martedì 29 settembre 2015

collusioni o incastri "amorosi"


Ecco le interazioni nella coppia in base alle seguenti collusioni o incastri

Collusione narcisistica: in questo caso l’interazione che si crea è di tipo narcisistico dove il partner narcisista si sente appagato nel rivolgere tutta la sua ammirazione al partner narcisista, mentre qust’ultimo si sente appagato in quanto confermato nella sua posizione dominante.
Tuttavia il peso di doversi sempre sentire al “top”, diventa eccessivo per il narcisista, quindi l’interazione diventa anche violenta per cercare di allontanare da se il partner e riconquistare una certa autonomia. Non sopportando di essere lasciato il narcisista lascia per primo, avendo già l’idea di ricreare una nuova relazione con gli stessi presupposti.

Collusione orale: in questo caso l’amore prende le sembianze della sollecitudine, per cui i due partner si polarizzano nelle posizioni di “poppante” e “madre accudente”. Il primo cercherà un partner che lo maternizzi e soddisfi tutti i propri bisogni, il secondo cerca un partner da accudire, coccolare e di cui prendersi cura.


Quindi la relazione funziona e si sviluppa finchè ognuno rimane nel ruolo che si sono apparentemete scelti, nel momento in cui il “poppante” vuole emergere e sperimentare la propria autonomia o la “madre accudente”, vuole esprimere i propri bisogni, frustrando quelli del “poppante”, la relazione giunge al conflitto, che si manifesta con l’interazione:
E’ un rapporto che comporta un partner di tipo depressivo.

Collusione sadico-anale: nella collusione sadico-anale, l’amore assume la forma dell’appartenenza reciproca e totale, che viene espressa dal partner progressivo attraverso il domino e l’esercizio del potere, mentre il partner regressivo esprime sottomissione e docilità.
Anche in questa forma collusiva nel momento in cui il partner regressivo prova a sviluppare la propria autonomia o nel caso in cui il partner progressivo mostra il proprio bisogno di dipendenza, l’idillio si rompe, ed inizia il circolo interattivo del conflitto che si esprime attraverso una esasperazione dei ruoli che tendono sempre a mettere alla prova il partner.

La collusione sadico-anale presenta due variazioni al tema principale che sono:la collusione sado-masochista, la collusione gelosia-infedeltà.
Entrambe non sono altro che un esasperazione del tema dominante-dominato o una manifestazione del potere e del dominio attraverso l’infedeltà e la conseguente risposta di gelosia. Questa relazione comporta un partner di tipo ossessivo.

Collusione edipico-fallica: in questo caso l’amore è vissuto soprattutto come autoaffermazione antagonista (virile) e il partner è vissuto sostanzialmente come rivale della propria affermazione.
Questa collusione è legata al non corretto superamento dei partner della loro fase edipica durante lo sviluppo, pertanto giungono alla formazione della coppia con la loro rappresentazione che vede un uomo sempre forte e superiore con una donna debole e bisognosa di guida.

Un esempio è rappresentato dal “dongiovannismo” che è l’espressione di una personalità fragile, tesa all’incessante ricerca di conferme. Non c’è il riconoscimento dell’altro, che serve solo come conferma della propria autostima. Di conseguenza la vita affettiva è costituita da rapporti superficiali.
Un altro tipo di rapporto di coppia in cui l’amore non è autentico avviene quando uno dei partner si annulla completamente per amare l’altro. Questa relazione contempla un partner di tipo isterico.

Un’altra manifestazione di amore immaturo è l’amore idolatrico in cui si tende a idealizzare la persona amata, distogliendosi dal proprio Io e proiettandolo sull’altro, che viene adorato come un essere perfetto. Poiché nessuno può, alla lunga, vivere nell’adorazione dell’altro, la delusione è fatale.

Si tratta in sintesi di un patto segreto che a volte può essere praticato – rendendo così possibile ai partner, attraverso il loro incontro, di soddisfare i loro bisogni profondi, e di sperimentare una relazione appagante – e altre volte non può esserlo in quanto i bisogni che i due partner speravano di soddisfare reciprocamente vengono sistematicamente disattesi.

In questo caso a prevalere all’interno della relazione di coppia saranno il disagio e il malessere e si potrebbe sperimentare quell’ambivalenza dei sentimenti descritta da Catullo nei famosi versi “Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.escio, sed fieri sentio et excrucior.” (“Odio e amo, mi chiedi perché, non lo so, ma sento che accade e mi struggo”).

pubblicato da Ross Ottantasei

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domenica 27 settembre 2015

Dietro ogni malattia


Dietro ogni malattia c’è il divieto di fare qualcosa
che desideriamo oppure l’ordine di fare qualcosa
che non desideriamo.
Ogni cura esige la disobbedienza a questo divieto
o a quest’ordine.

E per disobbedire è necessario abbandonare la
paura infantile di non essere amati; vale a dire di
essere abbandonati.
Questa paura provoca una mancanza di coscienza:
non ci si rende conto di quello che si è davvero,
cercando di essere quello che gli altri si aspettano che noi siamo.

Se si persiste in questa attitudine, si trasforma la
propria bellezza interiore in malattia.

La salute si trova solo nell’autentico, non c’è bellezza senza
autenticità, ma per arrivare a quello che siamo
davvero dobbiamo eliminare quello che non siamo.

Essere quello che si è:
questa è la felicità più grande.

Alejandro Jodorowsky

Fonte
http://compressamente.blogspot.it/2015/09/dietro-ogni-malattia.html
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venerdì 25 settembre 2015

La storia di un criminale chiamato Cristoforo Colombo

Il Regno del Terrore di Colombo, come documentato da noti storici, fu così sanguinoso, il suo lascito così indicibilmente crudele…
Perché tutt’oggi continuiamo ad onorare questo criminale? Perché a scuola e nei libri di storia viene presentato come un eroe?

STERMINI VOLUTAMENTE DIMENTICATI

Ma se ci pensate, l’intero concetto della scoperta dell’America è, beh, arrogante. Dopo tutto, i nativi americani scoprirono il Nord America circa 14.000 anni prima che Colombo fu nato!

Sorprendentemente, la prova del DNA suggerisce ora che i coraggiosi avventurieri Polinesiani navigarono con delle piroghe attraverso il Pacifico e si stabilirono in America del Sud molto prima dei Vichinghi. In secondo luogo, Colombo non era un’eroe. Quando mise piede sulla sabbia della spiaggia alle Bahamas il 12 Ottobre 1492, Cristoforo Colombo scoprì che le isole erano abitate da gente amichevole e pacifica che si chiamavano Lucayans, Taino e Arawak.

Scrivendo il suo diario, Colombo disse che erano un popolo affascinante, intelligente e gentile. Egli osservò che i gentili Arawak furono eccezionali nella loro ospitalità.

I NATIVI AMERICANI PACIFICI, SENZA PRIGIONI NE’ PRIGIONIERI!

”Essi si offrivano di condividere con chiunque e quando si chiedeva qualcosa non dicevano mai di no”, diceva. Gli Arawak non possedevano armi; la loro società non aveva ne prigioni, né criminali né prigionieri. Erano così di buon cuore che Colombo annotava nel suo diario che il giorno in cui la Santa Maria naufragò, gli Arawak lavorarono per ore per salvare il suo carico e il suo equipaggio.

I nativi furono così onesti che nessuna cosa sparì. Colombo fu così impressionato del duro lavoro di questi isolani gentili che confiscò immediatamente la loro terra per la Spagna e li ridusse in schiavitù per farli lavorare nelle sue brutali miniere d’oro. In soli due anni, 125.000 (la metà della popolazione), degli originali indigeni dell’isola erano morti.

Se fossi un nativo americano, vorrei segnare il 12 ottobre nel mio calendario come il giorno nero. Incredibilmente, Colombo supervisionò la vendita di ragazze native ridotte in schiavitù sessuale. Le ragazze giovani di 9 e 10 anni erano le più desiderate dagli uomini. Nel 1500 Colombo ne scrisse casualmente sul suo diario.

E disse:”Un centinaio di castellanoes sono così facilmente ottenuti per una donna come per una fattoria ed è assai universale che ci siano molti commercianti che vanno in giro in cerca di ragazze, adesso c’è la richiesta di quelle da nove a dieci anni.” Egli forzò questi pacifici nativi a lavorare nelle sue miniere d’oro fino a quando non morivano di sfinimento.

MASSACRI E VIOLENZE SENZA FINE!

Se un “Indiano” non consegnava l’intera sua quota di polvere d’oro alla scadenza data da Colombo, i soldati avrebbero tagliato le mani dell’uomo e gliele avrebbero annodate saldamente attorno al collo per divulgare il messaggio. La schiavitù era così insopportabile per questi dolci e gentili isolani che ad un certo punto 100 di loro commisero un suicidio di massa.

Nel suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo, Colombo portò con sé cannoni e cani da attacco. Se un nativo resisteva alla schiavitù, gli si sarebbe tagliato via il naso o un orecchio. Se gli schiavi cercavano di scappare Colombo li bruciava vivi.

Altre volte mandava cani d’assalto a dar loro la caccia, e i cani strappavano via braccia e gambe dei nativi urlanti mentre essi erano ancora vivi. Se gli spagnoli si trovavano a corto di carne per nutrire i propri cani, venivano uccisi bambini Arawak e usati come cibo per cani.

Uno degli uomini di Colombo, Bartolome De Las Casas, fu così mortificato dalle brutali atrocità di Colombo contro i popoli nativi, che smise di lavorare per Colombo e diventò un sacerdote Cattolico. Egli descrisse come gli Spagnoli sotto il comando di Colombo “tagliavano le gambe dei bambini che correvano da loro, per testare l’affilatezza delle loro armi”.

STERMINI DI MASSA

In un sol giorno De Las Casas fu testimone oculare di come i soldati spagnoli smembrarono, decapitarono o violentarono 3000 persone native.”Tali disumanità e barbarie furono commesse ai miei occhi come nessun’altra età al confronto” scrisse De Las Casas. “I miei occhi hanno visto questi atti così estranei della natura umana che adesso Io tremo mentre scrivo.”

De Las Casas trascorse il resto della sua vita nel tentativo di proteggere il popolo nativo indifeso. Ma dopo un po non vi erano rimasti più nativi da proteggere. Gli esperti concordano sul fatto che prima del 1492 la popolazione dell’isola di Hispaniola probabilmente contava oltre 3 milioni di persone. Dopo 20 anni dall’arrivo degli spagnoli essa si ridusse a solo 60.000.

Nel 1516 lo storico spagnolo Peter Martyr scrisse:”…una nave senza ne bussola, ne carta o guida, ma solo seguendo la striscia degli indiani morti che erano gettati dalle navi, poteva trovare la strada dalle Bahamas a Hispaniola.”

A SCUOLA ERA UN EROE…

In realtà Colombo fu il primo mercante di schiavi delle Americhe. Quando gli schiavi indigeni morivano essi erano rimpiazzati con schiavi neri. Il figlio di Colombo diventò il primo trafficante di schiavi africani nel 1505.

Sei sorpreso e non hai mai imparato nulla di tutto ciò a scuola? Il regno del terrore di Colombo è uno dei capitoli più oscuri della nostra storia..

Fonte: Scienza di Confine

LA MENTE MENTE... LE PICCOLE TRAPPOLE DELLA MENTE CHE INFLUENZANO LA VITA


1. La dipendenza dalla prima impressione. Qualunque cosa succeda, la prima impressione rimane.
2. L’istinto del gregge: più persone sono pervase dalla stessa idea, più è facile crederci.
3. La “zona cieca”: vediamo più facilmente gli errori degli altri
4. La trappola delle convinzioni: siamo portati a sentire solo quella affermazione che conferma la nostra opinione.
5. Conservatorismo: è difficile percepire una nuova informazione se siamo convinti di quella vecchia.
6. La trappola dell’informazione: l’abitudine di cercare troppe informazioni. Coloro che possiedono meno informazioni sono propensi ad avere giudizi più prudenti.
7. L’effetto struzzo: ignorare un’informazione pericolosa o spiacevole, che ci fa paura.
8. L’effetto placebo: più crediamo all’effetto benefico di qualcosa, più bene cu fa.
9. La trappola delle innovazioni: ciò che è nuovo non sempre meglio del vecchio.
10. L’effetto novità: la tendenza di non fidarsi della nuova informazione e di verificarla infinite volte.
11. La fissazione su ciò che è in superficie. Abbiamo paura di morire in auto perché sentiamo spesso degli incidenti mortali in auto.
12. La percezione selettiva: vediamo solo ciò che vogliamo vedere: guardando una una partita di calcio in TV vediamo meglio gli errori dell’altra squadra.
13. Gli stereotipi: la tendenza di giudicare le persone sconosciute in base all’aspetto esteriore.
14. La tendenza di sottovalutare la situazione: agiamo basandoci sugli esempi noti e senza una sufficiente informazione.

Advanced mind institute italia



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L'ETICA DI QUESTA EUROPA, LE SENTINELLE DEL RIGORE: LA MAFIA TEDESCA

### L'ETICA DI QUESTA EUROPA, LE SENTINELLE DEL RIGORE: LA MAFIA TEDESCA! ###

Ho avuto modo di conoscere la Germania e gli imprenditori tedeschi: una grande forza, coalizzata e pronta a tutto, "vita mia - morte tua".


E come siamo soliti ripetere LA MAFIA E' NELLA TESTA: non è nè un luogo geografico, nè una questione di DNA.

Ladroni come tanti altri, disonesti quando serve, cioè spesso se si vuole essere i primi, sempre ed a tuti i costi... spalleggiati dai politici venduti che di questo mangiano, anche lì!
Ma ciò che non si può sopportare è la spocchia e l'arroganza di chi crede di poter insegnare agli altri chissà quale etica superiore, quale abilità manageriale e sapienziale.

Questi sono quelli che guidano questa follia, questo crimine chiamato Unione Europea... targata GERMANIA!

http://www.nextquotidiano.it/il-governo-tedesco-sapeva-del…/

SIAMO POPOLO SOVRANO, SIETE PICCOLISSIMA MISERIA!

www.popolosovrano.eu





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giovedì 24 settembre 2015

COS’È L’ISIS? LA RUSSIA LO SPIEGA AGLI OCCIDENTALI RIMBAMBITI DALLA PROPAGANDA DEI MEDIA



Russia: “Non siate stupidi, Isis è uno strumento USA per destabilizzare il Medio Oriente”

“Il processo di trasformazione del gruppo terroristico dell’Isis in uno Stato con un proprio esercito, polizia, bilancio, tasse e strutture sociali non sarebbe mai avvenuto senza l’aiuto dell’Occidente e delle monarchie del Golfo Persico”.

Gli analisti russi, ripresi dall’agenzia di stampa TASS, puntano il dito contro l’Occidente e gli Stati Uniti per quel mostro (lo Stato islamico) che secondo loro sarebbe stato partorito a tavolino.

di Franco Iacch ( analisidifesa)

L’Isis nasce come una cellula di al-Qaeda in Iraq nel 2013. In pochissimo tempo è cresciuto a dismisura, riuscendo a dichiarare guerra ad alcuni paesi. Nell’estate dello scorso anno i fondamentalisti conquistano Mosul, la seconda città più grande dell’Iraq e dichiarano la nascita di un califfato che si estende da Aleppo, nel nord della Siria, alla provincia di Diyala, a est dell’Iraq, con una popolazione di sei milioni di persone.

“Nonostante fosse ad un livello embrionale, l’Isis già riceveva finanziamenti e rifornimenti da diversi paesi. Tra questi il Qatar, lo stesso paese che ospita il comando delle forze armate degli Stati Uniti in Medio Oriente”.

Sappiamo che ad un certo punto, dal Qatar sono stati trasferiti allo Stato islamico una somma di 300 milioni di dollari tramite conti correnti fittizi. Il principale conto era registrato in una banca svizzera a Berna (poi sequestrato). Proprio da questo fondo, l’Isis avrebbe attinto per porre le sue basi.

“Lo Stato Islamico, oggi, ha risorse finanziarie proprie. Oltre alle azioni tipiche dei terroristi (sequestri, estorsioni, opere d’arte), il califfato ricava cospicui utili dalla vendita del petrolio alla Turchia, Giordania e Siria”.

E’ strano come l’Occidente (così come una certa stampa) non si ponga questa domanda: il governo del presidente siriano Bashar Assad acquista il petrolio dallo Stato islamico a prezzi gonfiati. Perché? Proprio il contrabbando è la terza fonte principale di reddito dello Stato islamico.


“Mettono in scena degli spettacoli. Non sono mica stupidi. I terroristi distruggono delle copie in gesso. Il patrimonio trafugato è stato già venduto al mercato nero e magari è già esposto in qualche villa miliardaria”.

L’intero studio è un attacco agli Stati Uniti rei, secondo i russi, di aver creato lo Stato islamico.

“Suvvia. La coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, creata apparentemente per combatter lo Stato islamico, è una farsa. Dei 60 paesi membri, solo due o tre effettuano raid con truppe di supporto sul campo. Solo una nuova coalizione internazionale con Siria, Arabia Saudita, Giordania, Egitto, Russia e Stati Uniti sarebbe in grado di sconfiggere lo Stato islamico. La leadership russa ha sottolineato questa idea più di una volta”.

“Il bilancio dell’Isis? Centinaia di miliardi di dollari. Fondi illimitati che gli consentono di disporre di un esercito di 150 mila militanti a libro paga. Senza il sostegno esterno, lo Stato islamico non sarebbe mai stato in grado di mantenere i territori sequestrati”.

“Cosa è lo Stato islamico? lo strumento principale di Washington creato per destabilizzare la situazione in Medio Oriente. Lo scopo degli Stati Uniti è quello di stravolgere la situazione nella Regione con l’obiettivo finale di riconquistare posizioni chiave in Medio Oriente”.

E se i russi avessero ragione?

Se cosi fosse, la strategia USA sarebbe chiara. Perché se l’Isis riuscisse a spodestare Assad, potrebbe poi rivolgersi verso l’Asia Centrale ed il Caucaso del Nord, da dove sarebbe in grado di rappresentare una minaccia alla sicurezza della Russia e della Cina.

Concludono gli analisti russi: “In Europa il piano ha funzionato. Centinaia di migliaia di profughi dalla Siria e dal Nord Africa richiedono costi colossali per sostenere il programma di assistenza, che porterà ad un danno economico nell’Unione europea. Gli Stati Uniti hanno potranno portare avanti facilmente il progetto di cooperazione transatlantica”.

Tratto da: Fonte

Via: www.losai.eu

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Perchè tanto accanimento sulla Siria?



1 – in Siria, non c’ è nessuna banca centrale Rothschild.

2 – la Siria ha vietato gli alimenti geneticamente modificati e la coltivazione e l’ importazione degli stessi.


3 – la Siria è l’ unico paese arabo che non ha debiti con il fondo monetario internazionale, né con la Banca mondiale, né con chiunque altro.

4 – la famiglia Assad appartiene all’orientamento alauita di Islam tollerante.

5 – le donne siriane hanno gli stessi diritti degli uomini allo studio, sanità e istruzione.

6 – le donne siriane non sono obbligate a indossare il burka. La Sharia (legge islamica) è incostituzionale.

7 – la Siria è l’unico paese arabo con una Costituzione laica e non tollera movimenti estremisti islamici.

8 – circa il 10% della popolazione siriana appartiene a uno dei molti rami cristiani, sempre presenti nella vita politica e sociale.

9 – in altri paesi arabi la popolazione cristiana non raggiunge l’ 1% a causa dei maltrattamenti subiti.

10 - la Siria è l’ unico paese del Mediterraneo interamente proprietario del suo petrolio (circa 500.000 barr/day) e che non ha privatizzato le sue aziende statali.

11 - la Siria ha un’apertura verso la società e la cultura occidentale come nessun altro paese arabo.

12 - la Siria era il solo Paese pacifico in zona, senza guerre o conflitti interni.

13 - la Siria è l’ unico paese al mondo che ha ammesso i rifugiati iracheni, senza alcuna discriminazione sociale, politica o religiosa.

14 - Bashar Al-Assad ha un’elevatissima approvazione popolare.

15 - la Siria ha discrete riserve di petrolio (circa 2,5 miliardi di barili), che è riservato alle imprese statali.

16 - la Siria si oppone al sionismo e all’apartheid israeliano criminale.

Adesso potete capire meglio e in maniera compiuta ciò che sta accadendo in Siria.
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mercoledì 23 settembre 2015

LA NATURA DEI CONFLITTI



Un suggerimento autorevole per eliminare i conflitti.

Ogni conflitto con il nostro simile è l’esito dell’incapacità di indagare il proprio conflitto interiore e di vedere un mondo che oltrepassa le nostre aspettative e pretese.

Qualsiasi coercizione sul mondo, pretesa, da un lato ci conduce verso una sofferenza senza scampo, dall’altro ci proietta in uno stato d’inconsapevolezza, di chi non riesce ad intravedere in ogni cosa che accade, anche la più negativa, la dimensione riflettente di una parte di noi che attende di essere conosciuta ed esaminata.

Per questa ragione ogni vicenda, felice o dolorosa che sia, è un’occasione per ritornare sui banchi dì scuola per chiederci che cosa la vita è ancora disponibile ad insegnarci.

Il saggio, seguendo un itinerario di visioni, riflessioni e schede operative, pone al centro della ricerca la via per comprendere in profondità noi stessi e ritrovare le forze interiori per aprirsi nuovamente alla gioia e alla speranza.

“Le situazioni conflittuali che oppongono l'uomo agli altri sono solo conseguenze di situazioni conflittuali presenti nella sua anima”.
Martin Buber

Prefazione: "Alchimia della Pace":

"Ognuno di noi vorrebbe trovare una dimora, un luogo di sicurezza, ma appena si rende conto dell’assoluta impossibilità che ciò accada, si rifugia in comportamenti volti a controllare l’esistenza, rimuginando sul passato o preoccupandosi incessantemente del futuro.

Scrive a questo proposito James Hillman: “Spesso siamo così preoccupati di scoprire la ragione di quello che ci è accaduto e ad esso trovare una soluzione nell’immediato futuro che ci siamo resi incapaci di assaporare la bellezza del vento”.

Nel racconto “Tre quesiti”, Tolstoj narra di un grande re che era ossessionato dalle risposte che avrebbe dovuto darsi per diventare un bravo regnante:

“Qual è la persona più importante con cui stare?”

“Qual è la cosa più importante da fare?”

“E quando il tempo più appropriato per farla?”

I vari consiglieri gli offrirono risposte diverse ma talora così contrastanti che si trovò costretto a rivolgersi ad un vecchio e leggendario saggio che conduceva un’esistenza molto semplice da eremita sulla cima della montagna.

Travestito da normale viaggiatore, senza guardie e senza ornamenti del suo potere, il re arriva alla sommità del monte dove trova il vecchio saggio curvo intento a coltivare il giardino. Il regli pone le tre domande, ma il vecchio non risponde, lo esorta soltanto ad aiutarlo nel giardinaggio. Il sovrano, pur con qualche perplessità, accetta di svolgere il lavoro, ma dopo un po’ si stanca e si mostra impaziente per le risposte che non riceve.

Il vecchio continua tuttavia a faticare sotto il sole, finché verso sera il re girandosi nota tra le siepi un giovane ferito. Con sollecitudine si strappa la camicia per tamponargli l’uscita del sangue, lo disinfetta, lo ristora e lo cura, gli salva la vita. L’uomo, colmo di gratitudine e di vergogna, gli rivela che era giunto fin lì per assassinarlo, e che era stato ferito durante il viaggio da una delle sue guardie. L’assassinio voleva essere la vendetta dell’uomo per l’uccisione del fratello e la confisca delle terre da parte del re. Nell’udire queste parole il re si sentì mortificato e promise di restituire le terre e per il futuro di essere più avveduto.

Dopo questa vicenda il re tornò insistentemente a porre le domande al vecchio saggio, ma questi sorridendo affermò di avere già fornito le risposte.

Il re rimase perplesso, e allora il vecchio saggio fu costretto a dare voce a ciò che riteneva scontato.

La persona più importante con cui stare è quella con cui si è, quella che si palesa in quel preciso momento in cui avviene l’incontro.

La cosa più importante da fare è quella che occupa il nostro tempo presente.

Non c’è bisogno di cercare. Occorre essere attivi in quel qualcosa che si sta facendo, senza affannarsi per volere alcuna soluzione. Se il re non fosse rimasto a coltivare il giardino sarebbe stato ucciso dall’attentatore e non avrebbe avuto l’incontro che gli avrebbe fatto comprendere il senso della propria presenza, i propri errori e la necessità di lasciar fiorire il perdono. Il re si ravvede e si scusa dopo che ha salvato il suo potenziale assassino.

E il tempo più appropriato? Bene la risposta qui è “proprio” scontata: “Il presente è l’unico periodo di tempo di cui abbiamo possesso”.

Quali sono i significati sottesi al racconto del grande narratore russo?

Un primo sta nel fatto che se vogliamo giungere alla saggezza dobbiamo metterci in ricerca con umiltà e spogliati di ogni presunzione. Il re per incontrare la saggezza lascia ai piedi della montagna vestiti, decorazioni e ornamenti regali.

Un secondo sta nel fatto che dobbiamo abbandonare la fretta di sapere e controllare, perché, come il vecchio saggio ci insegna, le risposte appropriate, quelle più vere, sono la conseguenza di un’attesa “laboriosa” che non rassicura né offre facili soluzioni: “Occorre prima di tutto praticare pazientemente il giardinaggio”.

Un terzo sta nel “servizio accidentale”, ossia nel fare le cose con perseveranza e disciplina senza un’ipotetica ricompensa, nel fare le cose al meglio per poi abbandonarle, lasciarle al vento, come un mandala a cui non si deve più aggiungere nulla."
Franco Nanetti




La Natura dei Conflitti

La Natura dei Conflitti
Manuale del discernimento interiore
Franco Nanetti

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martedì 22 settembre 2015

Cortisone: il miglior modo per non guarire mai

Il cortisone inibisce il tuo sistema immunitario, lo mette in pausa.
Infiammazione? Ghiandole gonfie? Dermatiti? Sfoghi cutanei?
Tranquillo, se vuoi risolvere subito il problema (e tutti vogliono risolvere subito) devi solo assumere un farmaco a base di cortisone: due tre giorni di trattamento e il problema sparisce magicamente…
Che bello, questo sì che è un farmaco efficace!
Ma… Aspetta un attimo… Che strano: dopo una o due settimane (anche un mese a volte) ecco apparire un nuovo problema, un nuovo sfogo cutaneo, magari in un altro punto del corpo… Beh, nessun problema, basta usare un’altro poco di cortisone e in men che non si dica anche questo problema è risolto: che bello questi farmaci!
Ma.. Passa un altro mese o due e si ripresenta di nuovo il problema, questa volta però sembra essere più forte, più intenso… Ma niente paura, anche questa volta il cortisone ti verrà in aiuto! Sì, anche questa volta funziona però ci sono voluti diversi giorni e, guardandoti allo specchio, ti accorgi di essere più gonfio del normale: stai trattenendo liquidi…
Va beh dai, non ti preoccupare sarà solo un piccolo effetto collaterale l’importante è che questa volta hai risolto il problema per sempre, nei prossimi giorni ti sgonfierai e tutto tornerà come prima!
Passano pochi mesi ed ecco che si ripresenta di nuovo il problema questa volta però non si tratta solo di uno sfogo cutaneo ma il medico dice che hai una macchia sul fegato, meglio fare ulteriori indagini..
Ed ecco che cadi in un turbine di esami, controlli alla ricerca di una soluzione rapida al problema… Speriamo di trovarla!
Che sfortuna però, proprio a te doveva capitare tutto ciò, proprio tu che ci tieni alla tua salute e ti curi sempre in modo da risolvere i problemi il più velocemente possibile…
SICURO CHE SI TRATTI DI SFORTUNA?
In questo caso sembra proprio di no.
Lo sai quale è il peggior effetto del cortisone?
Il cortisone inibisce il tuo sistema immunitario, lo mette in pausa. Ecco perché dopo poche applicazioni lo sfogo cutaneo era sparito: Il sistema immunitario aveva smesso di lavorare…
Ma la domanda da porsi è questa: perché c’era uno sfogo cutaneo?
Evidentemente era presente qualcosa, all’interno dell’organismo, di indesiderato, tossine che il sistema immunitario faceva di tutto per eliminare, in questo caso attraverso la pelle.
Quindi cosa è successo?
Il cortisone ha inibito il sistema immunitario e le tossine che dovevano essere espulse sono rimaste lì dove si trovavano: apparentemente eri guarito, in realtà invece la minaccia più importante era rimasta all’interno del tuo corpo.
MA IL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO NON SI ARRENDE.
Non appena l’effetto inibitore del cortisone viene meno tenta di riorganizzarsi e ricomincia a svolgere il suo compito: difendere l’organismo dagli attacchi esterni.
Ritenta dunque di eliminare le tossine che, come abbiamo detto, sono ancora presenti nell’organismo. Puntualmente ai primi sintomi lo hai di nuovo inibito con il cortisone e la storia si ripete: le tossine continuano a non essere espulse.
Rimandare l’espulsione delle tossine rende quest’ultime più forti, concede loro il tempo di infettare più parti dell’organismo, ecco perché ogni volta che si ripresenta, lo sfogo richiede un trattamento con il cortisone per un periodo più lungo di tempo prima di sparire..
Continuando ad annullare sistematicamente il lavoro del sistema immunitario le tossine si accumulano e infettano sempre più l’organismo fino ad arrivare a infettare gli organi ed ecco che da un problema piccolo si passa senza nemmeno accorgersene a un problema molto più grande.
Il risultato finale è un corpo malato, a cui è stata rubata la possibilità di difendersi annullando la reazione del suo sistema immunitario.
Non solo, grazie all’azione del cortisone si ottiene anche un corpo ricco di ritenzione idrica un corpo quindi che accumula ulteriori tossine che andranno a provocare ulteriori problemi in futuro quali malattie autoimmuni, Lupus, ovaio policistico, obesità, etc.
Un’ultima cosa piuttosto importante: se assumi cortisone (corticosteroridi) stai lontano dai farmaci a base di Ibuprofene (come il moment) rischi ulcerazione ed emorragia gastrica.
MA ALLORA COSA DOVRESTI FARE?
Quando si presenta uno sfogo cutaneo stai osservando il tuo sistema immunitario all’opera, il tuo miglior alleato!
La cosa peggiore che puoi fare è inibire la sua azione utilizzando cortisone o simili (anche gli antistaminici agiscono in modo simile).
La cosa migliore che puoi fare è aiutare il tuo sistema immunitario rinforzandolo.
PER RINFORZARE IL TUO SISTEMA IMMUNITARIO IN GENERALE TRE SONO LE COSE DA FARE:
Mangiare sano (scopri cosa significa)
Ricondizionare perfettamente il tuo intestino, la sede del sistema immunitario e l’organo principale che ti interfaccia con l’esterno: tutto ciò che mangi passa per l’intestino il quale deve essere in grado di smaltire le tossine, assimilare completamente i nutrienti e l’acqua introdotta. (scopri come fare)
Movimento, sono sufficienti 21 minuti al giorni in soglia aerobica per riattivare tutto il tuo metabolismo (cosa è la soglia aerobica)
Ricorda, spesso la strada che porta alla guarigione in poco tempo è la strada che porta alla continua recidiva. La strada invece più lenta spesso è quella che porta alla guarigione completa!
Link all'articolo:
http://unoeditori.com/…/cortisone-il-miglior-modo-per-non-g…Tratto da Unoeditori.com

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lunedì 21 settembre 2015

SINISTRA, CHIESA, MAFIA



SINISTRA, CHIESA, MAFIA CAPITALE

L’effetto più nocivo del business dell’accoglienza, nell’immediato e nel breve termine, è che esso rafforza il blocco di potere parassitario costituito da area postcomunista, area clericale, e mafia: il vero partito della nazione, che si fa legittimare in sede europea da governi e istituzioni che sono in palese conflitto di interessi con l’Italia.

“Con gli immigrati si guadagna più che con la droga”, spiega al telefono uno dei capi di Mafia Capitale. Dalle indagini appare che il business (lecito e illecito) dell’accoglienza agli immigranti ha coalizzato le tre grandi forze socio-politiche che storicamente comandano il Paese e raccolgono il consenso e la compliance della popolazione: sinistra, chiesa, mafia (intendendo ovviamente per “sinistra” la finta sinistra filobancaria e per “chiesa” l’organizzazione materiale – l’una e l’altra con le rispettive cooperative, associazioni etc.). Le agenzie economiche e le figure istituzionali di queste tre aree si scambiano sistematicamente appalti, poltrone e protezioni. Non è che la religione o la chiesa o le ideologie di sinistra siano in sé un male, ma sono un ottimo strumento per approfittare dell’affidamento morale della gente e per nascondere gli scopi di profitto e le pratiche illecite, quindi sono molto usate a questo scopo da affaristi che ovviamente non credono in esse.

Questa alleanza è ben riconoscibile nel “mondo di sopra”, ossia a livello ufficiale (nelle scelte di governo, nelle assemblee parlamentari e in quelle di molti enti locali) come pure in ambito mediatico (nell’incessante campagna emotivo-irrazionale per suscitare nella popolazione consenso, o meglio prevenire il dissenso critico, verso la redditizia accoglienza a porte aperte, nascondendone i costi e gli interessi retrostanti). A volte, come avvocato, ho avuto persino l’impressione che vi sia un apparato di super-polizia che vigila sulle indagini della polizia giudiziaria in materia di mafia e si assicura che non scopra troppe cose, o certe cose. Di certo diversi magistrati sono stati scoperti a proteggere cosche mafiose da altri magistrati, che facevano il loro dovere.

Poiché la marea migratoria è “destinata a durare almeno vent’anni”, come dicono dagli USA, quella coalizione si consolida nella sua proiezione verso il futuro, come blocco di potere. Venti anni di questo business e della conseguente alleanza politico-ideologica tra le suddette forze comporteranno costante declino funzionale del Paese, perché si tratta di forze altamente parassitare e di stagnazione, per metodi e per cultura. Ma il Paese, già severamente deteriorato a causa soprattutto di esse, non reggerà certo un altro ventennio così. Si sgretolerà molto prima, come previsto dal noto studio della London School of Economics, che preconizza la fine dell’Italia entro 10 anni. Fra vent’anni, di questo passo, ciò a cui siamo attaccati non ci sarà più.

La sostanza è che, nella sola Africa, vivono oggi un miliardo di persone e in buona parte – sicuramente più di un centinaio di milioni – sono spinte ad emigrare da fame, sete, guerre, epidemie, tirannie, tribalismi, persecuzioni religiose – ossia dalle conseguenze della propria storia e dei propri schemi comportamentali collettivi. Questo è lo stock di migranti africani potenziali. Ma non basta: gli africani 50 anni fa erano 300 milioni, ora sono un miliardo. L’Europa, già molto densamente popolata, è candidata a divenire lo sfogo permanente della sovrappopolazione e dell’ipernatalità cieca e distruttiva tipica del Continente Nero e di altre aree disastrate del mondo.

Quindi la stessa quantità di prevedibili flussi ci travolgerà se non li fermeremo impiegando tutte le misure necessarie, che sono legittimate dal diritto alla sopravvivenza, cioè dal fatto che, se non le usiamo, verremo estinti come nazioni e come civiltà. Il multiculturalismo è fallito in pieno, e l’integrazione non funziona se non marginalmente. Si integrano le persone singole, al meglio singole famiglie; le comunità di centinaia di migliaia di immigrati, di fatto, non si integrano, non si assimilano, bensì mantengono i loro caratteri tipici, rafforzandoli.

I nostri governi stanno importando milioni di persone da paesi disastrati, cioè parti intere di quelle società disfunzionali, che hanno generato e stanno generando proprio quelle condizioni politiche ed economiche responsabili di quel disastro e di quei flussi di emigrazione. Queste parti formano, nei paesi di arrivo, comunità nazionali e/o religiose che mantengono la loro identità, la loro mentalità, le loro abitudini, non si assimilano, non si integrano, e tendono a riprodurre i problemi di cui sono fuggite in casa di chi le accoglie. Analogamente, l’impianto di mafia, andrangheta e camorra nell’economia e nella pubblica amministrazione del Norditalia non sarebbe avvenuto senza il precedente trapianto di interi pezzi delle società siciliana, calabrese e campana.

Inoltre, la presenza di tali comunità importate, in Italia specialmente, ostacola il consolidarsi di una identità e solidarietà nazionale, di un senso civico e di una fiducia sociale – fattori essenziali per il funzionamento di un sistema paese e per il rispetto delle regole. E fattori che in Italia sono molto carenti, dato che lo stato italiano, storicamente, è stato formato mettendo insieme, appunto, popoli, culture e abitudini sociali molto diversi, e il risultato è pessimo. Se in Italia non riesce l’integrazione dei popoli locali tra loro, come si può pensare che riesca l’integrazione di milioni di africani? Ma se il progetto europeo è quello di dissolvere le nazioni (gli stati-nazione, le democrazie nazionali), e di fare un miscuglio amorfo da governare dall’alto tecnocraticamente, allora tutto quadra. Allora è logico iniettare nel corpo sociale italiano milioni di soggetti portatori di culture e abitudini contrarie o perlomeno estranee a ciò che noi intendiamo come civiltà, libertà, diritti, di una religiosità ferma al medioevo: tutto serve a frammentare e a disgregare i legami sociali.

L’indottrinamento sistematico da parte delle istituzioni e dei loro mass media afferma che questi flussi migratori, se non proprio benefici, sarebbero comunque inevitabili e inarrestabili, quindi li dobbiamo accettare. Questa affermazione è semplicemente falsa. Falsa propaganda. Lo dimostra la Croazia, ad esempio, la quale, pur avendo una lunghissima costa e numerose isole, rimane esente dall’immigrazione, e senza ricorrere a metodi cruenti. I flussi migratori provenienti da sud non attraversano la Croazia, ma fanno il giro per l’Ungheria per raggiungere l’Austria. Come mai la Croazia non ha il problema dell’immigrazione? Semplicemente, i suoi governanti fanno (anche) il loro dovere, mentre i nostri fanno (solo) i loro affari, magari con l’incoraggiamento dei vertici della Chiesa, ma senza curarsi delle conseguenze per la popolazione e per la stessa sopravvivenza del Paese, dei suoi valori e della sua civiltà, o di quel che ne resta.

05.09.15 Marco Della Luna


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domenica 20 settembre 2015

LINKS 20.10.15


La moderna medicina: morte e negazione della vita
Dagli aborti ai vaccini alla chemioterapia: la moderna medicina è intrisa di cultura di morte e negazione [della vita]
L'approccio medico standard in Occidente è quello di bombardare il corpo con farmaci e veleni ogni volta si presenta una malattia, piuttosto che cercare di prevenire la malattia fortificando il corpo attraverso l'alimentazione e una vita sana.

I centri energetici emozionali del corpo
La prossima volta che si proverà un dolore in un’area particolare, si può quindi prendere un momento per riflettere su una possibile correlazione interiore che lo abbia innescato.


http://www.dionidream.com/cancro-il-piu-grande-business-della-storia-ha-occultato-le-vere-cure/Un’ affare da milioni e milioni di dollari che ovviamente porta a riempire sempre più, le casse della medicina-farmaceutica. Loro hanno bisogno di tanto business per continuare a guadagnare, tanto quanto il malato ha “bisogno di loro per continuare a sperare. Un vero e proprio baratto che però invece di scambiare la merce con la merce scambia le vite umane col denaro.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=12678
L'ennesima ammissione dall'interno: "Lo abbiamo finanziato per entrare in Siria attraverso Giordania e Turchia"
Washington ha deliberatamente creato il gruppo terroristico ISIS (Daesh, in arabo) per stabilire un punto d'appoggio militare in Siria. Lo ha dichiarato un ex candidato per il Senato degli Stati Uniti,


http://www.dionidream.com/il-mangiare-e-legato-alle-gratificazioni-affettive-negate/
Il Dott. Marco Pastorini, psicologo e psicoterapeuta scrive così nel suo blog: “Mangiare può prendere inizio da una sensazione fisica, ma molto spesso da un’emozione. Se stai mangiando mentre stai provando noia, stress, fatica, tensione, rabbia, solitudine, ansia o depressione, ricorda che sei dentro alla fame nervosa per riempire un vuoto.

https://youtu.be/Wzy6EA_O_Jg
Hanno invaso la società (controllo mentale): Mk ultra _ progetto Monarch (la gente dorme, loro no)


Oriana Fallaci nel 1965: non siate obbedienti. Il consiglio è ancora attualissimo. Svegliamoci!
La Fallaci sui trentenni: non siate ubbidienti. Bisogna avere il coraggio di dire no, quando quello che ci viene chiesto di fare dal sistema è sbagliato

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sabato 19 settembre 2015

Ci siamo arresi all'islamizzazione

Nel mio nuovo libro Islam. Siamo in guerra (da domani in edicola con Il Giornale e in libreria), evidenzio come in parallelo al Jihad, la guerra santa islamica, scatenata dal terrorismo islamico dei tagliagole, che ci sottomettono con la paura di essere decapitati, e dei taglialingue, che ci conquistano imponendoci la legittimazione dell'islam, del Corano e delle moschee, l'arma vincente della strategia di islamizzazione dell'Europa è l'invasione demografica.


Su circa 500 milioni di abitanti dei 29 Paesi membri dell'Unione Europea, solo il 16 per cento, pari a 80 milioni di abitanti, hanno meno di 30 anni. Viceversa su circa 500 milioni di abitanti della sponda orientale e meridionale del Mediterraneo, sommando le popolazioni dei 22 Stati arabofoni più quelle della Turchia e dell'Iran, ben il 70 per cento ha meno di 30 anni, pari a 350 milioni di abitanti. Quando si mettono su un piatto della bilancia 80 milioni di giovani europei, cristiani in crisi d'identità con una consistente minoranza musulmana, e sull'altro 350 milioni di giovani mediorientali, al 99 per cento musulmani, convinti che l'islam è l'unica «vera religione» che deve affermarsi ovunque nel mondo, il risultato indubbio è che gli europei sono destinati ad essere sopraffatti demograficamente e colonizzati ideologicamente dagli islamici.

A un certo punto i musulmani non avranno più bisogno di farci la guerra o ricorrere al terrorismo. Potranno sottometterci all'islam limitandosi ad osservare le regole formali della nostra democrazia, che premia il soggetto politico più organizzato e influente, in grado di condizionare e di accaparrare il consenso della maggioranza, astenendosi dall'entrare nel merito dei contenuti delle ideologie e delle religioni, soprattutto dell'islam.

Già nel 1974 il presidente algerino Boumedienne previde che l'Europa sarà conquistata con il «ventre delle nostre donne». Nel 2006 il leader libico Gheddafi disse che «50 milioni di musulmani in Europa la trasformeranno in un continente musulmano in pochi decenn
i».

Ebbene sconvolge che, a fronte dell'evidenza della conquista demografica da parte degli islamici che costituiscono la stragrande maggioranza dei clandestini che ci invadono a partire dalla Libia e dalla Turchia, l'Onu, l'Unione Europea, l'Italia e la Chiesa concordono sul fatto che dobbiamo spalancare incondizionatamente le nostre frontiere. Il presidente della Commissione Europea Juncker il 9 settembre ha detto: «Gli europei devono prendersi carico di queste persone, abbracciarli e accoglierli». Papa Francesco il 14 settembre ha esaltato questa invasione: «Gli immigrati ci aiutano a tener viva la nonna Europa». Il capo dello Stato Mattarella il 16 settembre ha qualificato l'invasione come «un fenomeno epocale (…) che richiede una gestione comune dell'Unione». Emma Bonino l'8 settembre ha chiarito: «L'Europa vive un calo demografico importantissimo, per il 2050, cioè domani, avrà bisogno di 50 milioni di immigrati per sostenere il proprio sistema di welfare e pensionistico».

Di fatto stiamo subendo la strategia di genocidio eugenetico profetizzata dal conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi (1894 - 1972), sulla cui lapide ha voluto essere tramandato come il «Pioniere degli Stati Uniti d'Europa»: «L'uomo del lontano futuro sarà un meticcio. Le razze e le caste di oggi saranno vittime del crescente superamento di spazio, tempo e pregiudizio. La razza del futuro, negroide-eurasiatica, simile in aspetto a quella dell'Egitto antico, rimpiazzerà la molteplicità dei popoli con una molteplicità di personalità».

Ecco perché è fondamentale conoscere la verità di ciò che sta accadendo dentro e fuori di casa nostra. Soprattutto è vitale essere consapevoli che siamo in guerra, che o combattiamo per vincere o saremo sottomessi dall'islam.

Magdi Cristiano Allam
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Vedi anche
il piano Kalergi
http://altrarealta.blogspot.it/2013/11/il-piano-kalergi.html

COSA INSEGNA IL CORANO ?
http://altrarealta.blogspot.it/2012/02/cosa-insegna-il-corano.html

LA STUPIDITA' DELLA CHIESA NON HA LIMITI

L’esorcista padre Amorth: “Fare yoga è satanico .
Satana è sempre nascosto e la cosa che desidera di più è che non si creda alla sua esistenza. Studia ognuno di noi e le sue tendenze al bene e al male, e poi suscita le tentazioni”. La scienza? “Non è in grado di inventare neanche una cicca. Lo scienziato è solo uno scopritore di qualcosa che Dio ha già creato”

Dall’ Umbria International Film Festival, dove si trovava ospite per rispondere alle domande dell’intervistatriceMaria Grazia Cucinotta, Gabriele Amorth lancia un altro anatema contro i nuovi usurpatori della fede: “Pratiche orientali apparentemente innocue come lo yoga sono subdole e pericolose. Pensi di farle per scopi distensivi ma portano all’induismo. Tutte le religioni orientali sono basate sulla falsa credenza della reincarnazione”.


L’anziano prelato, con all ’attivo circa 70 mila esorcismi da quando nel 1986 gli è stato affidato l’incarico di esorcista della Diocesi di Roma, torna a scagliarsi anche contro Harry Potter. L’idolo letterario e cinematografico nonostante sia venduto anche nelle librerie cattoliche “porta alla magia e, quindi, porta al male. Anche in Harry Potter il demonio ha agito in maniera nascosta e furba, sotto forma di poteri straordinari, magie, maledizioni”.
Riflessione del professore Osvaldo Berutti – docente di antropologia culturale e dei simboli

L’insegnamento di Gesù e la teoria yoga si oppongono, sono contrari, per cui nessuno può seguirli contemporaneamente e non si può essere vero cristiano se si pratica yoga. Lo ha detto Papa Benedetto XVI, lo insegna la Chiesa quando afferma che lo yoga non è solamente una pratica fisica, sopratutto è spirituale e si rifà alla religione Induista, per questa ragione lo yoga è il mezzo diabolico per fondersi con il loro dio, praticamente l’IO della persona che lo pratica.

La Chiesa non può accettare una spiritualità che trasforma un uomo o una donna in un dio, con una meditazione magica che distrugge la psiche e permette ai diavoli di distruggere una persona.

http://www.lalucedimaria.it/lesorcista-padre-amorth-fare-yoga-e-satanico/http://altrarealta.blogspot.it/

venerdì 18 settembre 2015

giovedì 17 settembre 2015

Renzi mente indisturbato, sa di parlare a una platea di idioti



Renzi sta dicendo: “Il Pil aumenta quest’anno: per la prima volta dopo molti anni, l’Italia è ripartita grazie alle mie riforme. Questo mi legittima ad andare avanti riformando la Costituzione per concentrare i poteri dello Stato, anche quelli di garanzia, nelle mani del primo ministro” (e per fare in modo che il Parlamento sia composto interamente da nominati dei segretari di partito). Però solo un pubblico di cretini può interpretare come ripartenza strutturale, come una manifestazione di ritrovata vitalità, anziché come un rimbalzo (il cosiddetto salto del gatto morto), un misero aumento dello 0,5% dopo molti anni di recessione – uno 0,5% che lascia l’Italia ultima in Europa e nell’Ocse. Ultima, con una disoccupazione giovanile dirompente, un continuo scivolamento del Meridione verso condizioni africane, e una crescente fuga all’estero di capitali e cervelli.


Uno 0,5 % dovuto al fatto che adesso si conteggiano nel Pil anche i redditi da prostituzione, narcotraffico e altri crimini. Senza questa aggiunta, avremmo un calo del Pil, un -0,3% circa! Quindi il declino non si è invertito, né arrestato. Se inoltre si considera che in questo periodo abbiamo goduto di uno straordinario insieme di fattori esterni, indipendenti dalle riforme di Renzi, fattori estremamente favorevoli per la crescita economica (ossia il fortissimo risparmio sul petrolio, la svalutazione dell’euro, tassi e spread molto favorevoli, il quantitative easing, la compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori, il deprezzamento delle materie prime), e che ne abbiamo tratto solo uno 0,5%, allora è evidente che quel mezzo punto percentuale, in questo contesto, è indice non di ripresa, ma di peggioramento strutturale e di conferma della non funzionalità del sistema-paese.

Risponda Renzi: che cosa succederebbe al Pil italiano qualora quei fattori esterni, o anche solo uno di essi, venisse meno? O se non conteggiasse nel Pil le marchette delle battone e i lucri degli spacciatori? E’ evidente che, quando proclama che con le sue riforme ha fatto ripartire il paese, Renzi calcola di rivolgersi a una base elettorale composta da idioti. Esattamente come quando promette un taglio sostanziale della pressione fiscale mentre è vincolato a clausole di salvaguardia per 60 miliardi pronte a scattare l’anno prossimo sull’Iva e su altre imposte.

(Marco Della Luna, “Renzi parla agli idioti”, dal blog di Della Luna del 1° settembre 2015


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QUANDO IL SOCIAL TI RENDE SCHIAVO

Bisogno compulsivo di controllare il proprio profilo, tendenza all'isolamento dal mondo reale e facilità a cadere in depressione: sono alcuni sintomi dell'uso eccessivo e sbagliato dei social network. Una nevrosi (così la definiscono gli psichiatri) che paradossalmente colpisce soprattutto gli adulti, ma da cui è relativamente facile guarire. Come ci racconta in prima persona chi è riuscito a liberarsi da questa dipendenza, tornando ad usare in maniera sana gli infiniti strumenti messi a disposizione da un mondo in continua evoluzione



di BENEDETTA PERILLI
ROMA - Ho disattivato il mio account Facebook da oltre un mese. Lo avevo aperto nel 2008 e dopo aver festeggiato sette compleanni insieme agli "auguriiii :-)" dei miei oltre 900 amici, visto nascere i loro figli, morire i loro gatti, crescere i loro amori, condiviso gioie e dolori di persone incontrate una sola volta nella vita, alla fine ho scelto di smettere di guardare le foto delle loro vacanze e dei loro panini.

L'ho fatto perché di Facebook ero diventata dipendente. Non solo non ero riuscita a dosare la mia presenza social, ma soprattutto non avevo dominato la compulsione di guardare perennemente lo schermo del telefonino muovendo in alto l'indice. Dalla mattina - ancora nel letto - alla colazione, passando per il bagno (si salva la doccia perché lo smartphone non è impermeabile). Poi in macchina - al semaforo nessuno suona più quando scatta il rosso, come te stanno tutti chattando su Facebook - al lavoro, dopo il lavoro, durante l'aperitivo mentre l'amico parla e tu lo ascolti ma non lo guardi perché gli occhi sono incollati sulla pagina biancoblu, a cena, dopocena, al cinema, al concerto, a letto. Addormentarsi su Facebook. Come se fosse normale.

Non riguarda tanto sapere cosa stanno facendo gli altri o cosa sta succedendo nel mondo, quanto riempire i tempi morti della giornata - e non solo quelli - con un'azione artificiale. In attesa dal parrucchiere, in coda al supermercato, a una cena, in spiaggia: tirare fuori lo smartphone, piazzarsi sull'homepage del social preferito e restare lì mentre intorno la vita reale si muove. Come i bambini davanti ai cartoni animati e i padri che guardano il Tour de France nei pomeriggi d'estate, tu gli parli ma non rispondono, sono assorti, quasi assuefatti. A me con Facebook capitava la stessa cosa.

Ne ho parlato con gli amici e ho capito che non ero la sola ad avere il problema. Per noi, gente con più di trenta anni, senza figli, spesso senza lavoro, con molta arte, abbondante vita sociale e tanto tempo a disposizione, "scrollare" è diventato una dipendenza. E con scrollare intendo quel movimento del dito indice che accarezza verso l'alto lo schermo di un cellulare di ultima generazione per visualizzare a cascata gli aggiornamenti dei principali social network. Basta fare il test del treno e si capisce che la cerchia di addicted non include solo me e i miei amici. Salite su un vagone - ma va bene anche l'autobus - sedetevi e guardatevi intorno. Il colpo d'occhio sarà questo: decine di teste chine sullo schermo, il volto illuminato, l'indice in azione. E dire che fino a qualche anno fa quelle teste avrebbero guardato oltre il finestrino o le righe di un libro o gli occhi di uno sconosciuto.

Io il 4 agosto ho deciso che non volevo essere più una testa china quindi ho disattivato il mio account. Facebook mi ha chiesto perché e io ho risposto perché passavo troppo tempo online; lui mi ha suggerito che avrei potuto ridurre le notifiche, io gli ho detto che non mi interessava più; lui ha giocato la carta del senso di colpa mostrandomi le foto dei miei migliori amici e dicendomi che a loro sarei mancata, non ho vacillato e così io e Facebook ci siamo lasciati. Come per ogni dipendenza che si rispetti - penso al fumo - ero in attesa del momento in cui avrei sentito il desiderio di scrollare di nuovo, di visualizzare il quadratino rosso della notifica, di sapere se Franca aveva trovato il vestito per il matrimonio di Carla, di conoscere gli ultimi spostamenti di Gianni Morandi. E invece no, invece mai.

Da più di un mese non sono più su Facebook e non ne ho mai sentito la mancanza. Quando mi sveglio accendo la radio, faccio colazione e guardo fuori dalla finestra magari leggendo le mail e i messaggi che ora gli amici mi scrivono più numerosi, in bagno leggo una rivista, in macchina guido e durante l'aperitivo riscopro quanto sono belli gli occhi verdi del mio amico. A cena, seduta davanti a Maria e Silvia le trovo entrambe intente a scrollare mentre parlo. Glielo faccio notare, si scusano - sono sincere - e spero che presto possano tornare a guardarmi anche loro. Al cinema vedo tutto il film senza frugare mai nella pochette e poi la sera mi addormento leggendo un libro. Che belle le sere senza Facebook.

Da più di un mese mi diverte riscoprire il piacere di telefonare o andare a trovare gli amici ogni volta che avrei dovuto scrivergli un messaggio privato e mi emoziona ascoltare i racconti delle loro vacanze, immaginare spiagge e canoe, vagoni e zuppe di grilli, senza averli già visti fotografati sulle loro bacheche

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2015/09/08/news/cosi_mi_sono_disintossicata_da_facebook-122444575/?ncid=fcbklnkithpmg00000001
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Oriana aveva ragione: l'islam è un male


La sobrietà del Cimitero Evangelico agli Allori e la semplicità della lapide con l'unica scritta «Scrittore», appaiono riduttivi rispetto alla grandiosità di un personaggio chiave della nostra storia contemporanea.

La Storia ricorderà Oriana per essere stata la voce che prima e più di altre, all'indomani della tragedia dell'11 settembre, ci ha trasmesso un concetto rivoluzionario: il problema del male non è il terrorismo islamico, ma è l'islam. Io stesso, da musulmano, faticavo a digerire la condanna assoluta dell'islam perché la percepivo come criminalizzante di tutti i musulmani, quindi in una mia autocondanna.

Nel discorso all'accettazione dell'Annie Taylor Award, nel 2005, Oriana fu esplicita: «L'islam moderato è un'altra invenzione. Un'altra illusione fabbricata dall'ipocrisia, dalla furberia, dalla quislingheria o dalla Realpolitik di chi mente sapendo di mentire. L'islam moderato non esiste. E non esiste perché non esiste qualcosa che si chiama islam buono e islam cattivo. Esiste l'islam e basta. E l'islam è il Corano. Nient'altro che il Corano. E il Corano è il “Mein Kampf” di una religione che ha sempre mirato a eliminare gli altri».

Nei miei confronti Oriana ha avuto un particolare riguardo, nella comune condivisione della denuncia sia del terrorismo islamico sia della pavidità dell'Occidente. Nell'estate del 2003, mentre era immersa nella scrittura di «La forza della ragione», mi scrisse: «Davvero, quando avrò (bene o male) concluso questo lavoretto, la primissima copia sarà per te. Più ti leggo, più ci penso, più concludo che sei l'unico su cui dall'alto dei cieli o meglio dai gironi dell'inferno potrò contare. (Bada che t'infliggo una grossa responsabilità)».

Il legame con Oriana è stato talmente forte da incentivare un cambiamento del mio pensiero anche dopo la sua morte, prendendo atto che lei aveva ragione. Se pensiamo che il 4 aprile 2002 Ahmed Al Tayeb, attuale Grande imam dell'Università islamica di Al Azhar, equiparabile al «Papa dell'islam sunnita», quando all'epoca era il Mufti d'Egitto, massimo giureconsulto islamico, legittimò il terrorismo suicida affermando: «La soluzione al terrore israeliano risiede nella proliferazione degli attacchi suicidi che diffondono terrore nel cuore dei nemici di Allah»; e nel 2003 confermò: «Le operazioni di martirio in cui i palestinesi si fanno esplodere sono permesse al cento per cento secondo la legge islamica». Lo stesso presidente turco Erdogan ha detto: «Non c'è un islam moderato e un islam non moderato. L'islam è l'islam».

«Sogno l'Italia libera, fiera e forte che metta al bando l'islam in quanto apologia del razzismo e del terrorismo, perché ciò che
Allah ha prescritto nel Corano, ciò che ha detto e ha fatto Maometto, che sanciscono la discriminazione dei miscredenti, che legittimano l'uccisione di ebrei, cristiani, infedeli, apostati, adulteri e omosessuali, che contemplano la sottomissione e la riduzione in stato di schiavitù delle donne e dei bambini, 

sono in flagrante contrasto con le nostre leggi, sono incompatibili con i principi fondanti della nostra Costituzione, sono la principale minaccia alla nostra civiltà laica e liberale che esalta la sacralità della vita, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta».

Questa è l'eredità di Oriana. Solo facendola nostra ci salveremo dalle barbarie dell'islam. Grazie Oriana!
Fonte

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vedi anche

ORIANA FALLACI, AFORISMI

ORIANA FALLACI Sull'islam ( 14 anni fa )

IO STO CON ORIANA


mercoledì 16 settembre 2015

LA FESTA DELLO SGOZZAMENTO, AVANTI COSI' verso l'ISLAMIZZAZIONE DELL'ITALIA

Il Comune di Como ha concesso alla comunità islamica comasca la piazza d’Armi di Muggiò (frazione di Como) per la Festa del Sacrificio (altrimenti nota come "Festa dello Sgozzamento").

In cosa consiste questa festa?

Da wikipedia:"In teoria, nel giorno della ʿīd al-aḍḥā, i musulmani sacrificano come Abramo un animale - detti uḍḥiya (in arabo: أضحية‎) oqurbānī - che, secondo la sharīʿa, deve essere fisicamente integro e adulto e può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino o un camelide, negli ultimi due casi è possibile sacrificare un animale per conto di più persone, fino a sette.. L'animale viene ucciso mediante sgozzamento, con la recisione della giugulare che permetta al sangue di defluire, visto che per la legislazione biblica e coranica il sangue è impuro ed è quindi proibito mangiarne. La cerimonia dello sgozzamento avviene il giorno 10 o nei tre giorni seguenti, nel periodo di tempo ( waqt ) compreso fra la fine della preghiera del mattino e l'inizio della preghiera del pomeriggio. Viene sgozzato da un uomo, che deve essere in stato di purità legale ( ṭahāra ), pronunciando untakbīr, ovvero la formula: «Nel nome di Dio! Dio è il più grande»".

Chiediamo quindi che la piazza non venga concessa e che il Comune prenda le distanze da una festività così brutale e contro i principi del nostro Paese.

Il Sindaco di Como, che parla di "carne acquistata", sa per caso come viene questa macellata?

Sempre da Wikipedia:
- Gli animali devono essere coscienti al momento dell'uccisione, anche se (come sovente accade) bendati per non vedere il coltello del macellaio.
- L'uccisione deve avvenire recidendo la trachea e l'esofago: i principali vasi sanguigni verranno recisi di conseguenza. La colonna vertebrale non deve invece essere recisa: la testa dell'animale non deve essere staccata durante l'uccisione. Il macellaio deve pronunciare la basmala, orientando la testa dell'animale in direzione di Mecca.
- L'uccisione deve essere fatta in una sola volta: il movimento di taglio deve essere continuo e cessa quando il coltello viene sollevato dall'animale. Non è permesso un altro taglio: un secondo atto di uccisione sull'animale ferito rende la carcassa non halāl;
- Il dissanguamento deve essere spontaneo e completo;

Si tratta di un vero e proprio sacrificio rituale.

Per chi crede che si tratti di una bufala, magari leggendo da siti come Butac, qua la nostra risposta e le nostre considerazioni: http://ecotricolore.altervista.org/festa-dello-sgozzamento-butac-basta-disinformazione/

http://ecotricolore.altervista.org

Guerrieri Metropolitani

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il pacifismo non è un'evoluzione della societa'
si sta creando un popolo di PACIFISTISCHIAVI e dall'altra parte POLIZIA sempre piu' armata

si tende a creare un massa di persone che non sono piu' in grado di difendersi,
mentre dall'altra parte ci sono eserciti sempre piu' preparati che vengono usati all'interno della citta'
per questioni di CONTROLLO

GLI 82 COMANDAMENTI


Reyna d’Assia. Se cercate informazioni su di lei nella grande enciclopedia che è il web, non troverete molte notizie, ma solo qualche dato confuso e parecchi dubbi. Si dice sia figlia del celebre filosofo e mistico armeno Georges Gurdjieff, ma Dushka Howarth, l’ultima nata, ancora in vita affermò di non averne mai sentito parlare (e Wikipedia non le dà torto).

Ciò in cui certamente vi imbatterete, cercando informazioni su Reyna d’Assia, sono 82 comandamenti che afferma esserle stati impartiti dal padre. Nessuno ha mai però trovato il modo di confermare l’attendibilità della leggenda narrata. Gli 82 comandamenti, infatti, appaiono nel libro The Spiritual Journey of Alejandro Jodorowsky.

Secondo chi ha studiato approfonditamente il testo, cogliendo indizi e contraddizioni, la storia narrata da Jodorowsky potrebbe realmente essere frutto della sua fantasia. Nel testo, il regista cileno descrive il primo incontro con Reyna d’Assia, avvenuto intorno al 1970 a Città del Messico dopo una proiezione di El Topo. La passione li ha infuocati e così è iniziata una relazione tra i due. Durante il suo parlare incessante, Reyna d’Assia avrebbe rivelato a Jodorowsky gli insegnamenti di Gurdjieff:


Jodorowsky: Reyna, mi stai raccontando favole! Questi obiettivi sono illusori al 100%, e anche se fossero veri, quale sarebbe il primo passo su questo percorso?

Reyna d’Assia: Chiunque desideri raggiungere lo scopo supremo deve prima di tutto cambiare le proprie abitudini, sconfiggere la pigrizia e divenire un essere umano moralmente sano. Per essere forti nelle cose grandi, dobbiamo essere forti anche in quelle piccole.

Jodorowsky: Come?

Reyna d’Assia: Siamo stati educati male. Viviamo in un mondo di competizione nel quale onestà è sinonimo di ingenuità. Dobbiamo prima sviluppare abitudini buone. Alcune di quelle potrebbero sembrare semplici, ma sono molto difficili da realizzare. Credendo che siano ovvie, non riusciamo a vederle come la chiave della coscienza immortale. Ora dovrei offrirti un dettato dei comandamenti che il mio beato padre mi ha insegnato…

Non sappiamo se gli 82 comandamenti siano realmente stati impartiti da Gurdjieff a Reyna o siano invece frutto della mente profonda e complessa dello stesso Jodorowsky, ma non ci resta che trarne ispirazione per migliorare noi stessi:


1. Focalizza la tua attenzione su te stesso. Sii cosciente in ogni momento di ciò che stai pensando, percependo, provando, desiderando e facendo.

2. Finisci sempre ciò che hai iniziato.

3. Qualunque cosa tu stia facendo, falla nel miglior modo possibile.

4. Non attaccarti a niente che possa distruggerti nel corso del tempo.

5. Sviluppa la tua generosità – ma fallo segretamente.

6. Tratta chiunque come se fosse un parente stresso.

7. Organizza quello che hai disorganizzato.

8. Impara a ricevere e ringrazia per ogni regalo ricevuto.

9. Smetti di definire te stesso.

10. Non mentire e non rubare, perché facendolo menti a te stesso e rubi a te stesso.

11. Aiuta il tuo vicino, ma non renderlo dipendente.

12. Non incoraggiare altri ad imitarti.

13. Fai piani di lavoro e portali a termine.

14. Non occupare troppo spazio.

15. Non fare movimenti o suoni inutili.

16. Se ti manca la fede, fingi di averla.

17. Non permettere a te stesso di essere impressionato da personalità forti.

18. Non considerare nessuno e niente come di tuo possesso.

19. Condividi equamente.

20. Non sedurre.

21. Dormi e mangia solo il necessario.

22. Non parlare dei tuoi problemi personali.

23. Non esprimere giudizi o critiche quando sei ignorante della maggior parte dei fattori coinvolti.

24. Non instaurare amicizie inutili.

25. Non seguire le mode.

26. Non vendere te stesso.

27. Rispetta i contratti che hai firmato.

28. Sii puntuale.

29. Non invidiare mai la fortuna o il successo di qualcuno.

30. Non dire più del necessario.

31. Non pensare ai profitti che il tuo lavoro genererà.

32. Non minacciare nessuno.

33. Mantieni le tue promesse.


34. Nelle discussioni, mettiti al posto dell’altra persona.

35. Ammetti che qualcun altro potrebbe essere superiore a te.

36. Non eliminare, trasforma.

37. Sconfiggi le tue paure, perché ognuna di loro rappresenta un desiderio camuffato.

38. Aiuta gli altri ad aiutare se stessi.

39. Sconfiggi le tue avversioni e avvicinati a coloro che ti inspirano rifiuto.

40. Non reagire a ciò che gli altri dicono di te, che siano lodi o colpe.

41. Trasforma il tuo orgoglio in dignità.

42. Trasforma la tua rabbia in creatività.

43. Trasforma la tua avidità in rispetto per la bellezza.

44. Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.

45. Trasforma il tuo odio in carità.

46. Non elogiare né insultare mai te stesso.

47. Considera ciò che non ti appartiene come se ti appartenesse.

48. Non protestare.

49. Sviluppa la tua immaginazione.

50. Non dare mai ordini per ottenere soddisfazione dall’essere ubbidito.

51. Paga per i servizi eseguiti per te.

52. Non fare proseliti del tuo lavoro o delle tue idee.

53. Non tentare di far provare agli altri nei tuoi confronti emozioni come pietà, ammirazione, compassione o complicità.

54. Non tentare di distinguerti con la tua apparenza.

55. Non contraddire; piuttosto, resta in silenzio.

56. Non contrarre debiti; acquista e paga immediatamente.

57. Se offendi qualcuno, chiedi il suo perdono; se hai offeso qualcuno pubblicamente, scusati pubblicamente.

58. Quando realizzi di aver detto qualcosa di sbagliato, non persistere nell’errore per orgoglio; piuttosto, ritratta immediatamente.

59. Non difendere le tue vecchie idee semplicemente perché sei colui che le ha espresse.

60. Non tenere oggetti inutili.

61. Non adornare te stesso con idee esotiche.

62. Non tenere le tue fotografie con persone famose.

63. Non giustificarti con nessuno e tieni per te le tue opinioni.

64. Non definire te stesso in base a ciò che possiedi.

65. Non parlare a te stesso senza considerare che potresti cambiare.

66. Accetta che niente ti appartiene.

67. Quando qualcuno chiede la tua opinione circa qualcosa o qualcuno, parla solo delle sue qualità.

68. Quando ti ammali, considera la tua malattia come il tuo maestro, non come qualcosa da odiare.

69. Osserva direttamente e non nasconderti.

70. Non dimenticare i morti cari, ma concedi loro uno spazio limitato e non permettergli di invadere la tua vita.

71. Ovunque tu viva, trova sempre uno spazio da dedicare al sacro.

72. Quando offri un servizio, rendi il tuo sforzo poco appariscente.

73. Se decidi di lavorare per aiutare gli altri, fallo con piacere.

74. Se stai esitando tra il fare e il non fare, corri il rischio del fare.

75. Non tentare di essere tutto per il tuo sposo/la tua sposa; accetta che ci siano cose che non puoi dargli/darle ma che altre persone possono.

76. Quando qualcuno sta parlando ad un pubblico interessato, non contraddire quella persona e non rubare il suo pubblico.

77. Vivi dei soldi che hai guadagnato.

78. Non vantarti mai delle avventure amorose.

79. Non glorificare mai la tua debolezza.

80. Non fare visita a qualcuno solo per passare il tempo.

81. Ottieni cose per poi condividerle.

82. Se stai meditando e il diavolo appare, fai meditare anche il diavolo.

venerdì 4 settembre 2015

La Rivoluzione della Coscienza



La rivoluzione di questo tempo presente, non viene lanciata per risistemare il dominio delle forme, come dovesse sostituirne di nuove a quelle scadute e vecchie. La rivoluzione del nostro tempo, è la Rivoluzione della Coscienza.

Se diamo uno sguardo agli eventi del nostro mondo, ci rendiamo facilmente conto di vivere in tempi rivoluzionari. Ai giorni nostri la rivoluzione, tuttavia, è totalmente differente da ogni altra rivoluzione nella storia umana. Questa rivoluzione non viene lanciata per risistemare il dominio delle forme, come dovesse sostituirne di nuove, dinamiche e vivide rispetto a quelle scadute e vecchie. Questa rivoluzione è in grado di portare l’umanità oltre le forme. La rivoluzione del nostro tempo è la Rivoluzione della Coscienza.

Quella Coscienza che per migliaia di anni è stata assai addormentata sotto l’incantesimo della identificazione con le forme, ai giorni nostri si sta lentamente svegliando. C’è un impulso allarmante e in aumento ed il numero delle persone sensibili alla chiamata del risveglio, sta sempre piu’ crescendo.

Tutti sentono gli effetti di questo impulso, che ci sta risvegliando dal nostro sogno di identificazione con le forme e a volte lo sentiamo piu’ volte al giorno.

Ma molti di noi non sono consapevoli di cio’ di cui stiamo facendo esperienza; tutto cio che sentiamo è che il successo raggiungibile nel mondo è sempre meno attraene per noi . Riconosciamo che dietro i successi terreni e i fallimenti deve esserci qualcosa di piu’ profondo nella nostra vita.

Di giorno in giorno vediamo che un numero sempre maggiore di giovani mette in discussione l’opportunità degli obbiettivi offerti dalla educazione religiosa e sociale.

Essi si scrollano di dosso quelle mani che cercano di portarli “sulla giusta via” e come conseguenza, si rendono vulnerabili ad esperienze di vuoto e disperazione.

La società offre una “soluzione al problema” con i prodotti dell’ intrattenimento e dell’industria farmaceutica, che sono oggi industrie molto prospere e lucrative. Offrono “aiuto” ai giovani sopprimendo la paura e trattando altri sintomi di superficie.

C’è solo una porta che conduce fuori da questa situazione: il momento presente. Siamo in grado solo di spostare il centro di gravità della nostra vita, dalle periferie al centro. Che significa questo?

Il limite è lo stato attuale di Consapevolezza in cui vive la stragrande maggioranza delle persone. Questo è lo stato di identificazione con la mente, quella della Consapevolezza dormente, che sogna e che racconta la nostra storia personale.


Questo è lo stato di perfetta identificazione con i pensieri e le emozioni e i desideri , dove cerchiamo gli obbiettivi della nostra vita, solo nel mondo delle forme, sia che esse siano rozze forme materiali (il mondo sperimentato con i nostri organi di senso ) o sottili forme della materia (pensieri ed emozioni) . Il motore della nostra esistenza alla fine è l’ambizione di diventare qualcosa o qualcuno ed essere in controllo per tutto il tempo.

Il punto centrale, la Coscienza risvegliata ed il mondo del silenzio interno, sono oltre la mente. Non mi riferisco al silenzio interno raggiunto forzatamente con tecniche chiamate meditazione (a dire il vero in questo caso concentrazione), ma il vivente vuoto interno, indescrivibile, inesplicabile. Li non c’è sforzo, non c’è desiderio ed ambizione e rinunciamo all’ultimo bastione del controllo, del voler essere in controllo. E’ lo stato di perfetto abbandono e sottomissione di noi stessi al Momento Presente, all’ORA

La Rivoluzione della Coscienza sta percio’ avendo luogo Ora, nel momento presente. Non ci sono strategie, nè grandi leader in questa Rivoluzione, ma solo eroi che comprendono il progresso evolutivo della Coscienza e sono aperti a far si che i processi avvengano in loro stessi.

by Frank M. Wanderer, All rights reserved 2015.

Fonte: www.thelivingspirits.net (Traduzione Cristina Bassi)

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Scienziati scoprono 130 geni alieni nel nostro DNA, non siamo al 100% umani


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In seguito ad anni di studi sul Dna umano dei ricercatori del “Centro ricerca e studio Genoma” del Massachussetts hanno fatto una scoperta strabiliante, infatti nel genoma di 2 umani su 3 è stato possibile trovare ben 130 geni di natura non umana.
Secondo il Dr. Philip Label la presenza di questi geni, di natura aliena nel genoma umano è possibile soltanto attraverso un meccanismo chiamato “Trasferimento Genico Orizzontale”..
Il Trasferimento genico orizzontale, attuato sperimentalmente, si basa sullo stesso meccanismo con la quale organismi unicellulari, come  batteri, possono evolvere rapidamente dentro le nostre cellule integrando il loro genoma al genoma umano, generalmente un evento del genere nell’uomo può avere esiti patogeni, a causa della proliferazione e della sintesi di proteine strutturali da parte del genoma batterico, in questo caso invece, i Geni in questione cosiddetti Alieni sembrano sostituirsi a quelli umani per rimanerci, rimpiazzandone la funzione senza causare alcun esito patogeno, anzi, migliorando le qualità strutturali della cellula.
I geni totali scoperti in ogni singola cellula sono ben 130, espressi in misura variabile a seconda della tipologia cellulare, senza dubbio secondo i ricercatori non si tratta di geni Terrestri, in quanto mai riscontrati in nessun organismo unicellulare o pluricellulare sulla terra, il Dr. Laber ha chiarito nell’intervista sotto perchè si tratta secondo loro di geni alieni.
Il Dr. Philip Label ha dichiarato:
“Il meccanismo del trasferimento genico orizzontale è stato alla base dell’evoluzione dell’uomo per millenni, nel corso della nostra evoluzione abbiamo integrato molteplici genomi da parte di altri organismi terrestri, è un pò l’esempio del Mitocondrio della cellula, che oggi ha una funzione importantissima nel nostro organismo per la respirazione cellulare, ma che un tempo non era presente, e siamo riusciti ad acquisirlo solo tramite questo meccanismo di trasmissione, non è un esempio di trasmissione genomica, ma è l’esempio esatto. La cosa estremamente strana è che generalmente è possibile risalire al genoma di origine attraverso le nostre ricerche, questa volta abbiamo vagato in una stanza buia per anni, solo confrontando i nostri dati con quelli forniti dall’INU (Istituto Nazionale Ufologia) siamo riusciti a capire che si trattava di geni alieni, di origine extraterrestre, pensiamo di essere alla base di un momento cruciale della nostra evoluzione, dove l’evoluzione non sarà più una questione soltanto terrestre, ma comprenderà anche altre realtà, per ora non sappiamo altro, ma continueremo le nostre ricerche per il sapere dell’umanità”.

http://www.ilmattoquotidiano.it/wordpress/scienziati-scoprono-130-geni-alieni-nel-nostro-dna-non-siamo-al-100-umani/#_


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mercoledì 2 settembre 2015

LA CONGIURA INVISIBILE

L’ingiustizia domina il mondo: miseria, paura e dolore soffocano l’esistenza, fame e malattie imperversano, le finanze mondiali creano ovunque debiti. C’è una congiura invisibile….

Il sistema politico e finanziario mondiale è composto da pochi “potenti”: secondo vari studi circa 300 famiglie. Considerando i loro diretti collaboratori, tutti i governi del pianeta, le alte gerarchie delle varie chiese, il numero dei veri responsabili del sistema non supera i centomila individui, a dir tanto. Sono questi i nemici dei miliardi che popolano la Terra? No, sono la prova di quanto l’umanità si lasci ingannare, e sia disposta a vendersi per un pugno di dollari…

La congiura invisibile è quella tra i “potenti” e gli addetti alla “cultura”. Media e intellettuali che trasmettono la “cultura”, a favore o contro il sistema, ripetono la stessa falsa convinzione, secondo la quale questo mondo è l’unico possibile, e la “vita” è solo quella che conduciamo in questo mondo. Esistono invece infiniti mondi intelligenti…

La congiura è la “conoscenza”, con i suoi tanti tabù: soldi, sesso, morte… L’eterna realtà è il Messaggio d’Amore che unisce Tutti. La “conoscenza” si fonda su due discipline di base, scienza e religioni che non solo non hanno fermato la “macchina”, l’intero sistema politico mondiale, ma hanno contribuito in modo sempre più efficace al suo funzionamento.

La scuola è la trasmissione della “conoscenza” alle nuove generazioni, ed è per molti versi, una sorta di ipnosi che tende ad assopire il cervello umano. La scuola è un accumulo di nozioni e di obblighi contro natura, come il rimanere incastrati nei banchi per ore. La plasticità cerebrale, naturale del bambino, viene irrigidita dalla infinite norme che l’adulto gli impone; così gli vieta la scoperta, blocca la sua abilità alla ricerca, lo obbliga a inglobare le regole stabilite dalle precedenti generazioni, ed a ripetere gli stessi modi di operare del passato. La scrittura stessa è un modo per irrigidire la mente creativa del bambino, e così la parola: i bambini hanno una sensibilità straordinaria, hanno amici immaginari, sogni che gli adulti ignorano o pretendono di ignorare, perché non sopportano di mettere in crisi il loro concetto di “realtà”, quella corsa quotidiana che chiamiamo “vita”.

La “conoscenza” ufficiale è conservazione di se stessa, così forte da dimenticare fatti e novità che la mettono in discussione. C’è un cover-up, un’auto-censura dell’informazione per escludere tutto ciò che potrebbe stravolgerla. Ogni disciplina si fonda su basi prive di fondamenti, sembra un gioco di parole, ma non lo è.

La fisica che si occupa di atomi, non sa dire che cosa sono. La chimica, che studia le molecole, quindi i legami tra gli atomi, non conosce la Forza che li genera. La biologia, che studia la vita, non sa cos’è la vita; la medicina non sa cos’è la malattia; la psicologia non sa cos’è la psiche.

La scienza non risponde mai alla domande “perché?” e “che cosa?”. Prima o poi ci riuscirà, dicono. Si… se si ponesse le domande, ma non lo fa. La scienza è scambiata per certezza. Oggi gli astronomi si interrogano sulla natura della misteriosa energia oscura, ben il 70% di tutta la massa esistente. In quanto forma di Luce, l’energia oscura non ha confini, non ha spazio e non ha tempo. Può essere composta di Luce debole. Ma perché l’astrofisica non considera la Luce debole come possibile ingrediente dell’energia oscura? Perché è instabile, dicono.

Ormai più di cento anni fa, con la teoria della relatività ristretta, Einstein ha dimostrato che il tempo è relativo all’osservatore. Ciò che per noi popoli sulla superficie della Terra è instabile, può essere stabile per altri osservatori. Gli scienziati ortodossi credono però che non esistano altri osservatori oltre noi. E’ un altro dei tanti esempi di fede cieca, tutt’altro che scientifica, perché non c’è osservazione diretta del 95% oscuro.

Ogni disciplina ha la sua porzione eretica, proibita dall’accademia ed emarginata dalle istituzioni e dall’accesso ai media. Ogni proibizionismo genera business, utile a volte ad entrambi i lati, sia quello che rispetta, sia quello che viola la proibizio

Giuliana conforto
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