sabato 30 aprile 2016

La caccia alle streghe: Un milione di donne torturate e uccise dalla Chiesa Cattolica


IL SANTO TERRORISMO DELLA CHIESA
Fra il 1227 ed il 1235 fu instaurata l'Inquisizione contro le "streghe" e contro gli "eretici" con una serie di decreti papali

Nel 1252 Papa Innocenzo IV autorizzò l'uso della tortura per estorcere "confessioni" di stregoneria da parte delle donne sospettate. Questo papa criminale alla sua morte fu sepolto nel Duomo di Napoli.

Successivamente, Alessandro IV diede all'Inquisizione ogni potere di torturare ed uccidere, in caso di stregoneria coinvolgente l'eresia.

5 Dicembre 1484: Papa Innocenzo VIII emette la bolla “Summis desiderantes affectibus” sulle streghe, che ordinava di inquisire sistematicamente, per scoprire torturare e giustiziare le streghe in tutta Europa.


LA SCELTA TRA LA MORTE E LA MORTE
Dal 1257 al 1816 l'Inquisizione torturò e bruciò sul rogo milioni di persone innocenti. Erano accusate di stregoneria e di eresia contro i dogmi religiosi e giudicate senza processo, in segreto, col terrore della tortura.

Se “confessavano" erano dichiarate colpevoli di stregoneria, se invece "non confessavano" erano considerate eretiche, e poi arse sul rogo.
Non sfuggiva nessuno.

Alcune erano sottoposte alla prova della pietra al collo, la presunta colpevole veniva cioè gettata in acqua legata a una pietra.

Se annegava era innocente, se invece restava a galla era una strega ... in ogni caso moriva!

In tre secoli alcuni storici hanno stimato che furono sterminati nove milioni di streghe, l'80% donne e bambine. Le donne venivano violentate oltre che torturate; i loro beni erano confiscati fin dal momento dell’accusa, prima del giudizio, poiché nessuno era mai assolto.

La famiglia intera veniva spossessata di ogni bene; si dissotterravano persino i morti per bruciarne le ossa.

Il Malleus Maleficorum stabiliva che la strega accusata doveva essere "spesso e frequentemente esposta alle torture". Le cacce alle streghe erano campagne ben organizzate, intraprese, finanziate ed eseguite dalla Chiesa e dallo Stato.

Questo regime di terrore durò cinque secoli, sotto la benedizione di almeno 70 papi, tutti in qualche modo compromessi con questi orrendi crimini.

LA STRATEGIA DEL TERRORISMO
IERI COME OGGI !
A cosa serviva il terrore? A dominare e sfruttare le popolazioni, sottomettere i ribelli, imporre una religione non voluta dal popolo e arricchire i dignitari (le autorità religiose) e i loro complici (gli inquisitori). Questi ultimi godevano di privilegi particolari ed erano al di sopra della legge.

Perché le donne costituivano il bersaglio preferito?
Perché si voleva eliminare il principio femminile.
Il ruolo naturale di guide da esse esercitato nella comunità minacciava il potere delle autorità (principio maschile).

Le donne si occupavano della salute, avevano grandissima conoscenza delle erbe medicinali (gli uomini imparavano da loro) e trasmettevano le tradizioni; le più anziane arbitravano con saggezza le contese. Avevano un potere e una forza naturali, incarnavano la sovranità del principio femminile con i suoi valori di conservazione, protezione, aiuto reciproco, condivisione... trasmettevano forza alla popolazione.

L'OLOCAUSTO DELLE DONNE
Alcune personalità famose caddero vittime dell’Inquisizione.
La più nota è senza dubbio Giovanna d'Arco, la pastorella che assunse il comando dell'esercito, salvò la Francia dall'invasione nemica e rimise in trono il legittimo sovrano. Fu però accusata di stregoneria ed eresia perché indossava i pantaloni e cavalcava come un uomo e fu quindi bruciata viva. Ora però è canonizzata.

Uomo o donna, chiunque usasse la testa costituiva una minaccia alla ricchezza e al potere di una minoranza di privilegiati e andava quindi eliminato.

Una donna simile veniva giudicata una strega e bruciata, dopo di che ci si impadroniva dei suoi beni. Qualunque donna non sposata dotata di un'abilità insolita o caratterizzata da un tratto particolare (per esempio i capelli rossi) rischiava l'accusa di stregoneria e quindi la morte.

Leonardo Da Vinci, ad esempio, per i suoi avveniristici studi sulla dissezione dei cadaveri fu definito “stregone e negromante” e quindi costretto ad allontanarsi da Firenze.

Questo è stato l'olocausto più grande della storia ai danni del mondo femminile, ma che essendo stato compiuto da apparati di Potere, quali in Vaticano e la Chiesa non viene ricordato ne onorato in nessun libro di storia, in nessuna trasmissione televisiva, in nessun giornale.

Pubblicato da Daniele Reale http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2015/09/la-caccia-alle-streghe-un-milione-di.html
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Marijuana



Ha inizio circa nel 6000 a.C. la coltivazione e l'utilizzo della Cannabis. Utilizzata per moltissimi secoli da moltissime popolazioni. Nel 3000 a.C. venne eletta in Cina "Erba superiore".
Sebbene la Marijuana non sia inoffensiva, è talmente meno dannosa dell'alcool o del tabacco che il solo modo ragionevole di gestirla è renderla legalmente disponibile in un sistema controllato. Il tabacco per esempio costa agli Stati Uniti circa 425.000 vittime ogni anno; l'alcool, forse da 100.000 a 150.000 vite, per non parlare di tutti gli altri problemi causati dal suo utilizzo. Con la Cannabis non c'è mai stato un singolo caso di morte documentata dovuta al suo utilizzo.
La Cannabis era una droga molto utilizzata sino al 1941, quando venne tolta dalla farmacopea americana. Questo avvenne dopo il passaggio della prima delle draconiane leggi statunitensi anti-marijuana nel 1937, la Marijuana Tax Act.
Alcuni anni fa fu scoperto dal Dott. Solomon Snyder che ci sono oppiodi endogeni; sarebbe a dire, sostanze come l'oppio che noi produciamo nei nostri organismi. In seguito sono stati scoperti tali recettori nei nostri cervelli. Se il cervello produce le proprie sostanze di tipo cannabinoide, non ha molto senso che produca una sostanza che andrebbe a danneggiarlo.
Il FBN (Federal Bureau of Narcotics) venne organizzato nel 1930 da un uomo di nome Anslinger. Questi intraprese quella che chiamò una "grande campagna educativa", che in realtà risultò essere una grande campagna di disinformazione. La Partnership for a Drug Free America ha un budget di circa un 1.000.000 $ al giorno. Un sacco di quel denaro giunge da compagnie farmaceutiche e distillerie. Queste infatti hanno qualcosa da perdere per ovvi ragioni. Immaginate un paziente che richiede chemioterapia contro un tumore. Ora può assumere il migliore dei farmaci anti-nausea, che sarebbe l'ondansetron. Pagherebbe circa 35/40 $ per ogni pillola da 8mmg. O può fumare metà di una sigaretta alla marijuana e ricavare sollievo dalla nausea.
Tuttora la disinformazione dei dottori è molto elevata, questo perché i medici acquisiscono la loro educazione sulle droghe dalle compagnie farmaceutiche o dai rappresentanti delle stesse che vanno in giro presso gli ambulatori dei medici, come pure da articoli di giornali, pubblicità e campagne promozionali di queste compagnie. Non c'è compagnia farmaceutica interessata alla Cannabis.

Proprietà terapeutiche:
- Antinausea e vomito.
- Abbassa la pressione arteriosa.
- Spasmi muscolari.
- Dolori cronici: usata da moltissimo tempo.
- Mal di testa ed emicrania:
- Rinforza il sistema immunitario:
- Dilata i bronchi polmonari: (asma)
- Epilessia: (disturbo trattato per secoli)
- Glaucoma.

Articolo tratto da NEXUS NEW TIME edizione italiana n°8

Insabbiato rapporto favorevole sulla Cannabis:
Ufficiali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) a Ginevra hanno soppresso la pubblicazione di un rapporto politicamente delicato che conferma quello che gli hippy americani attempati sapevano da decenni: la cannabis è più sicura dell'alcool o del tabacco.
Secondo un rapporto che è trapelato alla rivista New Scientist, le analisi concludono non solo che la quantità di cannabis fumata in tutto il mondo faccia meno danni alla salute pubblica di alcool e sigarette, ma che questo rimarrebbe vero anche se la gente ne consumasse nella stessa quantità di sostanze legali. Il rapporto sarebbe stato il primo della WHO sulla cannabis in 15 anni ed era molto atteso dai dottori e dagli specialisti in abuso di stupefacenti. Comunque, venne affossato all'ultimo minuto in seguito ad una lunga e intensa disputa tra ufficiali della WHO, gli esperti della cannabis che hanno redatto il rapporto, ed un gruppo di consiglieri esterni ritenuti essere dell'Istituto Nazionale statunitense sull'Abuso di Droga e del Programma Internazionale di Controllo della Droga delle Nazioni Unite.
Secondo un membro del gruppo di esperti che lo hanno redatto, i consiglieri temevano che il rapporto sarebbe stato utilizzato dai gruppi a favore della legalizzazione della marijuana.

Fonte: New Scientist, 21 Febbraio 1998
 http://www.disinformazione.it/marijuana.htm

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venerdì 29 aprile 2016

Afterhours - Il paese è reale





Musica: M. Agnelli/G. Ciccarelli/R. Dell’Era/R.D’Erasmo/E. Gabrielli/G. Prette

Dici sempre le preghiere
Conti sempre fino a dieci e
Preghi ancora che
Non tocchi a te
Decidere

Piangi fermo in tangenziale
Inseguivi una cazzata
Era splendida e dorata
Fresca e avvelenata

Ma il paese sa affondare
Tutto intorno a te a ballare
Bestemmiando disprezzare
E riderci un po’ su

E tu vuoi far qualcosa che serva
E farlo prima che il tuo amore si perda

Non ti accorgi che se lo vuoi tu
Quel che valeva poi non vale più
Se ti han detto resta a casa
Vola basso non scocciare
Se disprezzi puoi comprare
Se vale tutto niente vale
Se non sai più se sei un uomo
Se hai paura di sbagliare
Se hai solo voglia di pensare
Che fra poco è primavera

Adesso fa qualcosa che serva
Che è anche per te se il tuo paese è una merda

C’è una strada in mezzo al niente
Piena e vuota della gente
E non porta fino a casa
Se non ci vai tu

Io voglio far qualcosa che serva
Fammi far solo una cosa che serva
Dir la verità è un atto d’amore
Fatto per la nostra rabbia che muore.

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giovedì 28 aprile 2016

L’infinita propaganda nei filmoni americani, una prova della loro coscienza sporca

Bandiere, divise, buoni e cattivi: sono i film di guerra patriottici, spesso di vera propaganda. Non per questo sono da buttare. Anzi, in mezzo ce ne sono anche di belli. E sì, sono tutti americani.

Il film di guerra è un genere tutto americano. Anche altri si sono cimentati, ma, un po’ come il musical, gli americani hanno saputo portarlo ai massimi livelli. Spesso, diciamolo, esagerando un po’ col patriottismo e sconfinando del cinema di propaganda, che è sempre esistito in tutte le nazioni – pensiamo alla Germania nazista, ma anche in Italia, in Russia, in Francia o altrove – ma che gli USA, hanno saputo sfruttare al meglio. Insomma parliamo di quei film, spesso ottimi dal punto di vista cinematografico, dove però l’America ne esce sempre come buona e perfetta e tutto il resto del mondo cattivo e pieno di problemi. A volte sono i russi, più spesso gli arabi, a volte i vietcong, l’importante è che ci sia una bandiera americana alle spalle e un bravo soldato pronto a morire per la Libertà!

Se invece andiamo a vedere la storia degli Stati Uniti possiamo arrivare alla conclusione che su 240 anni di storia 223 anni sono stati in guerra, i Russi non si avvicinano minimamente a questi dati, eppure loro sono visti sempre come i cattivi numero uno nei loro film, quelli che voglio “sottomettere il mondo” ma in realtà se ci basiamo sui reali fatti gli Americani sono gli unici ad aver occupato senza scrupoli territori e costruito le loro basi NATO. Chi è veramente che ha sottomesso il mondo? Ecco perché cercano l’approvazione dei popoli con i loro bei filmoni!
Ma ricordate un film resta un film 
la realtà è tutta un’altra storia!

di La verità di Ninco Nanco




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SBORNIA BOND


Rosina è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.

Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).

La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Rosina diventa il più importante della città..

Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.

La banca di Rosina, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.

Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Rosina e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond.

I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano.

Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.

Un giorno però, alla banca di Rosina arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.

A questo punto Rosina, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

Rosina non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi.

Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.

Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.

La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.

Intanto i fornitori di Rosina, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.

Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.

Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.

Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.

Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.

Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Rosina perché astemi o troppo impegnati a lavorare.

Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio.

Fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10209415721897854&set=a.3771606416567.2173486.1468977960&type=3&theater


by L'insostenibile leggerezza dell'essere

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mercoledì 27 aprile 2016

STRUNZBANK




Il grande corso di economia della Strunzbank di Francoforte

Presto le banconote saranno un ricordo del passato. Perché è arrivata una nuova moneta: quella dell'Amico del Pagare. Quello che aspettavi e che non ti farà aspettare mai. Sempre con te, ovunque andrai. Saprà sempre quello che fai in ogni momento, anche quando dormi. Ragion per cui stai bene attento a non fare uno sgarro all'Amico.

Il grande corso di economia della Strunzbank di Francoforte. La banca che pensa a te e soprattutto pensa sempre ai tuoi soldi. Argomenti: microeconomia, macroeconomia, economia finanziaria, mercati azionari e mercati forex, economia politica, economia aziendale, imprenditoria, e tanti altri ancora. Perché tu vali!

Video
https://youtu.be/VcILrC4u0mI


martedì 26 aprile 2016

Decide Di Crescere I Suoi Figli Lontano Dalla Tecnologia: Le Loro Foto Fanno Sognare



Niki Boon ha iniziato ad interessarsi alla fotografia quando lavorava come fisioterapista in Scozia. Viaggiando, si è appassionata sempre di più fino a quando, tornata in Nuova Zelanda, ha pensato di farne un mestiere. Nel suo progetto "Childhood in the Row", Niki immortala i suoi quattro figli, cresciuti lontano dalla tecnologia nella sua estesa proprietà, liberi di scorrazzare nella natura.

Ha scelto di crescere così i suoi figli, in controtendenza con il mondo intero.

"I miei figli vivono senza TV o altri moderni dispositivi elettronici"












lunedì 25 aprile 2016

L’UOMO CONSUMATORE e L’UOMO CREATORE

La vita della maggioranza delle persone ricorda la vita di una marmotta: si alza presto, sta in coda negli ingorghi stradali, fa le 8 ore d’ufficio, sta di nuovo in coda, passa la sera davanti la TV o al computer, beve la birra con gli amici di venerdì, passa il week end con la prole in qualche centro commerciale.
Poi, ci sono le feste comandate, sempre le stesse, durante l’anno, c’è l’estate, le ferie, i compleanni, il capodanno, e ... poi si ripete tutto daccapo.
Gli zombi sociali vivono secondo il principio “Consume, Reproduce, Live for the Weekend”.
Vivono in attesa di finire le medie, poi del diploma o della laurea, poi del matrimonio/convivenza, e, prima di passare il resto dei suoi giorni in attesa della pensione e della fine del mutuo sulla casa – vivono in attesa della nascita e della crescita dei figli, i quali, a loro volta, aspetteranno la fine delle medie, degli studi, aspetteranno il matrimonio, la nascita e la crescita dei loro figli, i quali vivranno, a loro volta, secondo lo stesso copione... se solo non vorranno interrompere questa esistenza muovendosi verso un obiettivo alto..


L’universo della maggioranza si basa su tre cose: l’aspirazione di dominare, la soddisfazione sessuale, il desiderio di mangiare bene e tanto.
Il potere, il sesso e i soldi è la santa Trinità della moderna religione, i tre ganci che ci trattengono dentro il Matrix, i tre parassiti che succhiano l’energia umana. E’ la benzina del Sistema. Questi tre elementi, come le tre teste del drago mitologico, sono collegati e si sostengono a vicenda. Il rafforzamento dell’uno significa alla saturazione dell’altro.
Il consumatore (lavoro-svago-riproduzione-consumo) è l’uomo della massa, è la maggioranza. Gli uomini creatori numericamente sono immensamente inferiori, ma sono loro a mettere il mondo in moto, sono loro a creare le tendenze che seguono i consumatori...

... L’uomo consumatore ascolta la società e segue la programmazione sociale, vive nella realtà creata dalla TV e dai media, pensa come suggeriscono i media/schermo/monitor. L’uomo creatore ascolta prima di tutto se stesso, e possiede la propria realtà basata su ciò che ha visto e conosciuto.

Il sistema dei valori dell’uomo consumatore è retto dalle reazioni degli altri e dal valore della sua proprietà.
Significa: sono sicuro di me stesso finché mi trattano bene, finché ho la/il partner sessuale (e quale), finché ho una casa (e quale), una macchina (e quale), un lavoro di prestigio e i vestiti di marca, il cellulare di marca..
Il sistema dei valori dell’uomo creatore si basa su ciò che sa fare, su ciò che fa.
In altre parole, l’uomo consumatore si rispetta per quello che ha, l’uomo creatore si rispetta per quello che fa.

La liberazione dal consumismo come il modo di vivere e il cammino verso la Creazione passa attraverso la riflessione sulla programmazione sociale, e, di seguito, attraverso l’auto conoscenza, l’acquisizione dell’armonia, l’auto sufficienza, l’aspirazione alla felicità. La felicità arriva quando una persona smette di inseguire gli “ideali” e gli obiettivi imposti e accetta se stesso e le cose così come sono per vivere nel momento presente.
In altre parole, bisogna aspirare non al successo bensì alla vita che abbia un senso.

Se si riesce a coniugare il benessere materiale con la soddisfazione interiore, benissimo.
Per questo, però, occorre ignorare le imposizioni della società e cercare se stessi. Come fare? Non esistono delle ricette per tutti; la cosa più importante è ascoltare se stessi, cercare, anche sbagliando, la propria nicchia, e fare ciò che si ama, ciò che riesce meglio e ciò che è utile agli altri.
Questa vita, rispetto a quella precedente, acquisisce altri colori.

‪#‎psy‬@vkscience
Advanced Mind Institute Italia

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sabato 23 aprile 2016

Corrado Malanga Gli Ufo nella Mente

Quando uno meno se lo aspetta, ecco che accade qualcosa che gli viene in aiuto: la storia che comincia ora è una storia vera, e noi la racconteremo riportando i fatti in senso strettamente cronologico.

Racconteremo tutto ciò che è successo, come è accaduto, e cosa ha provocato nel nostro io a livello di emozioni, dubbi e incertezze, ma anche di mistero e alla fine di certezze, di realtà veramente accaduta.

La scelta di raccontare questa storia è dovuta ad alcune considerazioni fondamentali: da un lato l’esigenza di riferire alla comunità il risultato dei nostri studi e, dall'altro, la sensazione che certe cose che vanno al di là dell’immaginabile debbano essere raccontate, perché per chi scrive sono reali e fanno parte di un bagaglio culturale che deve essere in possesso di tutti.

È infatti mia convinzione che, oggi come oggi, tenere la gente nell'ignoranza di certi fatti è una necessità di quei governi che hanno paura di perdere il proprio potere: perché è evidente che il sapere è potere!

Mantenere l’opinione pubblica nell'ignoranza è dunque un mezzo per conservare certi privilegi che è “bene” che siano di pochi, in mano a pochi; noi non siamo d’accordo e lasceremo giudicare al lettore se questa storia sia vera o no. Ma resta comunque il fatto che per noi, che studiamo il fenomeno ufologico da più di venticinque anni, lo è eccome!

Lunedì 13 settembre 1993: incomincia la storia.

Ricevo una telefonata dal dottor Pinotti, consigliere del Direttivo del CUN, che mi avvisa di un articolo apparso sui giornali di Genova, «La Gazzetta» e «Il Secolo XIX», in cui si dice che un certo signor Valerio Lonzi avrebbe dichiarato di aver avuto, circa dieci anni prima della data di uscita dell’articolo, un possibile contatto con un Oggetto Volante Non Identificato.

Mi procuro ovviamente le notizie della stampa e, incaricato dallo stesso dott. Pinotti, mi assumo l’impegno di espletare un’indagine preliminare.

Per chi non sapesse come funzionano queste cose, dirò semplicemente che tutte le volte che veniamo sollecitati a raccogliere informazioni su un evento sospettato di essere di natura ufologica, facciamo sempre un’indagine preliminare, tesa non solo a stabilire i fatti, al di là di quella che potrebbe essere la semplice segnalazione giornalistica, ma contattando di persona i testimoni, in modo da avere sempre informazioni di prima mano.

In questa fase della ricerca, l’indagine preliminare non ha lo scopo di stabilire date, eventi, esistenza di tracce fisiche o quant'altro, ma ha il solo obiettivo di stabilire se valga la pena intraprendere la vera e propria indagine approfondita.

Si tratta insomma di mettere in atto un filtro che ci indichi se sia il caso di investire tempo e denaro in un’indagine che ci potrebbe essere di qualche aiuto: è in questa prima fase che si deve verificare se abbiamo a che fare con un mentitore o un disonesto, ovvero – sebbene più raramente – se ci si trovi di fronte a qualcosa che ci riguarda realmente.

Prendo quindi contatto con i testimoni di questa vicenda, in particolare con il signor Lonzi, e stabilisco di andare a Genova quello stesso sabato per incontrarlo.

I titoli dei giornali che si occupavano di Lonzi erano come al solito sensazionalistici: «Incontro con gli ufo... Un genovese racconta la sua esperienza con gli ufo». Nelle nostre indagini, però, eravamo abituati a prendere tutto cum grano salis. Ad ogni modo, il sabato successivo mi reco a Genova, dove peraltro dovevo condurre anche un’altra indagine per il Centro Ufologico Nazionale, e così mi vedo con il principale testimone della vicenda.

Dalla foto apparsa sui giornali pensavo di trovarmi di fronte un signore di circa quarant'anni, del tipo giovane manager-modello sempre in giacca e cravatta, mentre quello che incontro è un ragazzo di venticinque, forse ventisei anni, molto più piccolo della media, con il classico accento genovese e la tendenza alla erre moscia, iperattivo ed esperto di computer e programmazione.

Mi presento, nel senso che gli dico chi sono e cosa voglio da lui; gli spiego che lavoro per il CUN e che ne vorrei sapere di più della sua esperienza.

A questo punto lui comincia a raccontarmi la sua storia, ma si vede benissimo che in quei giorni l’ha dovuta ripetere più e più volte: non è più naturale, ma anzi rappresenta un racconto stereotipato di ciò che forse gli è successo. Nelle sue parole non ci sono emozioni e descrive il suo vissuto in modo assolutamente passivo: «Mi è successo questo, questo e quest’altro... fine della trasmissione... voi siete gli studiosi del problema, se vi interessa studiate pure il mio caso, io sono a disposizione».

L’atteggiamento dinamico del soggetto mi incuriosisce, è come se lui mi dicesse: «Io sono interessato a sapere cosa mi è realmente accaduto, ma se non ci si riesce non muore nessuno: io ho altri interessi nella vita».

A questo punto del racconto del Lonzi mi sembra di intuire nel suo subconscio due pulsioni: una relativa all'esperienza, che lui ricorda in modo confuso o forse non ricorda affatto, e l’altra che tiene d’occhio il proprio “Io”. La prima riguarda la curiosità di sapere cosa gli è successo, o meglio, se gli è veramente accaduto qualcosa, e per far questo si rivolge a chi ne sa di più sul problema; la seconda invece appare rivolta a salvaguardare la sua psiche. A un certo punto, infatti, è proprio lui a dirmi: «Certo che mi piacerebbe ricordare, sapere cosa mi è successo in quei quarantacinque minuti di tempo in cui ho praticamente perso conoscenza ma... se poi... l’esperienza che ho vissuto fosse per me troppo dolorosa? E se ne dovessi rimanere sconvolto?»

Le ragioni di questa perplessità le vedremo subito, non appena vi avremo raccontato cosa accadde a Valerio Lonzi nell'ormai lontano 1982.

E ora il racconto della storia: da questo momento in poi è Valerio che parla....


Gli Ufo nella Mente
€ 18



 Il film 6 giorni sulla terra

https://youtu.be/KqK4Mrj8CzA


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venerdì 22 aprile 2016

Verbitsky: non fidatevi di Bergoglio, è un grande attore





Fare la predica ai cattivi, con un unico obiettivo: evitare che i buoni si ribellino davvero. «Quando celebrerà la sua prima messa in una via di Trastevere o nella stazione Termini di Roma, e parlerà delle persone sfruttate dagli insensibili che hanno chiuso il loro cuore a Cristo», avverte Horacio Verbitsky, «ci sarà chi si dichiarerà entusiasta del tanto invocato rinnovamento ecclesiastico». Ma guai a lasciarsi fuorviare dalle parole di un “professionista” consumato come Jorge Bergoglio, ammonisce il prestigioso giornalista argentino, grande accusatore del nuovo pontefice «populista e conservatore», pronto a soccorrere i poveri solo dopo aver fatto terra bruciata attorno ai veri difensori del popolo, civili e religiosi. Il copione del film è già scritto: «I giornalisti amici racconteranno che ha viaggiato in metro o in bus», e i fedeli «ascolteranno le sue omelie recitate con i gesti di un attore nelle quali le parabole bibliche coesisteranno con la parola chiara del popolo». Tutto questo, mentre le redazioni di Buenos Aires vengono tempestate di telefonate: i parenti deidesaparecidos sono indignati, addolorati, amareggiati.


«Tra le centinaia di chiamate e e-mail ricevute», scrive Verbitsky su “Página 12”, quotidiano argentino vicino al governo democratico di Cristina Kirchner, il giornalista ne sceglie una, quella di Graciela, la sorella del sacerdote gesuita Orlando Yorio, che sostenne di esser stato “consegnato” da Bergoglio nelle mani dei torturatori dell’Esma, la famigerata scuola della marina trasformata in lager per dissidenti. «Non posso crederci», dice Graciela Yorio, subito dopo la fatidica fumata bianca in piazza San Pietro. «Sono cosi sconvolta e arrabbiata, che non so cosa fare». Bergoglio? «Ha ottenuto quello che voleva». Suo fratello l’aveva avvertita: «Vuole diventare Papa: è la persona più indicata per coprire il marciume, è un esperto nel dissimulare». Piange, al telefono, anche il fratello del religioso perseguitato, Alfonso, detto “Fito”. Una vita intera dedicata a difendere la memoria di Orlando, che denunciò Bergoglio come responsabile del suo rapimento e delle torture che patì per 5 mesi, nel 1976. L’incubo di padre Yorio adesso è diventato realtà: è diventato Papa, per giunta col nome di Francesco d’Assisi, l’uomo che non è ancora riuscito ad archiviare in modo convincente le ombre del passato.
Un disinvolto uomo di potere, lo accusa Verbitsky, pronto anche a resistere ai tribunali impegnati a ricostruire la tragedia argentina: davanti al Tribunal Oral Federal 5, scrive il giornalista su “Página 12”, Bergoglio sostenne che era venuto a conoscenza solo recentemente, cioè dopo la dittatura, del caso dei bambini scomparsi, sottratti ai genitori sequestrati e poi fatti sparire. Peccato però che il Tribunal Oral Federal 6, che ha giudicato il piano sistematico di appropriazione di figli dei detenuti-desaparecidos, avesse ricevuto documenti imbarazzanti per il nuovo Papa: quel tribunale, scrive Verbitsky, provò che «già dal 1979 Bergoglio era consapevole della situazione», tant’è vero che – almeno in un caso, su sollecitazione del suo superiore, il capo dei gesuiti Pedro Arrupe – intervenne in modo attivo nella vicenda. «Dopo aver ascoltato il racconto dei familiari di Elena de la Cuadra, sequestrata nel 1977, al quinto mese di gravidanza, Bergoglio avrebbe consegnato un documento al vescovo ausiliare di La Plata, Mario Picchi, chiedendogli di intercedere presso il governo militare». Picchi scoprì che Elena aveva dato alla luce una bambina, poi affidata ad altri. «Si trova presso una famiglia per bene e non tornerà indietro», avrebbe comunicato Bergoglio ai parenti della madre “desaparecida”.
Nel processo sul sequestro dei gesuiti Orlando Yorio e Francisco Jaclis, continua Verbitsky, Bergoglio arrivò a dichiarare per iscritto che nell’archivio episcopale non c’erano documenti sui detenuti scomparsi. A smentirlo ha provveduto il nuovo direttore dell’archivio, José Arancedo, che «inviò al giudice Martina Forns una copia del documento sull’incontro del dittatore Videla con i vescovi Raúl Primatesta, Juan Aramburu e Vicente Zazpe», nel quale «fu discusso con straordinaria franchezza su cosa si doveva dire e cosa non dire sui detenuti scomparsi, che erano stati assassinati, dal momento che Videla voleva proteggere chi li aveva uccisi». Nel suo libro “Chiesa e dittatura”, Emilio Mignone indica Bergoglio come esempio di un pastore che, anziché difenderle, consegna le pecore al lupo. «Bergoglio – aggiunge Horacio Verbitsky – mi raccontò che, in una delle sue prime messe da arcivescovo, cercò di avvicinare Mignone per dargli spiegazioni, ma il presidente fondatore del Cels alzò la mano indicandogli di fermarsi».
E ora? «Non sono sicuro che Bergoglio sia stato eletto per coprire il marciume che ha ridotto all’impotenza Joseph Ratzinger», scrive Verbitsky su “Página 12”. «Le lotte interne della curia romana seguono una logica così imperscrutabile che i fatti più oscuri sono in genere attribuiti allo spirito santo, sia che si tratti delle manovre finanziarie per le quali lo Ior è stato escluso dal meccanismo del clearing internazionale, dal momento che non ottempera alle normative per il controllo del riciclaggio del denaro, sia che si tratti dei casi di pedofilia che si sono verificati a livello mondiale e per i quali Ratzinger ha chiesto perdono in quanto massimo rappresentante della Chiesa cattolica. Non mi sorprenderebbe che Bergoglio, con il pennello in mano, iniziasse una crociata moralizzatrice per imbiancare i sepolcri degli apostoli». Quello di cui invece Verbitsky si dichiara sicuro è che il nuovo vescovo di Roma sarà semplicemente «un surrogato, un succedaneo di scarsa qualità», come quelli che le madri indigenti utilizzano «per ingannare la fame dei propri figli».
Il brasiliano Leonardo Boff, escluso dal sacerdozio da Ratzinger in quanto fondatore della “teologia della liberazione”, che impegna la Chiesa a schierarsi con decisione dalla parte degli ultimi e contro il potere che li opprime, coltivava la speranza che sarebbe stato eletto Papa un francescano vero, l’americano di origine irlandese Sean O’Malley, che regge la diocesi di Boston, piegata dai tanti indennizzi pagati a bambini molestati dai sacerdoti. «Si tratta di una persona molto legata ai poveri, avendo lavorato molto nei Caraibi e in America Latina, sempre a contatto con gli umili», sostiene Boff. La sua elezione sarebbe stato «un segnale di quello che potrebbe essere un Papa davvero nuovo, un Papa di una nuova tradizione». Invece, sul trono di Pietro ora siede un gesuita che si fa chiamare Francesco, come il santo di Assisi, nonostante la sua reale biografia tracci il profilo di «un populista conservatore, come lo sono stati Pio XII e Giovanni Paolo II», assolutamente «inflessibili sulle questioni dottrinali», nonostante l’apertura verso il mondo e l’attenzione – esibita e spettacolare – verso le masse dei diseredati.
Nei tre lustri durante i quali è stato a capo dell’arcidiocesi di Buenos Aires, sostiene Verbitsky, monsignor Bergoglio si è mosso innanzitutto da politico, unificando l’opposizione contro il primo, vero governo democratico e popolare dell’Argentina post-dittatura. «Adesso potrà farlo su un’altra scala, ma questo non implica che si lascerà l’Argentina alle spalle», aggiunge Verbitsky. «Se Papa Pacelli ricevette finanziamenti dalla Cia per sostenere la Democrazia Cristiana e impedire la vittoria comunista alle primeelezioni italiane del dopoguerra, e se Wojtyla fu l’ariete che aprì il primo spiraglio nel Muro di Berlino, il Papa argentino potrà giocare lo stesso ruolo nel mondo latinoamericano». Parlano da soli «i suoi trascorsi nella Guardia de Hierro», il settore giovanile del peronismo di destra, che ancora oggi rivendica il diritto argentino sulle isole Malvine-Falkland. Battaglie, conclude “Página 12”, che potrebbero consentire a Bergoglio di proseguire lungo la sua tradizionale e ambigua linea politica: «Apostrofare gli sfruttatori e predicare mansuetudine presso gli sfruttati».


Fonte: libreidee.org

http://alfredodecclesia.blogspot.it/2016/04/verbitsky-non-fidatevi-di-bergoglio-e.html

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IL MANIPOLATORE PERVERSO: COME RICONOSCERE UN NARCISISTA MALIGNO


Il manipolatore narcisista maligno: l’inganno è il pane quotidiano di coloro che fanno della manipolazione uno stile di vita al fine di soggiogare l’altro.

di Francesca Fiore

Il narcisista maligno (manipolatore perverso): l’inganno e il raggiro sono il pane quotidiano di tutti coloro che fanno della manipolazione un’arte, uno stile di vita avente come fine ultimo annientare l’altro. Si tratta di ragni che tessono bene la loro tela, in attesa della prossima vittima.

Doctor Jekyll e mister Hyde, dolce al cospetto degli altri, ma vendicativo e subdolo alla spalle. Avete capito di chi stiamo parlando? No, nessun soggetto in particolare, ma sole persone: narcisisti maligni o manipolatori perversi. Non la persona affetta da disturbo narcisistico di personalità in generale, ovvero colui che ha dei tratti inerenti a questo disturbo, ma il narcisista cattivo, il narcisista maligno (come lo chiama Otto Kernberg), il più patologico dei narcisisti.

I narcisisti maligni sono bugiardi, ipocriti e manipolatori affettivi. Hanno un’alta considerazione di loro stessi, esagerano le proprie capacità, appaiono spesso presuntuosi, credono di essere speciali, superiori, di dover essere soddisfatti in ogni loro bisogno e pretendono di avere diritto ad un trattamento particolare. Ma questo non basta, altrimenti avremmo a che fare con un “normale” narcisista. Il tutto risulta condito dal comportamento maligno che porta tale soggetto ad avere anche tratti borderline, antisociali e paranoici.

I manipolatori perversi hanno come obiettivo quello di agire attraverso la manipolazione e il raggiro per far compiere al proprio interlocutore delle azioni che tornano ad esclusivo vantaggio personale, si approfittano dell’amore altrui a scopo egoistico. I manipolatori non provano senso di colpa per quello che fanno poiché tutto è finalizzato a soddisfare il proprio ego. Manipolano la vittima amorosa con falsa tenerezza, e dopo averla conquistata se ne nutrono in maniera avara.

Messaggio pubblicitarioLe vittime sono minate e fiaccate nei loro punti deboli e, di conseguenza, piombano in una spirale negativa dalla quale non escono senza traumi. Ogni relazione deve soddisfare regole e richieste rigidamente imposte.


Identikit del manipolatore perverso

L’indizio che ci fa capire se abbiamo a che fare con un manipolatore perverso è la sensazione di soffocamento, la presenza costante di critiche, insinuazioni, sarcasmo che hanno come scopo finale quello di distruggere l’autostima dell’altro fino all’incapacità di vivere. I manipolatori godono dell’umiliazione altrui e non vorrà mai mettersi in discussione, non accettano alcuna critica. Preferiscono criticare e accusare piuttosto che confrontarsi in modo adulto e maturo con l’altro.

I manipolatori fanno finta di amare, ma non provano alcun sentimento anzi tendono a maltrattare: l’altro è solo lo specchio in cui si riflette.
Si tratta di persone altamente danneggiate, che a loro volta hanno subito traumi, maltrattamenti, abusi comportamentali ed emotivi verificatisi in tempi molto precoci e a causa di questo perpetuano il trauma traumatizzando a loro volta.

La manipolazione costituisce il fulcro di ogni relazione e la perseverazione nella stessa la connota di perversione, ed è l’unica modalità per entrare in contatto con l’altro.

Gli strumenti di manipolazione più diffusi sono:

1) il ricatto affettivo e le minacce: l’affettività diventa una merce di scambio, il ricatto è sottile a volte impercettibile, ma alla lunga si ha l’impressione di essere imprigionati in una modalità di relazione che non da libertà di scelta poiché ogni gesto viene valutato e misurato in funzione del tornaconto personale.

2) la colpevolizzazione: la causa dei propri problemi è sempre attribuita all’altro e se si trova rimedio si è sottoposti a minacce di vario tipo che confluiscono spesso nell’interruzione della relazione.

3) le bugie e le lusinghe: quando arrivano complimenti e apprezzamenti in quantità e limitati nel tempo molto probabilmente il vostro interlocutore vuole ottenere qualcosa da voi. È fondamentale ricordare la differenza tra affetto e gentilezza, il primo è un sentimento profondo la seconda invece è un comportamento che non coincide necessariamente con un sentimento genuino.

4) la denigrazione: è un processo continuo e minuzioso, mirato a denigrare il partner, a minarne l’autostima attraverso la restituzione di una immagine negativa di sé che con il tempo finirà per fare propria.

5) l’ invadenza: consiste nel mettersi sempre al posto dell’altro e di intromettersi nelle sue scelte e decisioni senza prendere in considerazione il suo punto di vista.

6) le spalle al muro: è la tecnica che chiude il dialogo mettendo in evidenza le contraddizioni dei ragionamenti, manipolandoli in modo tale così da far passare l’altro come una persona incoerente e dalle idee poco chiare.

7) la dipendenza indotta: comprende sia la dipendenza affettiva che materiale, entrambe hanno come obiettivo di depotenziare e minare l’autonomia e l’indipendenza del partner mettendone in luce le debolezze e gli errori.

Insomma, se riconosceste uno di questi comportamenti cominciate a pensare di avere a che fare con un manipolatore perverso e correte subito ai ripari. Ma, chi è la vittima del manipolatore?

Lo scopriremo nel prossimo articolo!



http://www.stateofmind.it/2013/12/manipolatore-perverso-narcisista/



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mercoledì 20 aprile 2016

Trova lavoro subito! (all’estero)


sul mio libro appena pubblicato: Trova lavoro subito! (all’estero)
Credo sia il momento di passare dal “dateci il lavoro” al “ora mi vado a prendere il lavoro dov’è”.
Basta ascoltare le palle dei politici che addirittura truccano i dati sulla disoccupazione giovanile!!
L’unica soluzione è scrollarsi di dosso il sistema Italia che non riesce a sopravvivere in un mondo globale e auto-globalizzarsi.
Molti in Italia sono ancora qui a cercare di trattenere i nostri migliori talenti facendoli sentire in colpa: “dovresti restare e combattere”.
Sarebbe meglio se ci si informasse prima su che professione intraprendere e su cosa studiare in funzione di un obiettiva di vita e lavoro preciso.
I ragazzi molto spesso sono chiamati a prendere decisioni sul loro futuro quando sono troppo giovani, tocca alla famiglia prenderle.
Qual è tipico errore dell’italiano che cerca lavoro all’estero e che tu hai riscontrato? “Non studiare o studiare le cose sbagliate e poi cercare di arrangiarsi”.
Avere risparmi adesso in Italia non si sa dove metterli, meglio capitalizzarli su una vera professionalità per i propri figli.
Compra una casa a tuo figlio, magari nella tua stessa città e gli metti un ceppo al piede, se investi nella sua cultura, negli studi, nella formazione continua gli apri orizzonti, mentali e professionali.
Quali lingue sono fondamentali? Inglese, triste doverlo ancora ripetere. Poi Francese e Tedesco. Non vi dico lo spagnolo perché da italiani è relativamente semplice impararlo.
Se è impossibile trovare lavoro bisogna fare gli imprenditori e investire in Cambogia, Vietnam, Panama, Costa Rica, Birmania, Africa (ma non conosco bene i paesi).
STEMCH: Science, Technology, Engineering, Mathematics, Coding e Healthcare sono alla base della crescita socio/economica mondiale.
Sul coding stime dicono che nella sola Unione Europea nei prossimi 20 anni ci sarà una mancanza strutturale di quasi 1 mln di lavoratori.
Essere Italiani nel mondo oggi come ci percepiscono? Ci vogliono tutti bene e gli Italiani hanno grande capacità di adattamento.

Alberto Forchielli

http://www.rischiocalcolato.it/2016/04/31-ottobre-2019-default-dellitalia-m-t-m-t-c-quasi.html

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Un saggio pratico, che aiuterà tanti giovani a trovare la propria strada....fuori da questo paese!


Hai appena finito gli studi e non riesci a trovare un'occupazione?
Sei un genitore preoccupato per il futuro dei tuoi figli?
Lavori da anni ma non vedi né sviluppi di carriera né aumenti di stipendio?
Oppure hai perso il tuo impiego?
L'alternativa concreta è trasferirsi all'estero.

Il lavoro è una parte fondamentale della vita, quindi se in Italia non c'è, bisogna organizzarsi per trovarlo in luoghi dove le nostre capacità possano non solo essere apprezzate ma anche valorizzate.

Questo manuale ti prepara a scegliere la tua strada nel modo migliore: indica gli Stati con le maggiori possibilità di impiego, i lavori più richiesti nel mondo, e spiega quali sono i requisiti necessari per accedervi.

Prima di partire, però, occorre avere le idee chiare sulle proprie competenze e sulle motivazioni che ci spingono a lasciare l'Italia, individuare i canali che offrono le migliori opportunità, sapere come preparare e affrontare un colloquio di selezione di persona o in video-intervista.

Trova lavoro subito! fornisce tutte queste preziose indicazioni e tanti consigli pratici per trovare lavoro velocemente e con soddisfazione.

Indispensabile sia per i giovani alla prima esperienza, sia per chi già lavora.

E per i giovanissimi e le loro famiglie, una sezione dedicata alla scelta delle scuole migliori, per pianificare un percorso di studi utile per intraprendere una carriera all'estero.

Per partire con il «bagaglio giusto» e le idee chiare.

Trova Lavoro Subito!
I segreti per ottenere all'estero il posto che hai sempre sognato
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lunedì 18 aprile 2016

THE SHAMAN

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In un 2204 oscuro e minaccioso, Joshua è uno Sciamano mandato in missione per convertire l’anima di una colossale macchina da guerra

The Shaman è il nuovo cortometraggio di fantascienza scritto, diretto, montato e prodotto dal regista austriaco Marco Kalantari. Ambientata in un 2204 oscuro e minaccioso, quest’epica avventura con allure da blockbuster ci trasporta nel pieno di una guerra che infuria da 73 anni e vede contrapposti la Federazione Bianca e l’Alleanza Atlantica. Negli ultimi tempi, tuttavia, il volto del conflitto è cambiato. Nonostante il mondo sia in fiamme e gli uomini continuino ad ammazzarsi, l’umanità ha riscoperto le arti magiche e lo Sciamanesimo. Ogni essere e ogni oggetto hanno un’anima. Persino le gigantesche ed intelligenti macchine da guerra. Quando uno Sciamano attraversa il confine dell’Altromondo, nel limbo tra la vita e la morte, può affrontarle e distruggerle.

È per questo che gli Sciamani sono diventati delle autentiche armi letali, capaci di stanare e convertire i colossi di ferro e soggiogarli in una spietata battaglia psicologica. L’ayahuasca si è trasformata in eroina e le note del violino sono diventate magici icaros per il Netherworld. Lo Sciamano Joshua (Danny Shayler) ed il suo scudiero Lene (David Sayers) sono chiamati ad un’ultima, disperata lotta per sconfiggere l’Anima di un Colosso (Susanne Wuest, la madre in Goodnight Mommy di Severin Fiala e Veronika Franz) e riuscire lì dove gli eserciti e i generali hanno fallito.

“Dio dorme nella pietra, respira nelle piante, sogna negli animali, e si risveglia nell’uomo”. È questa massima Hindu che ha ispirato il filmmaker nella realizzazione di The Shaman. Cresciuto a pane, George Lucas, Ridley Scott e James Cameron, Kalantari proietta il presente in una science fiction distopica e senza speranza, mettendo continuamente in dialogo passato e futuro. Il suo è un confronto visionario tra ciò che siamo oggi, una metafora del nostro potenziale umano e un monito sull’orrore dei nostri enormi difetti. Con stile magniloquente, complici la fotografia di Thomas Kiennast e lo score di Taq Sakakibara, tenta di non perdere di vista l’umanità e gioca le sue carte migliori nel serrato e asfittico confronto tra Josh e l’Anima del Colosso (lo aiuta il volto dalle fattezze aliene della Wuest).

sabato 16 aprile 2016

ARTE E SATIRA che fa riflettere di Pawel Kuczynski

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FACEBOOK LA VISIONE SATIRICA DI Pawel Kuczynski

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IL DELIRIO OCCIDENTALE


Nota sul delirio occidentale

Come esempio della sintomatologia demenziale sopra indicata non si possono tacere le ultime esternazioni della nostra Boldrini. Per deplorare “muri, barriere e filo spinato” contro le ondate dei suoi cari immigrati, ha reinterpretato la storia di Roma: “L’impero entrò in crisi quando , dopo aver a lungo amalgamato i popoli conquistati, Adriano bloccò l’inclusione e costruì il Vallo». Naturalmente non sapendo che Ariano costruì il Vallo nel 122 dopo Cristo non contro invasioni di scozzesi (impossibili, essendo il posto quasi spopolato), ma per risparmiare il numero di legionari da stanziare in una regione troppo povera per meritare il costo di forti guarnigioni. E che le invasioni barbariche avvennero da Est, dal Danubio e proprio perché l’accoglienza indiscriminata di Roma le incoraggiò.

Che non si tratti soltanto di ignoranza, ma di vero e proprio delirio, lo comprova l’altra ingiunzione della Boldrini nelle stesse ore: si tolgano i santi dal calendario, perché “offendono gli immigrati” (lì si deve finire, in un qualche insulto ai cattolici). Quanto alla Merkel, ha fatto mettere sotto processo un comico tedesco che aveva sbeffeggiato Erdogan come “scopa-capre”. Eppure aveva partecipato all’immane manifestazione “Je suis Charlie”, con cui l’Europa intera, tramite i suoi rappresentanti, proclamò la difesa della “Libertà di espressione” fino alla bestemmia contro Dio e i suoi credenti. Sono “i nostri valori”: liberissimi di insultare Allah, ma se insultate Erdogan, si tira fuori una legge penale risalente a Bismarck per stroncare la libertà di espresssione.

Del resto, che volete farci: è mamma Regeni a dettare la politica estera della nazione, che (miracolosamente) coincide poi con quella raccomandata dal New York Times: Al Sisi è un mostro debole e va’ abbattuto, così arrivano i jihadisti a governare l’Egitto. Il che è bello e razionale. Ed è ciò che gli Usa tentano ancora di fare con Assad.




http://www.rischiocalcolato.it/2016/04/sion-inquieta-allombra-dello-strategico-iskander.html

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LA BATTAGLIA PER ALEPPO E' COMINCIATA



Alla fine la battaglia per la città di Aleppo è davvero cominciata. A sorpresa, sostenute da pesanti bombardamenti russi, le forze siriane, rimpolpate da iraniani e dal battaglione palestinese “Liwaa Al-Quds” (brigata Gerusalemme), composta di rifugiati che l’IS aveva cacciato dai loro campi-profughi presso Aleppo nel 2012, stanno chiudendo le vie di riformi enti dei terroristi – che sono quelli di Al Nusra – che a questo punto resterebbero assediati in città. Evidentemente russi e alleati hanno posto fine ad ogni esitazione (ammesso che non fosse simulata, uno stratagemma bellico) e prevenuto mosse nemiche, dando per scontato che la fragile tregua dava troppo vantaggio agli avversari forniti di nuovo armamento. Ma la situazione è complessa per non dire caotica: le milizie curde sono tornate ad affiancare l’armata regolare, mentre DAESH ha attaccato posizioni d mercenari filo-turchi, coperti dall’artiglieria turca oltreconfine e probabilmente rafforzati da commandos dell’esercito di Erdogan, riuscendo a spezzarne la continuità. Probabilmente per ritorsione, i servizi turchi hanno rivelato – attraverso il quotidiano Yeni Safak, vicino al partito di Erdogan – che agenti dei servizi Usa s’erano incontrati in gran segreto con un dirigente eminente di Daesh, chiamato Abou Ahmad Alwani, a Mossul, una volta a dicembre, l’altra il 3 febbraio 2016, poche settimane fa…

Assad, contro la volontà occidentale, ha tenuto le elezioni nella parte del paese sotto il suo controllo. La gente s’è spostata massicciamente per votare, gesto civico di resistenza al terrorismo, che dà ad Assad una legittimità che agli altri, avversari, manca. La situazione è tale che Karina Bechet-Golovko, l’analista vicina al FSB, si spinge ad azzardare una possibile vittoria di Assad sul piano militare e politico.

http://russiepolitics.blogspot.it/2016/04/syrie-vers-une-victoire-politique-et.htmlhttp://www.rischiocalcolato.it/2016/04/sion-inquieta-allombra-dello-strategico-iskander.html

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Taranto, suicida un disoccupato 47enne



Taranto 15 aprile 2016– Dopo aver ricevuto lo sfratto per morosità ha deciso di farla finita e di impiccarsi nella propria camera da letto.
È questa la cronaca di quanto accaduto a Massafra, comune in provincia di Taranto, dove un uomo di 47 anni ha ricevuto la visita dell’ufficiale giudiziario, il quale lo ha intimato di lasciare l’abitazione al più presto a causa del mancato pagamento dell’affitto.
Una volta rimasto solo a casa, il disoccupato 47enne ha deciso di impiccarsi in camera propria, lasciando le chiavi all’esterno dell’abitazione per permettere a chiunque di entrare e verificare il triste epilogo.

Triste epilogo che hanno scoperto di persona proprio l’ufficiale giudiziario e il legale difensore del proprietario dell’immobile, accorsi sul posto per verificare l’effettivo abbandono dell’appartamento e trovatisi di fronte il cadavere dell’uomo.
http://www.liguriaoggi.it/2016/04/15/taranto-riceve-avviso-di-sfratto-e-decide-di-suicidarsi/
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David Icke, l'imbroglio della realtà

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David Icke, l'imbroglio della realtà e l'inganno della percezione è il nuovo monumentale Libro di David Icke. Oltre 1000 pagine che rivelano come gli esseri umani siano subdolamente manipolati a tutti i livelli..
In questo Video potrai leggere l'introduzione: "Un mondo di balle".

Visto su
http://illuminazione-e-ignoranza.blogspot.it/2016/01/un-mondo-di-balle.html



L'Imbroglio della Realtà e l'Inganno della Percezione
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David Icke: Cosa è dunque un Essere Umano?



David Icke: entità non umane interagiscono con questo piano di realtà
https://media.licdn.com/mpr/mpr/shrinknp_800_800/p/7/005/0ac/3f0/3165914.jpg
Note da video di David Icke, anche sulle saggezze apprese da Credo Mutwa, lo sciamano zulu’ con cui si incontro’. “In tutto il mondo ci sono immagini rettiliane, (monumenti e pitture) inclusi i miti”

Ancora degli appunti “random” relativi a video di David Icke, ma sempre parte di quella “ondata smemorata”…di quando ho dimenticato di trascrivere il video di riferimento. Restano pur sempre…molto interessanti e stimolanti, quindi li propongo anche se mancanti del riferimento preciso della fonte.


Questa entità [non umane] sanno che il corpo è un computer biologico. La ragione per cui le case reali, l’aristocrazia e le maggiori famiglie bancarie, sono ossessionate dal riprodursi tra loro, è perché così conservano un programma, ovvero un software, delle informazioni, uno stato dell’essere.


La forma più antica di religione, è l’adorazione del serpente. È presente in forma massiccia da 70.000 anni, da quando risale la più antica evidenza di questo culto in Sudafrica. Credo Mutwa, che ho incontrato in Sudafrica e con il quale ho trascorso giorni interi, mi ha detto che quando i colonialisti arrivarono in Sudafrica, presero di mira gli sciamani e i detentori dell’antica conoscenza della storia di quell’area e li uccisero


Quindi per tener viva la conoscenza, le correnti sciamaniche cominciarono a creare le loro società segrete, con rituali di iniziazione orrendi, per accertarsi che veramente la persona voleva la conoscenza.


Anche Credo Mutwa, oltre 60 anni fa, fu iniziato ai segreti del Sud Africa. Da qui apprese del Chitauri (nella foto rappresentazione di Credo Mutwa). Nel tempo insieme, Credo mi mostrò anche la “Collana dei Misteri” , menzionata già 5000 anni fa. I suoi simboli raccontano la storia dell’Africa e della sua gente. Dopo questo mio incontro con Credo, è nato il mio libro “The Biggest Secret”. ( in italiano: Il Segreto più Nascosto).


dettaglio della “collana dei Misteri”

Quando i Chitauri si mostrarono per ciò che erano, proibirono alle persone di essere ritratti per ciò che erano, pena la morte. Quindi sono stati raffigurati come non umani, ma comunque non come realmente appaiono.

Tornando ai coloni, costoro vollero distruggere il più possibile la conoscenza, per poter così imporre la loro versione della storia.



Nella cultura Ubaid (vedi foto sopra) precedente a quella sumerica, sono state trovate nelle loro tombe rappresentazioni di madri rettiliane e loro figli.


Abbiamo tutti una genetica rettiliana nel corpo-computer, ma i lignaggi ibridati (reali, aristocrazia) ne hanno molta di più nel loro DNA ed è per questo che hanno più tratti della personalità rettiliana.


In tutto il mondo ci sono immagini rettiliane (monumenti e pitture) inclusi i miti.I Naga in Asia, il Serpente del Giardino dell’Eden…In chiese e edifici aristocratici ci sono statue che rappresentano rettili e sono anche rappresentati sugli stemmi aristocratici, in cui i draghi sono presenti in varie forme.



foto: Oxford College in UK.

Alcuni ritengono che Londra( London in inglese) sia Babylondon (da Babilonia) e questo chiarirebbe, come questo piccolo centro ai margini dei confini dell’Europa, abbia e abbia avuto ruoli cruciali nella storia del mondo, Con il suo impero. Nella City of London , lo stemma presenta due grandi rettili che sorreggono lo stemma di una società segreta, all’interno della rete degli Illuminati, i Templari.


Il distretto della City of London, che controlla così tanto la finanza mondiale, finisce in ciò che a Londra si chiama “Il Tempio”.

Cosa è dunque un Essere Umano?

una combinazione di 3 cose:
materia
una mente sottile elettrica, con grandi poteri (“paranormali” come il remote viewing, vedere le cose a distanza, la psicocinesi- la mente sopra la materia)
un sè consapevole, conscio, che esiste al di là del cervello e materia.
Non credo che la coscienza sia un prodotto temporaneo di un’attività bioelettrica del cervello. Credo piuttosto che abbia una sua esistenza indipendente. Alla fine siamo esseri di pura coscienza e come essere coscienti, non ci siamo evoluti dalla materia come credono ora alcuni scienziati. In pratica ci siano “de-evoluti”, per scendere in contatto con la materia da un livello di pura coscienza.


Geologia e paleontologia, ci dicono che la vita inizio sulla terra circa 2 miliardi di anni fa e da allora ci sono state sei estinzioni, ogni 300 milioni di anni. Secondo di Veda, in questo lasso di tempo dei cicli, c’è una devastazione a seguito della quale la terra deve essere ripopolata.


Trascrizione, traduzione e sintesi Cristina Bassi, per www.thelivingspirits.net, da video di David Icke


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giovedì 14 aprile 2016

INUTILE PRENDERSELA CON LA GERMANIA: LE COLPE SONO SOLO DEGLI IMBECILLI CHE CI HANNO SGOVERNATO!

Ultimamente la stragrande maggioranza dei media nazionali, economisti di regime, opinionisti e giullari di corte si sono messi ormai a vento nel miglior classico “stile italiano”. Mi riferisco al fatto che dopo decenni e decenni di “euroforia” grazie alla stampa compiacente foraggiata con contributi di denaro pubblico, i cittadini italiani stanno finalmente capendo, purtroppo a caro prezzo sulla propria pelle, il vero volto dell’Europa, ben diverso da quello che era stato propinato sin dall’inizio dell’avventura europea. Ora in modi goffi e grotteschi la stessa “fauna” sopra enunciata cerca di correre ai ripari denunciando, alla meno peggio, che la colpa di tutto ciò è da attribuire ai comportamenti della Germania.

Ancora ricordo le frotte d’imbecilli con la lacrimuccia e l’occhio lucido mentre vedevano prendere a picconate il muro di Berlino in nome del “volemose bene” senza capire assolutamente che per noi si stava aprendo un nuovo corso storico non certo da co-protagonisti, ma come misere comparse fino a diventare una anonima Colonia al servizio e agli ordini del Nord Europa. Come ricordo perfettamente, all’indomani dell’ammissione dell’Italia nell’euro, come i politici nostrani facevano a gara nel mostrarsi in piazza con la bandiera della UE manifestando con giubilo, a mò di “sagra della porchetta”, per attribuirsi il merito del risultato ottenuto.


Ai lettori vorrei solamente rammentare che dalla caduta del Muro di Berlino al momento in cui abbiamo avuto materialmente nelle nostre tasche l’euro, in Germania si sono succeduti due Cancellieri (Elmut Kohl e Gerard Schroder), in Francia due Presidenti della Repubblica (Francois Mitterrand e Jacques Chirac), mentre da noi si sono avvicendati ben 17 (leggasi diciassette) Presidenti del Consiglio di tutte le compagini e maggioranze politiche possibili ed immaginabili. Credo che non sia difficile comprendere come non siano mai stati nelle condizioni di capire assolutamente nulla in cosa ci stavamo “infognando” ad iniziare dall’imperdonabile errore di non pretendere, sin dalla firma di Maastricht, l’inserimento della provvidenziale clausola dell’opting-out (clausola d’uscita) che ci avrebbe almeno consentito di poterci avvalere, nel lungo iter di convergenza monetaria, di un minimo di potere contrattuale, invece successivamente sempre a noi negato, alla stregua dei saggi (e non fessi) inglesi e danesi.

E’ perciò assolutamente inutile e totalmente stupido ora gridare ai pericoli derivanti da una germanizzazione della governance europea, perché la tela di ragno tesa dalla Germania in tutti questi anni è stata possibile unicamente perché nessuno degli altri paesi, ad iniziate proprio dal nostro, ha mai alzato neanche il dito mignolo per poter contrastare gli spazi che si sono sempre presi in ogni campo i governi tedeschi nell’esclusivo loro interesse. A quanti Summit abbiamo assistito negli ultimi venticinque anni fra Capi di Stato, Premier e Ministri dove i nostri rappresentanti sono stati capaci solamente nel farsi fotografare per la cartolina ricordo da pubblicare sui giornali quando le decisioni erano già state prese dalla Germania e dalla Francia?

Leggere ora Il Corriere della Sera, La Repubblica o Il Sole 24 Ora, tanto per citare le testate nazionali più conosciute, con sterili sermoni contro l’egemonia tedesca, mi fa solamente salire il sangue alla testa. Ma se fino a ieri professavano esattamente il contrario nel blaterare, o meglio ragliare, come la Germania fosse l’esempio da seguire in quanto depositaria di ogni virtù e noi invece i soliti poveri incapaci colpevoli di ogni nefandezza possibile?

E’ superfluo elencare le “fregature” prese in nome dell’Europa: dall’agricoltura alla regolamentazione bancaria (compreso il pagamento a nostre spese del dissesto del sistema bancario tedesco e francese mentre la Banca d’Italia sentenziava che il nostro sistema era solidissimo) fino alle assurde regole di bilancio che ci hanno privato da tempo completamente della nostra politica economica tanto da far precipitare l’Italia nelle condizioni di paese del terzo mondo.

Non ho nessuna difficoltà nell’affermare (la faccio ormai da anni!) che personaggi come Prodi, Ciampi e successivamente Monti, Letta e ora Renzi, sotto la furbesca e irresponsabile regia di Napolitano, non sarebbero stati idonei neanche ad amministrare un semplice condominio e pertanto non prendiamocela con i soliti tedeschi se ci ritroviamo in queste condizioni: la colpa è solo ed esclusivamente di questi cialtroni da quattro soldi! Dal giudizio non si salva neanche Berlusconi: grandi strali contro la Germania facendo credere di prenderne seriamente le distanze però poi ha sempre continuato con indifferenza a far parte del gruppo europeo del PPE proprio con la stessa Merkel!

Come uscirne ormai fuori? Solo riprendendoci il nostro Paese riuscendo ad eleggere con metodi veramente democratici rappresentanti politici che facciano veramente i nostri interessi e non accettando e sopportando più quelli “piovuti dal cielo della provvidenza” perché hanno dimostrato di essere totalmente incapaci nello svolgere il loro mestiere di tutela degli interessi nazionali e degli italiani e di sottostare alle volontà dell’Europa solamente per ottenere quella certificazione personale per governare che non hanno mai avuto in Patria.

Nella nostra Carta Costituzionale già è indicata perfettamente la strada da seguire a meno che non la si rispetti o peggio ancora si incarichi un ministro per le riforme costituzionali, come un sottopersonaggio dal nome Maria Elena Boschi, per cambiarne una quarantina di articoli…

Spero che questi squallidi personaggi, che hanno preferito fare la parte dei camerieri e maggiordomi proni agli ordini di paesi stranieri invece di tutelare gli interessi nazionali, siano al più presto trascinati davanti a un regolare Tribunale, con giudici veramente indipendenti, affinché siano giudicati per quello che hanno (e non) fatto per il bene del nostro Paese e dei nostri figli.




Antonio M. Rinaldi

http://scenarieconomici.it/inutile-prendersela-con-la-germania-le-colpe-sono-solo-degli-imbecilli-che-ci-hanno-sgovernato-di-a-m-rinaldi/

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martedì 12 aprile 2016

“L’intervento Usa in Siria? Una farsa”


“L’intervento russo ha smascherato la commedia dell’intervento americano. Quando a bombardare erano gli americani e i loro alleati lo Stato islamico si espandeva. Quando i russi hanno incominciato a bombardare l’Isis ha, finalmente, iniziato a ritirarsi. Me lo lasci dire… verrebbe un po’ da interrogarsi sul ruolo degli americani”.

Monsignor George Abu Khazen, 69 anni, vescovo cattolico di Aleppo, non ha peli sulla lingua. Da mesi loda l’intervento russo e l’offensiva dell’esercito siriano perché, come ribadisce in questa intervista a Il Giornale, “l’avanzata dei nostri militari garantisce una maggiore sicurezza a tutti gli abitanti della città e regala per la prima volta po’ di speranza. Prima di quest’offensiva le bombe dei ribelli cadevano sulla città e uccidevano ogni giorno più di dieci civili. Senza contare che Aleppo è rimasta per due mesi senz’acqua e per sei senza elettricità. Oggi, invece, tutto sta finalmente tornando alla normalità”.
Per lei dunque l’intervento russo è stato positivo?
“Finché a intervenire erano gli Stati Uniti e i loro alleati lo Stato islamico ha continuato a estendersi ed è arrivato ad occupare fino al 50 per cento del territorio. Con l’intervento russo, Stato islamico e Al Nusra hanno perso in meno di due mesi molti dei territori occupati. Secondo lei con chi dovremmo stare? Con Al Nusra e Isis o con i russi? Ma la conseguenza più importante dell’intervento russo è il processo di pace. Per la prima volta in cinque anni si è aperto un dialogo tra le parti che ha portato a un cessate il fuoco”.
In Europa gli organi d’informazione accusano l’esercito siriano di assediare Aleppo.
“Non so se ignorino la verità o seguano una sorta di verità ufficiale… L’esercito siriano è un esercito regolare impegnato a difendere i propri civili. Doveva abbandonare la città nelle mani dello Stato islamico e di Al Qaida? Per noi l’esercito siriano rappresenta la liberazione. Dove entra riprende la vita. In molti villaggi i bambini non andavano a scuola da tre o quattro anni. Appena è arrivato l’esercito hanno ripreso a studiare. Se questo è un assedio allora benvenuto l’assedio”.
Dunque lei e i cristiani di Aleppo state con Bashar Assad.
“Noi cristiani non stiamo con Bashar Assad. Stiamo con i valori di convivenza e tolleranza di una Siria che in Medio Oriente ha rappresentato un’autentica oasi di pluralismo garantendo la convivenza di 23 gruppi etnici religiosi. In Europa preferite un colore solo? Preferite quello nero?”.
In Europa si è detto che i bombardamenti russi generano nuovi profughi.
“E quelli arrivati prima dell’intervento russo da cosa scappavano? In Europa dovreste informarvi un po’ meglio… qui dove arriva l’esercito la gente non scappa, ma torna ai propri villaggi”.
Cosa si augura per Aleppo e per la Siria?
“Bisogna che tutti s’impegnino a garantire la continuazione di questo processo di pace. I governi che hanno appoggiato i gruppi venuti a combattere in Siria devono chiedere loro di farla finita. Devono spingerli a trovare una soluzione attraverso il dialogo”.
C’è spazio per una riconciliazione?
“L’intervento russo ha spinto molti militanti a cercare la riconciliazione e il dialogo. In questo momento molti ribelli stanno abbandonando le armi e collaborano con il governo. Voi europei dovreste capire che se qui arriva la pace non avrete più il problema dei profughi. La Siria in passato non esportava profughi, ma li accoglieva. Quindi se voi europei volete veramente risolvere il problema dei profughi lavorate per la pace in Siria”.
http://www.occhidellaguerra.it/parla-il-vescovo-di-aleppo/

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lunedì 11 aprile 2016

VOLEVO SOLO PARLARE UN PO'... E INVECE MI HANNO DISTRUTTO DI FARMACI



LETTERA


Buongiorno, mi chiamo Fabio. Ci terrei a raccontarle la mia storia perché purtroppo a causa della mia disinformazione ho commesso l'errore di affidarmi alla psichiatria.


Innanzitutto grazie di cuore per quello che fa perché sono consapevole di quanta determinazione e coraggio ci vuole per contrastare queste vere e proprie macchine di morte che sono gli psichiatri.

Veniamo alla mia storia.

Tutto iniziò nel 2012 quando per una serie di fattori sono arrivato a sentirmi sempre più depresso. In preda alla disperazione, io e la mia famiglia abbiamo deciso di recarci dal nostro medico che mi ha subito prescritto una puntura di un farmaco che ora non ricordo e mi ha consigliato di rivolgermi al Centro Psico Sociale.

Quella puntura non l'ho mai fatta perché mi sembrava assurdo che io potessi risolvere i miei problemi con una puntura, ma mi sono recato dove consigliato non avendo alternative, anche se dentro di me sentivo che non avrei trovato soluzione al mio problema. Mi aspettavo per lo meno di poter parlare con qualcuno, forse per questo ho chiesto aiuto, volevo parlare!

Quel giorno è iniziato l'incubo. Io ero un ragazzo di 64 kg, in ottima salute fisica, e a parte quel periodo difficile io ho sempre affrontato la vita con grande ottimismo e determinazione, ero una persona ambiziosa, lavoravo in fabbrica tutto il giorno e frequentavo le scuole serali, volevo solo costruirmi il mio futuro nel modo migliore possibile. Quel giorno invece cambiò tutto.

Me lo ricordo bene.

Mi venne subito detto dalla psichiatra di iniziare ad assumere un farmaco, il Risperidone, e me lo portò in pastiglia con un bicchierino d'acqua per farmelo prendere subito. Io insistevo, non volevo, continuavo a ripetere che ero lì perché magari facendo dei colloqui con il tempo sarei riuscito a stare meglio. Mi venne ripetuto più volte che al momento l'unico modo per potermi aiutare era di prendere quel farmaco, insistendo che nonostante non mi sentivo bene dovevo solo aver fiducia in loro, insistendo che quella era l'unica cosa che dovevo e potevo fare.


Presi quel farmaco. Tornai a casa ed ero come uno zombie. Avevo un sonno incredibile, non riuscivo a tenere gli occhi aperti, era una sensazione indescrivibile. Questo farmaco mi venne poi prescritto, dovevo prenderlo ogni giorno continuando ad aumentare la dose fino a raggiungere la dose scelta dalla psichiatra, abbinandolo a degli antidepressivi.


Passò il tempo e l'incubo diventava sempre peggiore, vedevo il mio peso che saliva in modo esponenziale, da 64 kg continuai a salire fino ad arrivare a 115 kg. Inutile raccontare come mi sentivo vedendomi così cambiato e vedendo che quei farmaci mi avevano completamente tolto vita sociale, rendendomi impossibile parlare con le persone perché ero rigidissimo, non avevo più nessun atteggiamento spontaneo, sembravo uno spaventoso robot!


Non ero più la stessa persona, e quando presentavo il problema alla psichiatra questa mi ripeteva "ti devi rassegnare! Non tornerai più la persona che eri! Non è colpa dei farmaci! Sei così perché sei malato! Te lo vuoi mettere in testa?".


Era un continuo provare rabbia e disagio e poi passare alla fase di rassegnazione, finché la rabbia e il disagio non superavano nuovamente la rassegnazione e si tornava dalla psichiatra che ancora una volta mi diceva di rassegnarmi. Ho passato così 3 anni e mezzo della mia vita, subendo anche un ricovero di una settimana nel quale fin dal primo giorno che sono entrato in ospedale ripetevo cercando di sorridere falsamente "sto bene, sto davvero meglio!" per riuscire ad essere dimesso dopo una sola settimana.


E quando uscii dal reparto mi sentivo che fisicamente ero appesantito in modo esagerato. Mi somministravano 90 gocce al giorno di potenti calmanti nonostante io non fossi assolutamente agitato. Anzi ero completamente spento e passivo. Addirittura invece di utilizzare acqua per prendere il Risperdone si usavano le gocce calmanti direttamente! Un'assurdità a ripensarci ora!


In questi tre anni mi sono stati somministrati tutti i farmaci possibili ed immaginabili: Risperidone, Abilify, Invega (anche contemporaneamente in alcuni periodi nonostante fossero farmaci non compatibili tra loro perché della stessa famiglia), Welbutrin, Cymbalta, Haldol, Akineton.


Moltissime volte insistevo con la psichiatra che volevo scalare i farmaci fino a toglierli e ogni volta lei mi persuadeva a non farlo (mi terrorizzava dicendomi che sarei stato malissimo, facendo leva su quelle che erano le mie paure che lei conosceva bene). Preciso che i colloqui duravano solo 5 minuti scarsi perché io raccontavo come stavo e ogni minima cosa che dicevo comportava la modifica di 1 mg in più o meno del farmaco, per poi andare a modificare anche l'altro farmaco che doveva spingere di più, ecc.. tutti discorsi così!


Nessun aiuto a parole, soltanto dosi di farmaco modificate in base ad ogni minima sfumatura del mio umore!


Un giorno raggiunsi il limite di sopportazione e decisi che qualsiasi rischio terrorizzante avrei corso io non avrei continuato tutta la mia vita in questo modo!
Vedevo gli altri che erano in cura da più tempo, vedevo com'erano diventati. Nessuno dovrebbe finire così! E' assurdo!


Contro tutto e tutti decisi di rischiare tutto e andai dalla psichiatra dicendo "questa volta non cerchi di convincermi perché le dico subito che io non cambio idea!". Lei dicendo che se avessi smesso poi quando sarei stato male avrei dovuto raddoppiare le dosi perché le attuali non avrebbero più funzionato cercò per l'ennesima volta di convincermi con questi metodi subdoli.


Ma questa volta niente poteva farmi cambiare idea! Decisi di ridurre i farmaci piano piano fino a smetterli completamente! Iniziai a ridurli e stavo bene.
Lei ripeteva "guarda che poi starai male quando li diminuisci ancora", ma io continuavo a ridurre. Dopo averli ridotti ulteriormente mi disse "guarda che poi starai male quando li togli del tutto, ti do un 98% di probabilità che starai male".


Li tolsi del tutto e mi disse "guarda che adesso il farmaco è ancora in circolo nel sangue, anche se non stai male ora non significa che tra un mese sarà ancora così". Ora sono passati 7 mesi e io sto veramente bene. Sto lavorando molto su me stesso.


I primi 5 mesi dopo aver tolto i farmaci ero concentrato a cercare di stare bene senza farmaco andando contro tutto quello che mi era stato fatto credere sul fatto di non farcela, quindi non sono riuscito a regolare anche l'alimentazione. Ora invece è da 2 mesi che mangio sano e in questi due mesi ho già perso 23 kg dei 50 kg che avevo messo nei tre anni di psichiatria.


Ho smaltito anche la rabbia che provavo per quello che mi è stato fatto, perché tanto non mi serve a nulla. Provo però molto dispiacere per il fatto che ci sono persone che non hanno avuto tutta questa forza di volontà e gli è stata rovinata l'intera vita. Non nascondo però che è stata dura, dato che sono andato incontro, a causa di questo aumento di peso, a patologie del fegato (steattosi epatica, transaminasi fuori 11 volte dai valori massimi consentiti), patologie cardiache (ipertensione e tachicardia), eccesso di ferritina nel sangue (ho dovuto fare dei salassi) e diabete che tutt'ora ho ma che cerco di tenere sotto controllo con la sola alimentazione essendo diventato contrario a qualsiasi farmaco.


Ora mi chiedo, alla luce di questi fatti secondo lei ci sarebbe un modo per essere risarcito e ottenere giustizia qualora me lo meritassi? Tenendo conto comunque che essendo ancora disoccupato non ho soldi da spendere in avvocati, perché sto cercando di ricostruire la mia vita ma è una cosa che richiede tempo.


Nel mio piccolo e nei limiti di ciò che posso fare, sarei però felice quando ne avrò la possibilità di contribuire. Inoltre sono fiducioso nel fatto che la mia esperienza possa servire soprattutto a chi è ancora prigioniero di questa macchina di morte. Avendo ancora contatti con persone che ho conosciuto all'interno della psichiatria mi accorgo però di quanto sia difficile attraverso l'esempio della mia esperienza riuscire a rompere le forti convinzioni che la psichiatria instaura nei pazienti.


Grazie mille per l'attenzione mostrata e chiedo scusa se mi sono dilungato troppo ma mi sembrava importante non tralasciare informazioni preziose.
Aspetto una sua risposta quando può.
Grazie mille ancora. Buona giornata!


RISPOSTA


Buongiorno Christian,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.


Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
La sua testimonianza sarebbe da appendere innanzi alla porta di ogni studio psichiatrico.

Lei è a dir poco un miracolato, perché prima di cadere totalmente in uno stato di lobotomizzazione chimica è riuscito a capire cosa le stesse succedendo, e a prendere le giuste contromisure.

Purtroppo, non vada in cerca di impossibili risarcimenti: la Psichiatria fa quello per cui è nata, e cioè somministrare farmaci.

Dalla mia esperienza, le sue possibilità di far valere i suoi diritti in un'aula di giustizia sono pari a zero.
Ora, come ha detto lei, via la rabbia.
Raggiunga un livello di salute ancor più ottimale, buttandosi senza riserve verso un'alimentazione vegana, crudista quanto basta, a ZERO glutine e a BASSISSIMO livello di grassi.
Acquisti e legga il mio libro se lo vorrà, le cambierà la vita ancora di più.
Sono io che faccio i complimenti a lei per il suo coraggio, e ricordi che il Karma esiste: chi fa del male, potrà solo raccogliere del male.

Si siede sulla riva del fiume e aspetti...

Avanti così
Pietro Bisanti

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