopo deviata.

La guerra dell'ONU alla libertà di pensiero, di parola, di opinione online ed ai diritti umani in tutto il mondo.

Tutto quello che dirai potrà essere usato contro di te...
Caro schiavo italiano tutto quello che dirai sarà usato contro di te in tribunale(del regime)… proprio come ad un indagato, ma non pensare di non esserlo, tu sei sotto inchiesta(dittatura) per aver pensato, per aver creduto qualcosa di diverso da quello che ti era stato detto con le buone di pensare e credere, ora hai superato il limite e la vera dittatura si sta palesando, non quella del passato, ma una ancor più vera e più crudele, fatta oltre che di limitazioni mentali anche di quelle fisiche; di limitazione dei movimenti(passaporti, ecc.), dicontrollo di ogni parametro biometrico(smartphone, microchip, ecc.), dimanipolazione mentale(smartphone , tv, radiofrequenze, scie chimiche, haarp,controllo del clima, ecc.) di quasi totale impossibilità di scelta di cura (protocolli sanitari, vaccini obbligatori, messa al bando cure naturali, ostracismo delle conoscenze e terapie mediche alternative, ecc.), di limitazioni finanziare(signoraggio, abolizione del contante, ecc.); di limitazione della sfera sessuale, delle relazioni e di educare (protocollo OMS educazione sessuale, emancipazione,pornografia, ecc.), e molto altro ancora.

SIAMO IN UNA DITTATURA SPIETATISSIMA Fino a 6 anni di carcere a blogger, facebooker e cittadini per una semplice “offesa”!!!

Comunque siamo ancora liberi...
Ma comunque siamo ancora liberi, siamo ancora liberi, liberi di alzarci sempre prima la mattina, di uscire ancora col buio per recarci di fretta al lavoro senza neanche avere il tempo di dare un bacio ai nostri figli, di lavorare sempre di più per guadagnare di più e costruirci una vita felice, felici di comprare forsennatamente cose, cose, cose che ci sembreranno sempre più utili, liberi di tornare dal lavoro sempre più tardi senza neanche aver visto la luce del sole, liberi di mangiare in fretta e furia e andare a dormire, liberi di chattare fino a tardi con amici virtuali, liberi di dormire sempre di meno…
Siamo ancora liberi di pensare di essere liberi anche se in realtà siamo indotti a crederlo.


E’ arrivato il momento di protestare? E’arrivato il momento di dissociarsi da tutta la politica poiché ingannatrice?
No, credo che non succederà nulla, si andrà avanti a credere che le imposizioni sono necessarie per il nostro bene… e infatti si vede come stiamo bene nonostante esse, non è forse che stiamo male a cause di esse?
E chi dovrebbe fare il nostro interesse e non lo fa perché ha ancora il consenso del popolo?


Caro schiavo italiano tutto quello che penserai e dirai sarà usato contro di te in tribunale... siamo in demoncrazia!

venerdì 17 febbraio 2017

CARCERE E MULTE A CHI "ESAGERA" SUL WEB



Questo è il testo del Disegno di Legge depositato il 7 febbraio da Adele Gambaro (ex M5S) al Senato, che dà attuazione (tecnicamente, “recepisce”) alla risoluzione approvata dal Parlamento Europeo per il cosiddetto contrasto alla propaganda online. È firmato da una pletora di senatori trasversali rispetto ai partiti, ansiosi di “normare” finalmente “la rete”.

Lotta alle “Fake News”? Magari! Invece, si persegue chi “esagera” nel dare notizie vere, così come chi è “tendenzioso”, e perfino chi nel dare notizie “desta pubblico allarme”, “reca nocumento agli interessi pubblici” o “fuorvia settori dell’opinione pubblica”. Qualunque cosa voglia dire (perché vuol dire veramente qualunque cosa e dunque vorrà dire “tutto”), la punizione consta della reclusione per non meno di due anni, e multe fino a 10.000 euro.

Guardate bene la rete come è oggi. Quella dei blog che fanno informazione. Guardatela un altro po’. Presto non ci sarà più. Sensazionalismo? Giudicate voi: lo spiego nel video.

Il testo del DDL: Scarica il DDL depositato al SenatoLa pagina del Senato dove l’iter del ddl sta per essere avviato: Atto Senato 2688

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Giordano Bruno, simbolo umano del Libero Pensiero.

Oggi è l'Anniversario della messa al rogo di uno dei più Grandi Uomini della storia dell'Umanità:

Giordano Bruno, simbolo umano del Libero Pensiero.

Roma, Campo dei fiori, 17 Febbraio 1600
“Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza
che io nell'ascoltarla”.

Il giovane allievo di Giordano Bruno* , Sagredo, ebbe il permesso straordinario di incontrare il suo maestro la mattina presto, poco prima che venisse messo al rogo dalla santa Inquisizione della Chiesa cattolica romana in Campo dei fiori il 17 Febbraio del 1600.
Nel lungo buio del corridoio delle carceri di Castel Sant’Angelo, si odono i passi che segnano l'avvicinarsi di ospiti ai condannati prossimi all'esecuzione. Un forte rumore di chiavi apre la pesante porta della cella dove è rinchiuso il condannato al rogo Giordano Bruno. È lì, steso su un rude pagliericcio, i suoi occhi lucidi, fermi e sereni si illuminano di Gioia e di tenerezza alla vista del suo amico .
«Sagredo, mio giovane amico!» i due si abbracciano; il guardiano esce in silenzio, richiudendo dietro di sé la porta della nuda e umida cella.
«Corri gravi rischi, figliolo. L'Inquisizione non ha simpatia per chi ha simpatia per gli eretici».

«Maestro, non potevo non salutarvi». Il giovane nasconde a fatica l'emozione di trovarsi di fronte al suo amato grande saggio, ormai prossimo all'esecuzione della feroce sentenza.
«Sei un uomo ormai, e il tuo coraggio comunque ti premierà".

«Ho chiesto un permesso speciale al cardinale Bellarmino, Si è dimostrato disponibile... Forse qualcosa sta cambiando...».
«Si, sta cambiando" conferma Bruno «anche grazie alla mia morte: la storia di questo mondo è segnata da più dalla morte che dalla Vita. La morte suscita paura, inquietudine, domande, tanto più se è illustre. Ciò mi rende sereno, amico mio, so di compiere il mio destino».

«Maestro, ma non temete il fuoco che brucerà le vostre carni?».
«Si, Sagredo, ho paura, il mio corpo ha paura...» riflette il condannato «ma io so che non morirò ... quando il mio corpo fisico morirà io sarò lì; vedrò cadere il mio corpo, vedrò i volti trionfanti, attoniti e sgomenti dei miei persecutori...». Malgrado le parole del maestro, il volto del giovane è triste e sconsolato.

«Se non vi avessi avvertito dell'arresto di vostra figlia e della vostra amata, voi non sareste tornato a Venezia ...» afferma quasi per rimproverarsi.
«Sarei tornato comunque, prima o poi. Sì, la loro morte fu un segnale per me...» continua Bruno con lo sguardo rivolto verso l'infinito.
«Quanto teneramente e voluttuosamente ho amato quella donna... L'amore, Sagredo, è la forza più grande della Natura... è Vita, fusione dei corpi degli amanti... Avvicinarmi a lei era sentire l'infinita dolcezza di Casa, del vero mondo, la dolce tenerezza che solo una donna intelligente e profonda sa dare e ricevere… Quanta illusione, quanta ignoranza... L'uomo non è cattivo, Sagredo, è solo infelice. É la sua piccola mente la causa della sua infelicità... Sì, sapevo che erano state prese e anche della loro condanna. La tua è stata solo una triste conferma... Quando il mio corpo brucerà io sarò libero, Sagredo, libero di ricongiungermi a loro, abbracciarle... Non ti crucciare, amico mio... Questo era il nostro destino, comune a tutti quelli che cercano la verità, bandita da un mondo che si regge sulla menzogna... Verrà un giorno, Sagredo, che l'uomo si risveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... L'uomo non ha limiti e quando un giorno se renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo».
Si volta e guarda il suo allievo quasi raggiante: «Lo ha previsto da tempo immemorabile la Vita...".
«Maestro, ma perché questo destino crudele? Chi può aver voluto tutto questo?».
«Io stesso, Sagredo, ben prima di nascere in questa dimensione. La morte ignea del corpo fisico è una purificazione profonda, è il battesimo del fuoco. In tanti abbiamo scelto questa morte, non solo come esempio ad un'umanità ottusa, meschina e crudele, ma anche per adempire al compito che la Vita ci ha assegnato e che abbiamo accettato di buon grado... per Amore... In fondo, anche se in modo inconsapevole, la Chiesa sta compiendo la nostra volontà».

«Ma allora… il cardinale Bellarmino esegue la vostra volontà?».
«Bellarmino ora esegue la volontà della Chiesa, volta a conservare il potere; esegue però anche la Volontà vera, quella di una morte illustre che lasci traccia nella storia. Anche gli uomini di Chiesa sono parte dell'Uno: la mia morte servirà per mostrare il vero potere, quello occulto, che si muove dietro tutte le chiese e tutti i poteri del mondo. In questo mondo illusorio, ove menzogna, bontà ipocrita e paura dominano, una morte illustre è più efficace di un’intera vita. Le umane genti la ricordano. L'uomo che infligge morte è colui che più la teme: è un paradosso, ma chi procura la morte, cerca disperatamente di comprenderla, di penetrare la mente di Dio”.

«Bellarmino quindi… anche lui, è alla ricerca di Dio?».
«Certo, anche Bellarmino è un fratello”.

«Maestro, ma perché tutto questo, perché tutta questa sofferenza, queste atrocità, ingiustizie, dolori: fratelli che uccidono loro fratelli! Come può Bellarmino firmare ad animo leggero la sentenza della vostra morte?».
«Non lo ha fatto ad animo leggero, Sagredo. É stata per lui una decisione sofferta e penosa, ma non poteva fare altrimenti: avrebbe dovuto rinunciare all'abito che porta e ai credi che predica. Egli non ha coscienza, non sente l'unità dell'infinito universo, non sa che la sua azione di oggi avrà per lui una reazione, in altra sua vita futura; questo vale anche per me e tutti coloro che hanno cercato invano di risvegliare l'umanità dall'inganno. La terra è una dura scuola; ogni opera lascia una traccia perché la giustizia vera esiste, figliuolo, anche se in questo mondo non appare».

«La giustizia vera vuole la vostra morte?». Sagredo è tanto incredulo quanto ammirato dalla saggezza del suo maestro...
«La vogliamo noi stessi, Sagredo, non i nostri corpi transeunti ma i veri Esseri immortali che siamo. Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi.
L'Essere non teme la morte perché sa bene che non esiste. Nascendo in questo mondo cadiamo nell'illusione dei sensi: crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo zodiaco... Siamo figli dell'unico vero Sole che illumina i mondi. Il dolore e la sofferenza non c’erano all’inizio della storia, ai tempi dell'antico Egitto che conservava ancora memoria delle gloriose ed immortali origini. Un giorno non lontano, una nuova era giungerà finalmente sulla Terra. La morte non esiste. La miseria, il dolore e le sue tante tragedie sono il frutto della paura e dell'ignoranza di ciò che è la vera realtà».

«Ma quanto tempo ancora sarà necessario?»
«Il tempo anche dipende da noi, Sagredo. Il tempo è l'intervallo tra il concepimento di un'idea e la sua manifestazione. L'umanità ha concepito il germe dell'utopia e la gestazione procede verso il suo compimento inevitabile: il secolo passato è una tappa importante, che precede la nascita. Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende anche dal loro risveglio».

«Anche voi, maestro, siete sceso per questo scopo?».
«Anch'io Sagredo, ma non sono il solo. C'è un folto gruppo di Esseri che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle… In questo secolo, Leonardo, Michelangelo, Shakespeare, Campanella, nomi noti, ma anche gente umile, semplici guaritrici, molte delle quali finite sul rogo...» .
Giordano è commosso, al ricordo dei tanti che lo hanno preceduto sulla via del patibolo. Sagredo è profondamente colpito; è divenuto partecipe di una verità finora a lui sconosciuta.
Giordano continua: «É il battesimo del fuoco che serve a trasmutare il corpo fisico e a manifestare i veri Esseri. La loro rivelazione ormai è inevitabile. Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, per porre i semi della nuova cultura che fiorirà inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto».
Rumori di fondo fanno intendere che la visita deve volgere al termine. Il respiro di Sagredo è affannoso…

«Maestro, come potrò ritrovarvi?».
«Guarda dentro di te, Sagredo, ascolta la tua voce interiore e ricorda che l'unico vero maestro è l'Essere che sussurra al tuo interno.
Ascoltala: è la verità ed è dentro di te.
Sei divino, non lo dimenticare mai».
La porta della cella si apre e compare il guardiano: è il volto di un uomo apparentemente duro, ma che ha anche timore reverenziale di quell'uomo di cui si trova ad essere il carceriere. Non pronuncia alcuna parola ed attende con rispetto che il visitatore si allontani.
Giordano e Sagredo si alzano e si salutano, entrambi commossi.
«Non ci stiamo separando Sagredo, la separazione non esiste.
Siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica…»

*Filippo Giordano Bruno (1548-1600), entrato giovanissimo nell'ordine dei frati domenicani rinunciò, come da regola monastica, al nome di Filippo e assunse quello di Giordano (forse in onore del suo insegnate di metafisica). Si laureò in teologia e divenne sacerdote. Studiò dialettica, logica e mnemotecnica all'Università di Napoli, visse in Francia e in Inghilterra. Nel 1592 fu arrestato dall'inquisizione, dopo circa 8 anni di reclusione venne condannato all’abiura o al rogo ma piuttosto che sottomettere sé stesso e le sue idee agli uomini di chiesa accettò di essere bruciato vivo, divenendo il simbolo mondiale del libero pensiero che rese invece le sue opere, volte ad un radicale rinnovamento dell’intera umanità.


Giusy Joes FB


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giovedì 16 febbraio 2017

RIVOLTA FISCALE






















Savona. “Rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo“. Lo diceva Mahatma Gandhi a inizio novecento. Un secolo dopo, a lanciare lo stesso appello agli italiani è un savonese: si tratta di Luigi Tenderini, 42enne commerciante di Ceriale. E’ lui la mente dietro all’iniziativa di “rivolta fiscale” che prenderà il via domani in tutta Italia: un progetto a cui lavora da mesi in grado, secondo lui, di “rovesciare il sistema”.

Il concetto è quello della “resistenza fiscale”, teorizzata per primo da Henry David Thoreau nel libro “Disobbedienza civile” e messa a frutto nel modo più eclatante proprio da Gandhi. L’idea di una rivoluzione fatta non con le armi ma col denaro, in realtà, è decisamente più antica: il primo caso riconosciuto di resistenza fiscale avvenne addirittura nel I secolo a.C., quando alcuni zeloti residenti in Giudea si rifiutarono di pagare le tasse imposte dall’Impero Romano.

Il sistema, dunque, non è campato in aria, ma più volte nella storia ha dimostrato di poter essere efficace. Perchè abbia un impatto significativo, però, necessita di un’adesione massiccia: e tutta qui si gioca la partita di Tenderini, personaggio noto nella nostra provincia per numerose proteste messe in atto negli ultimi anni (su tutte quella del 9 dicembre 2013 a Savona, in contemporanea con quella cosiddetta “dei Forconi”) ed appoggiato, in questa battaglia, dall’ex parlamentare europeo Alfonso Luigi Marra (qui sotto nel video la sua denuncia contro il signoraggio bancario, un altro dei temi “caldi” dell’iniziativa).

Per la sua “rivolta fiscale” Tenderini ha fatto le cose in grande: ha creato un movimento nazionale, chiamato “Catena Umana Attorno Al Parlamento Italiano” (che in questo momento sui social conta più di 200.000 “follower”) e sostiene di essere riuscito a mobilitare molte città in tutto lo Stivale. Roma, Torino, la Sardegna: in tanti, afferma, hanno risposto al suo appello. “Domani – annuncia – scenderemo in piazza davanti alle Prefetture, per proclamare l’inizio dello sciopero fiscale. Nessuno dovrà pagare più nulla allo Stato. In una settimana si fermerà tutto“.

Sono 103 le città italiane, secondo quanto sostiene Tenderini, nelle quali un comitato di persone ha aderito ed è pronto a scendere in piazza domani pomeriggio alle 15. Tra queste tutti e quattro i capoluoghi liguri. Ma questo, prosegue, è solo l’inizio: “Dopo una settimana convergeremo sulla Capitale e la porremo in stato d’assedio, arrestando tutti coloro che sono ritenuti colpevoli della situazione odierna, ovvero dal 1993 in poi. Una volta arrestati tutti i colpevoli verranno processati e tolti loro tutti i beni e distribuiti al popolo, attraverso il Tribunale del Popolo, presieduto da quei giudici che hanno dimostrato di non essere asserviti al potere affiancati dai rappresentanti del popolo”.

Tenderini ha anche annunciato quali saranno i provvedimenti successivi: “Ricostruiremo dalle macerie. Chiuderemo subito i confini, espelleremo tutti gli irregolari e cacceremo gli oltre 11.000 militari americani presenti sul suolo italiano. Stracceremo tutti i trattati internazionali, usciremo dalla Nato e dall’Euro e nazionalizzando la Banca d’Italia torneremo subito a stampare la nostra moneta sovrana. Una volta assicurato che nessuno dei colpevoli potrà tornare a fare politica allora verranno indette elezioni libere e democratiche e, come nei paesi più sviluppati, avremo due grandi formazioni politiche che alternandosi potranno governare il Paese con il vincolo di mandato, nel rispetto della Costituzione scritta dai nostri padri. E lo faranno gratuitamente, senza stipendio“.
“Non c’è altra strada percorribile e duratura se non questa – conclude Tenderini – perchè il sistema non si può cambiare dall’interno, ma necessita del popolo libero e compatto, senza intermediari politici”. L’ambizioso obiettivo di Tenderini dunque è quello prima di “paralizzare” l’Italia dal punto di vista fiscale per poi alla fine condurre il popolo a rovesciare le istituzioni. Difficile oggi dire se ce la farà: le prime risposte arriveranno domani, in base all’adesione più o meno massiccia all’iniziativa. “Ma non è importante quanti saremo domani – chiarisce – Le difficoltà sono enormi, per questo potrebbero volerci settimane per raggiungere numeri importanti. Quello di domani sarà solo l’inizio: dovremo lavorare 5 giorni per incontrare più persone possibili e poi invitarle a Roma. Esattamente come stanno facendo in Romania”.

al link video di presentazione protesta

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lunedì 13 febbraio 2017

Quei bambini usati come cavie per testare un vaccino: morirono in 28

SPINEA - «In quel maledetto marzo 1933 fummo utilizzati come cavie umane. Io sono sopravvissuto, tanti altri bambini no. Ma a tutti quei piccoli martiri non è dedicata nemmeno una targa».

Sono passati esattamente ottant'anni, ma il ricordo è ancora vivo nella mente di Adamo Gasparotto, che ora abita a Spinea e di anni ne ha quasi 86. Per gli storici locali e per gli anziani residenti del paese, quella del 1933 è ricordata come "La strage di Gruaro".

La storia, struggente, è documentata da molte ricerche storiche relative al periodo fascista. «Il prefetto e le altre autorità di allora, su indicazione del regime, scelsero i Comuni di Gruaro e Cavarzere per testare un nuovo vaccino contro la difterite - racconta Gasparotto -. Il nostro dottore era del tutto contrario, ma evidentemente c’era il bisogno di provare sul campo il vaccino. La puntura venne fatta a 253 bambini e ben 28 morirono nei giorni seguenti. Quasi sotto silenzio».

Tra quei 253 bimbi c'erano pure Gasparotto e la sua sorellina di tre anni: «Ci somministrarono quel vaccino all'ambulatorio comunale, ma tornati a casa ci sentimmo tutti male - racconta riportando le testimonianze degli adulti dell'epoca -. Si cadeva a terra e, mangiando, si rischiava di soffocarsi. Tutti piangevano, il paese era in apprensione. Alla fine ci dovettero ricoverare a Portogruaro, dove l'ospedale era pieno e vennero organizzati reparti di fortuna. Eravamo tutti terrorizzati, ogni tanto qualche bambino moriva e si capiva dalle urla delle mamme».

Gasparotto e la sorellina se la cavarono, e solo negli anni seguenti si chiarì quanto era successo: «Un contenitore di siero in un laboratorio di Napoli non fu fatto bollire - racconta Gasparotto -. Le fiale che finirono a Gruaro contenevano vaccino vivo, una sostanza letale».

di Gabriele Pipia

Leggi tutta la storia sul Gazzettino o nell'edizione digitale cliccando qui.

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SAN FRANCESCO QUELLO VERO



«Parlava con tutti gli animali, con i lupi; abbracciava i maiali, si spogliava nudo in chiesa, lavorava con i muratori e si faceva beffe delle autorità». Era il vero San Francesco d’Assisi, il “giullare di Dio” cantato da Dario Fo. Non era affatto un uomo di Chiesa: era un laico, che amava la sua compagna – Chiara – e predicava il messaggio di Cristo alle folle, criticando i ricchi e i potenti. Non era un prete, dunque, ma un cavaliere: ispirato dai Templari. E per giunta figlio di una donna proveniente dalla Linguadoca, la terra dei càtari, dove la Crociata Albigese stava facendo decine di migliaia di morti, con lo sterminio sistematico dei “boni homines”, i cristiani alternativi che stavano dalla parte degli ultimi. Ma poi accadde che, appena dopo la sua morte, il vero Francesco d’Assisi scomparve di colpo. Tutti i suoi documenti furono distrutti, bruciati. La sua memoria, cancellata. Al suo posto, nacque un nuovo San Francesco. Inventato di sana pianta, completamente falso: il San Francesco cattolico. Per riesumare le prime tracce di quello autentico ci vollero cinque secoli, col riemergere di un libro antico. Ma ormai era tardi: il Vaticano aveva fabbricato il docile “format” francescano, impresso nell’immaginario popolare.

E’ la grande rivelazione al centro del libro “San Francesco, le verità nascoste”, a cura di Gian Marco Bragadin. In 488 pagine pubblicate dalla casa editrice Melchisedek, il libro racconta la vera vita e il carattere del santo d’Assisi, rivelando «l’ipocrita Chiara e Francescoricostruzione che lo ha trasformato nel più fedele e mansueto servitore della Chiesa, nel medioevo e oltre, fino ai giorni d’oggi». Una clamorosa manipolazione storica: «Moltissimi documenti – scritti, memorie su Francesco (e probabilmente anche su Chiara) – sono stati dati alle fiamme per non propagare un ritratto non idoneo a farne un obbediente santo della Chiesa cattolica», racconta Bragadin, intervistato da “AdnKronos”. Un lavoro, il suo, sulla stessa lunghezza d’onda di “Francesco D’Assisi, la storia negata”, pubblicato di recente da Laterza e scritto dalla storica medievale Chiara Mercuri. Non a caso, per “riscrivere” la biografia dell’uomo di Assisi, fu incaricato «un frate erudito», Bonaventura, «che però non aveva conosciuto Francesco». Al biografo infedele fu ordinato di raccontare la vita del santo «attutendo, modificando, spesso cancellando del tutto ogni aspetto che poteva mettere in discussione quel ritratto del “poverello d’Assisi” che si è perseguito per secoli».

Quali sono, dunque, le verità nascoste? «Praticamente tutto quello che Francesco è stato ed ha fatto, per gran parte della sua vita», spiega Bragadin all’“AdnKronos”, sottolineando come San Francesco sia stato «un guerriero, che ha combattuto e che è stato imprigionato, e che più volte ha tentato di andare alla Crociata per diventare un valoroso cavaliere». Il vero Francesco «si è innamorato dell’ideale dei Templari, al punto che il suo ordine è modellato su quello templare». Inoltre, «templari erano alcuni suoi frati». La stessa madre di Francesco era nativa dell’Occitania, la patria dei càtari, cristiani “eretici” perché dualisti come i mazdei, i seguaci di Zoroastro, convinti che la creazione fosse opera del demiurgo, il “dio straniero”, nonostante ogni creatura avesse in sé la scintilla divina del “padre celeste”. In un mondo, quello feudale, basato sulla pretesa investitura “divina” del potere e quindi della proprietà terriera, il messaggio sociale dei càtari era devastante, intollerabile per l’ordine Gian Marco Bragadincostituito: i “buoni cristiani” (così si chiamavano, tra loro) erano convinti che niente e nessuno potesse legittimare la “privata proprietà dei beni”. Da qui la loro scelta di campo, a fianco degli ultimi.

«Dai càtari – conferma Bragadin – Francesco ha preso il concetto di servizio ai poveri, il rifiuto della proprietà. Ma non si deve dire, perché la Chiesa all’epoca lanciò una crociata per distruggere i càtari, con massacri orribili». Si ricorda quello di Béziers: 20.000 persone sterminate per essersi rifiutate di consegnare ai crociati i 200 eretici presenti in città. «Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi», fu l’ordine dell’abate Arnaud Amaury, capo spirituale della crociata. Era il 1209. L’ultimo grande eccidio, nel 1244, a Montségur, sui Pirenei, con 220 “perfetti” càtari arsi sul rogo. Ma non finì lì. Proprio per debellare il Catarismo fu istituito il tribunale speciale dell’Inquisizione, che impiegò 70 anni ad estirpare l’eresia, con “purghe” terribili, torture, roghi. Un regime di terrore, fondato sulla delazione, che devastò la Francia meridionale, distruggendo il tessuto sociale di una regione che, per Simone Veil, era stata la culla della civiltà mediterranea medievale, la terra tollerante dov’era fiorita la poesia dei trovatori. Più tardi la contro-predicazione evangelica dei “buoni uomini” avrebbe lambito lo stesso ordine francescano, a lungo ritenuto anch’esso in odore di eresia, data la sua predilezione per i poveri e i loro diritti.

Ma Francesco d’Assisi – quello vero – non stimava solo i càtari. «Ha tentato in tutti i modi il contatto con i musulmani», racconta Bragadin: «Non per convertirli (lui non giudicava nessuno, mostrava il suo esempio di vita), ma per trovare i punti di unione tra le religioni, per raggiungere una pace duratura». Ancora oggi, da allora, i francescani hanno la cura del Santo Sepolcro a Gerusalemme, dono del Sultano a Francesco e Frate Elia. Tutte verità nascoste, perché Francesco, aggiunge Bragadin, «ha vissuto una esistenza da eretico, sempre sul filo di finire al rogo». Vista però la sua enorme popolarità, dovuta al rivoluzionario messaggio d’amore che portava, «si è fatta conoscere solo una parte della sua vita, nascondendo tutto ciò che lo riguardava», incluso il legame con «la sua amata compagna Chiara», unione che «poteva essere disdicevole per l’istituzione ecclesiastica». Pochi sanno, continua Bragadin, che Francesco «ha voluto restare sempre un laico». Certo, un laico sui generis: «Predicava il Vangelo nelle piazze, alle feste, nei mercati: come poteva, la rigida Chiesa del tempo, ammettere che un laico parlasse di Cristo alla gente? Poteva predicare agli uccelli o ai lupi, non alla gente. E invece Francesco non ha fatto altro per tutta la vita, perfino quando era malato». Non a caso, la storica Chiara Frugoni, in varie interviste, si domanda perché Chiara Frugoni, storicaesistano migliaia di quadri e affreschi su Francesco, ma neanche uno in cui predica. «E la ragione è la seguente: non si voleva tramandare l’immagine di un laico che parlasse di Cristo».

Morto Francesco nel 1226, allontanati i suoi vecchi confratelli e segregata Chiara nel convento, sono scattate le grandi manovre per cancellarne la vera storia e dare ai fedeli «una immagine edulcorata di mansueto, docile soldatino della Chiesa cattolica», spiega Bragadin, attingendo a diverse fonti, tra cui molti scritti di Tommaso da Celano. Come si organizzò la grande impostura? Già nel 1260, al Capitolo, l’annuale riunione dei francescani che quell’anno si teneva a Narbonne, nella Francia mediterranea. A frate Bonaventura venne affidato il compito di scrivere una nuova biografia di Francesco, che fu poi approvata a Pisa nel 1263, durante il Capitolo successivo. Tre anni dopo, sempre il Capitolo (stavolta riunito a Parigi) «giunse a decretare la distruzione di tutte le biografie precedenti alla “Legenda Maior”, con la scusa che biografie diverse avrebbero condotto l’ordine verso una divisione». Una scelta atttuata in modo così meticoloso, aggiunge Bragadin, da far sparire dalla faccia della terra anche gli scritti di Francesco e quelli di Chiara, le lettere, le testimonianze. «Non solo: vennero distrutti nelle chiese immagini, affreschi, tutto». Damnatio memoriae. Sepolto il vero Francesco, doveva sopravvivere solo quello falso. E così sarebbe stato, fino al 1768.

Quell’anno, ormai in pieno Illuminismo, viene ritrovata miracolosamente “La Vita Prima”, del Celano, «a più di cinque secoli dalla morte di Francesco». Poco dopo torna alla luce anche “La Vita Seconda”, un manoscritto che Bragadin definisce «molto difettoso», scoperto nel 1806. E infine il terzo libro, “Il Trattato dei Miracoli”, «acquistato casualmente a un’asta pubblica nel 1900». Grazie a quei tre volumi, spiega l’autore, si è potuta finalmente ricostruire la biografia autentica del vero Francesco. Ma nei cinque secoli precedenti, aggiunge, il Vaticano «ha avuto tutto il tempo di costruire una storia artificiale e falsa». Lo confermano anche gli storici ufficiali: nell’agiografia di Bonaventura «si inventano anche false vicende, per far corrispondere la figura di Francesco a quanto si voleva tramandare, funzionale cioè alla posizione che voleva prendere l’ordine. E si trascura del tutto, naturalmente, la figura di Chiara e le sue vicende, quasi che le clarisse non facessero parte del movimento». Di Chiara «si sa poco», conferma il medievista Franco Cardini. Anche perché attorno al santo di Assisi fu fatta, letteralmente, terraFranco Cardinibruciata: Bonaventura ordinò di dare alle fiamme tutti gli scritti su Francesco. «Sembra un ordine dal Cremlino». Da quel momento, la verità su Francesco, non sarebbe più stata quella della sua vita privata, ma una verità imposta dalla Chiesa.

Bragadin ha ignorato la storiografia ufficiale, affidata a documenti autentici ma inattendibili (menzogneri) e si è spinto in pellegrinaggio ad Assisi per almeno cento volte in un quarto di secolo, raccogliendo indizi e confidenze preziose da anziani monaci, segeretamente “innamorati” del vero Francesco. «Ho studiato attentamente ogni cosa – racconta – incluse le informazioni su Internet di frati o storici non allineati come Paul Sabatier, che ipotizza tutto quello che poi io ho provato a raccontare». E’ il caso, per esempio, dei colloqui con vecchi frati amici che «se ne fregavano, data l’età, di mantenere segreti sui due santi d’Assisi e sul loro immenso amore cosmico, che nell’ordine si tramandava per via orale». Dalle biografie di Celano, poi, affiorano storie «che sono al limite della decenza», perché emerge un Francesco che si mette a nudo, in chiesa, spogliandosi completamente. «Un estremista, barricadero, che incita la folla contro i potenti. No, un santo così non lo si può accettare». E’ decisamente troppo, per vescovi e cardinali.

L’autore parla anche dell’amore di Francesco per i Sufi, l’elusiva confraternita dei mistici orientali approdati all’Islam dopo aver attraversato l’induismo e il buddismo, mantenendo vivi molti aspetti del mazdeismo zoroastriano. Un network segreto, quello dei Sufi, da sempre impegnato per la pace. E’ un rosario Sufi, scrive Bragadin, quello tumulato insieme alle spoglie di Francesco, di cui l’autore ripercorre anche lo storico viaggio in Terrasanta. Fonti e storici ufficiali, racconta Bragadin, negano che Francesco, dopo i massacri dei Crociati a Damietta, nel 1220, si sia recato a Gerusalemme, nonostante avesse un permesso Il libro di Bragadinspeciale del sultano El-Kamil, che aveva incontrato. «Ma come possiamo credere – dice l’autore – che Francesco, a pochi passi dalla meta, in quasi un anno di permanenza in Terrasanta, rinunci al sogno di una vita, visitare i luoghi santi del suo Gesù?». Altri documenti, infatti, dimostrano che quei luoghi li ha visitati. Lo ammette anche Ratzinger, sicuramente basandosi su fonti inoppugnabili: «San Francesco ha visitato il Santo Sepolcro, ci sono elementi certi», scrive Benedetto XVI. «Ha gettato un seme che avrebbe portato molto frutto».

Gli stessi documenti arabi confermano che Francesco abbia incontrato i Sufi: «Metà del “Cantico di Frate Sole”, sembra tratto dai poemi di Rumi», il massimo poeta islamico, afghano, fondatore della prima scuola Sufi dei Dervisci Rotanti. E il sultano, Francesco l’aveva incontrato «non certo per “convertirlo” (una fissa della Chiesa Cattolica), ma per confrontarsi in un rapporto di amore reciproco». Pace, nella diversità: unire ciò che è stato diviso. Francesco faceva parte, dunque, di una sorta di “intelligence informale” dell’epoca: una rete che, evidentemente, condivideva conoscenze esoteriche e collaborava per l’unità sostanziale dei popoli, al di là delle differenze religiose. “Perché il mondo non è nostro, e noi non siamo del mondo”, recita il “Pater” dei càtari, che sembra ispirato direttamente da Zoroastro e invita a liberarsi del “giogo” della materia. “Nel mondo, ma non del mondo”, è il motto dei Sufi. “Nulla possedendo, da nulla essendo posseduti”. Ecco in cosa credeva Francesco. Quello vero.

(Il libro: Gian Marco Bragadin, “San Francesco. Le verità nascoste”, Melchisedek, 492 pagine, euro 21,25, ebook a 12,99 euro).

fonte: libreidee


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domenica 12 febbraio 2017

L'ALTRA META'


UNA PERSONALITA' NON HA BISOGNO DI UNA "META'"
Se tu hai una personalità, non hai bisogno di cercare il tuo uomo. Ferma la ricerca, se la stai facendo.

E' lui che deve trovarti, sei tu che devi incontrarlo.

Se sei una donna dei sogni, ti stanno cercando. Se non lo sei, diventalo, ma inizia dall'amore e dalla stima per Te stessa. Lavora in questa direzione.
Devi essere talmente autosufficiente, che anche se non dovessi mai essere trovata, vivrai la tua vita felice, perché sei felice anche adesso, con lui o senza di lui.
Devi essere talmente autosufficiente da poter vivere per te stessa. La vita è talmente unica e varia ... ed è molto riduttivo concentrarla su una sola persona.

Non hai bisogno dell'altra persona; hai bisogno di te e della tua forza dell'anima.

Se non hai questa forza, cercala, invece di cercare qualcuno; non umiliarti.

Se sei autosufficiente, non hai paura di restare sola. Solo in questo caso attirerai un'altra personalità come te, facendola entrare, trionfalmente, nella tua vita, invece di attaccarti a chi capiterà, pur di non essere sola.

Se la tua vita ti sembra miserabile soltanto perché sei sola, mi fai tenerezza. Stai perdendo tutto ciò che avresti potuto avere, senza aver conosciuto il gusto della vita e la sensazione della felicità di esistere.

Se ami e stimi te stessa, sceglierai una persona che prima di tutto stima ed ama se stessa, e solo dopo stimerà ed amerà te. Tu e Lui rispetterete reciprocamente queste vostre qualità. Non richiederete una continua attenzione verso le vostre persone, ma vi concederete il diritto di mostrare l'attenzione e di prendersi cura l'uno dell'altra, osservando i vostri confini e i reciproci interessi.

Se sei una donna che pensa diversamente rispetto alla maggioranza delle donne, sei una personalità capace di lanciare una sfida al destino e agli altri. Sei degna d'amore più delle altre, e nello stesso tempo, affronterai più prove delle altre. La vera felicità spetta ai più forti...

Se credi che ognuno deve avere i propri spazi, hai bisogno di quella rara persona che possiede uno spazio personale altrettanto grande. La vostra unione sarà forte e sicura, a differenza di quelle che dividono lo stesso spazio adoperando i pronomi "noi" e "nostro". Le personalità lì sono fuse sotto la pressione della quotidianità... e forse non ci sono mai state.

La tua è un'unione, e nessuno assorbirà mai nessuno.
Ricorda cara ragazza, se hai una personalità, tu scegli, non aspetti o cerchi.
Non chiedere l'amore, non accusare Dio, non piangere nel cuscino... prendi un libro e leggilo. Puoi dichiarare un giorno il tuo desiderio di incontrare il tuo uomo-personalità, e vivi, crei il tuo sazio, ama la vita, studia, e mira in alto. Sii interessante a te stessa, scopri un diamante in te e fanne un gioiello prezioso.

Impara la cosa più importante: sii autosufficiente e non soffrire della solitudine. L'unica persona che ti serve prima di tutto sei te stessa.
Quando diventerai intera e troverai te stessa, non avrai bisogno della seconda metà. Per acquisire una personalità, occorre avere una grande forza interiore, ma mi ripeterò: solo ai forti la vita sorride veramente.
Soltanto i deboli possono giudicare una persona in base all'esistenza del partner o marito. Non hanno il loro spazio, né i loro confini, perché non hanno gli interessi/vedute/pensieri propri. Quando dichiarano di amare, questo, più spesso, significa che hanno paura di essere soli.

Una personalità non ha bisogno dell'altra metà, una personalità necessita di una persona intera.

(Anastasia Galon)

Advanced Mind Institute Italia

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giovedì 9 febbraio 2017

La lettera di Michele, suicida a 30 anni

Con questa lettera un trentenne friulano ha detto addio alla vita. Si è ucciso stanco del precariato professionale e accusa chi ha tradito la sua generazione, lasciandola senza prospettive. La lettera viene pubblicata per volontà dei genitori, perché questa denuncia non cada nel vuoto.

di Michele

Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.

Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.
Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia.
Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.

A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.
Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.
Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.
Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.

Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno.
Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.
Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri.
Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.

Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.
Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.

Ho resistito finché ho potuto.


Michele

http://www.beppegrillo.it/2017/02/la_lettera_di_m.html

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