giovedì 30 aprile 2015

LE PRIME BOMBE ATOMICHE SCOPPIERANNO IN EUROPA

di Gianni Lannes



La catastrofe nucleare è alle porte, ma l’opinione pubblica è già pericolosamente assuefatta all’idea di un genocidio finale. D'altronde le masse di lobotomizzati dalla tv, dal tifo calcistico, dal gioco d'azzardo statale e dalla violenza dilagante non se ne curano proprio. Il vecchio continente è imbottito di ordigni nucleari, Italia compresa. E perfino nel Mediterraneo Washington ha disseminato mine atomiche “intelligenti”: un complesso reticolo comandabile via satellite. Non è fantascienza, ma l’ennesimo segreto di Stato succube della follia nordamericana.

Attenzione: nella repubblichetta delle banane solo qualcuno sarà salvato. C’è un rifugio antiatomico per pochi privilegiati. Non si tratta di cittadini qualsiasi, ma di una ristrettissima cerchia destinata a sopravvivere alla guerra atomica, mentre tutti gli altri 60 milioni saranno colpiti dalle radiazioni.


Se scoppia la preannunciata guerra nucleare (l'ultima del genere umano), Usa e Russia inizieranno a scontrarsi definitivamente sul nostro continente. Il destino dell’Italia dipenderà dal Pentagono. Quindi, siamo già considerati numeri spacciati, cavie sacrificabili dalla ragion di Stati stranieri.

Non è un mistero perfetto. Tutto previsto e preventivato già dalla direttiva presidenziale 59 del 24 luglio 1980, a firma del presidente Carter. La PD 59 ha aumentato la possibilità di una nuova guerra nucleare su scala limitata. Che c’è allora di nuovo? Mister Obama - da cui prendono ordini i governanti fantoccio dell’Europa - nell’ultimo summit della Nato ha scaldato i motori. Ovviamente, ogni mossa militare viene accompagnata da un lavoro di depistaggio e disinformazione pilotata.



Tecnologicamente il belpaese non è attrezzato per difendersi in un’eventualità di questo genere, tant’è che addirittura non sono noti alla popolazione i piani di emergenza dei 12 porti dello Stivale, dove periodicamente attraccano unità a propulsione e armamento nucleare degli “alleati”. Non abbiamo neanche i rifugi adatti, se si eccettua il bunker costruito per ospitare, in caso d’emergenza, i quattrocento che contano, ovvero politicanti di vertice e militari scelti, e se pure si fa eccezione per iniziative spontanee di privati qua e là per l’Italia, l’emergenza antiatomica da noi è ancora affidata alle inefficaci cantine. Praticamente zero. In Olanda il 30 per cento della popolazione dispone di un rifugio; 60 per cento in Norvegia; 70 per cento in Russia; 90 per cento in Svizzera e 100 per cento in Israele.


In caso di esplosione atomica, è stato calcolato, durante le prime 48 ore servono tre litri di sangue a persona per trasfusioni urgenti, per almeno il 65 per cento dei colpiti. Oltre ai rifugi e alla banca del plasma occorrono centri di decontaminazione per persone e ambiente. Quasi nulla, allo stato attuale, dove basta un temporale per paralizzare l’ex giardino d’Europa. Figuriamo la pioggia telecomandata di atomiche.


Lo zio Sam ritiene possibile una guerra atomica almeno inizialmente limitata e selettiva. Inizierebbe con un attacco a obiettivi militari per culminare, in un secondo tempo contro bersagli civili. Non è un’atroce fantasia. Riguarda l’affollatissima Europa, succube di Washington, o meglio del complesso militar-industriale a stelle e strisce. Il vecchio continente è il primo teatro di una prova di forza tra le due superpotenze contrapposte. L’Italia, usata come una portaerei, non solo è una pedina chiave nel fianco sud dell’alleanza atlantica, ma soprattutto un obiettivo sensibile, in quanto ospita da nord a sud, isole comprese, un mastodontico arsenale nucleare segreto, targato United States of America. L’apparato difensivo italiano è superfluo, anche perché è tramontata la triade: i tre livelli un tempo possibili per la guerra.


A proposito: chi ha deciso che a salvarsi saranno solo in 400 a fronte di una popolazione di 60 milioni di abitanti?

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I CRISTIANI AMMAZZATI DELLA CHIESA

22 luglio
1209 – Inizia la lunga e sanguinosa Crociata contro gli Albigesi o Càtari, indetta da Papa Innocenzo III, con il massacro di Beziérs, nel sud della Francia. Si stimano oltre 20 mila le vittime.
La Crociata, che assunse la forma di un vero e proprio genocidio, terminò nel 1229 con la sconfitta dei càtari. Strascichi della Crociata si protrassero fino al 1244 con la caduta della roccaforte càtara di Montsegur e le esecuzioni in massa sul rogo del 16 marzo.
Piccoli gruppi sopravvissero in aree isolate e furono perseguitati dall’Inquisizione sino alla fine del XIV secolo. (In fondo si potrà vedere un filmato sullo sterminio dei Càtari)
Il termine “càtaro” deriva dal greco katharos (puro), con il quale si autodefinirono per primi i seguaci del vescovo Novaziano elettosi antipapa nel 251; per questa ragione il terminekatharoi fu citato per la prima volta in un documento ufficiale della Chiesa Cristiana nei canoni del Concilio di Nicea del 325.
Una diversa etimologia del termine “càtari“, proposta per la prima volta dal teologo Alano di Lilla (1200 ca.), sostiene che il termine derivi sia dal greco katha (spurgo), perché “trasudano tutti i loro vizi“, sia dal latino catus (gatto), perché “si dice che adorino il diavolo sotto le sembianze di un gatto“.
Con la definizione di “càtari“, detti anche albigesi (dal nome della cittadina francese di Albi), furono successivamente designate le persone coinvolte nel sostegno culturale o religioso del movimento ereticale sorto intorno al XII secolo in Occitania.
Le dottrine càtare vennero condannate come eretiche dalla Chiesa romana, prima ancora che essa, dopo il Concilio di Trento potesse definirsi Chiesa cattolica.
I càtari non furono duramente combattuti, come si crede generalmente, da Bernardo di Chiaravalle, il quale creò proprio per loro i “conversi“, corpo laico all’interno dei monasteri cistercensi, nei quali essi potevano esprimersi nelle loro pratiche religiose. Egli guardava a loro con interesse: sebbene la loro predicazione non fosse accettabile da parte della Chiesa, il loro modo di vivere era encomiabile, fondato sull’esercizio di povertà, umiltà e carità. Era questo il fondamento della facile diffusione dell’eresia, poiché era più vicino alla povera gente di quanto non lo fossero gli altri prelati con le loro sottili discussioni teologiche.
Fu proprio per contenere l’estendersi del fenomeno càtaro che, dopo infruttuosi tentativi da parte di alcuni legati papali, Domenico di Guzmán concepì un nuovo modo di predicazione: per combattere i càtari bisognava usare i loro stessi principii, vale a dire, oltre alla predicazione, operare in povertà, umiltà e carità. Questa nuova formula portò Domenico, dieci anni più tardi, alla fondazione dell’ordine domenicano.
Data l’inefficacia di questi interventi di tipo non violento, il Papa Innocenzo III bandì contro di essi nel 1208 una vera e propria crociata, la prima indetta da cristiani contro cristiani. L’errore fu, per i càtari, riunirsi in chiese alla pari della chiesa di Roma. Nonostante questo, nel 1229 i càtari dovettero istituire un quinto vescovado, dato l’aumento numerico dei fedeli. Per rimediare all’inefficacia religiosa della crociata e per debellare l’eresia càtara fu appositamente creato da Papa Gregorio IX il Tribunale dell’Inquisizione, che impiegò settant’anni ad estirpare il catarismo dal sud della Francia
Nello scontro tra eretici e anti-eretici si giunse a gravi fatti di sangue. Entrambi gli schieramenti furono responsabili di atroci violenze, che perpetuavano e accrescevano l’odio reciproco. Le forze anti-eretiche ebbero il sopravvento e si giunse a vere e proprie stragi avvenute nel sud della Francia nei confronti delle popolazioni càtare. Si ricordano, fra le tante, proprio la strage di Béziers, dove furono massacrate circa 20.000 persone (questi i numeri stimati dai legati papali, tuttavia gli stessi crociati, al loro rientro dal massacro, stimarono di aver sterminato “almeno un milione di persone” in tutto), sia cattolici che càtari, uomini, donne, bambini, anziani, e il massacro di Marmande nel 1219, descritto così nella Chanson de la Croisade Albigeoise:
« Corsero nella città [le armate dei Cattolici], agitando spade affilate, e fu allora che cominciarono il massacro e lo spaventoso macello. Uomini e donne, baroni, dame, bimbi in fasce vennero tutti spogliati e depredati e passati a fil di spada. Il terreno era coperto di sangue, cervella, frammenti di carne, tronchi senza arti, braccia e gambe mozzate, corpi squartati o sfondati, fegati e cuori tagliati a pezzi o spiaccicati. Era come se fossero piovuti dal cielo. Il sangue scorreva dappertutto per le strade, nei campi, sulla riva del fiume. »
Il cronista cistercense Cesario di Heisterbach riporta che, durante il massacro di Béziers, dei Càtari trovarono rifugio con dei Cattolici in una chiesa. Il legato pontificio Arnaud Amaury, non potendo distinguere gli eretici ma risoluto a non porre fine al massacro, ordinò quindi: “Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius” (Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi). Vittorio Messori ha cercato recentemente di negare che ciò sia mai successo.
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Sul finire del XII secolo la chiesa ispirò e diresse la crociata contro i Catari o Albigesi nel Mezzogiorno nella Francia. Essi erano cristiani che riconoscevano il valore della vita, l'amore, l'uguaglianza, la fratellanza. Ci vollero vent'anni di guerra e cento di inquisizione per stroncare gli ultimi focolai eretici. Eresia in realtà significa scelta, una libera scelta ad un credo comportamentale, etico e spirituale che si contrappone ad un monolite che si ritiene depositario della verità. Donne e uomini buoni, umili ed inermi, furono calunniati, torturati, seviziati, arsi vivi...
La crociata distrusse l'autonomia della civiltà provenzale. 
Agli occhi della chiesa non piace essere visti per ciò che si è e quello che si vuole veramente.
Per essa la miglior difesa fu l'attacco. La stessa logica repressiva colpirà poi altri gruppi eretici che reclamavano una chiesa libera dalle pastoie del potere. Col rogo di Dolcino, capo carismatico degli apostolici, si annienterà anche l'autonomia della montagna valsesiana e biellese.
Fino a quando non avremo coscienza, la storia è destinata a ripetersi.
E' ora di riflettere!

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mercoledì 29 aprile 2015

I cadaveri non si decompongono più! Allucinante!



del Dr. Daniele Aprile

Qualche giorno fa un mio collega anatomopatologo mi dice:”Sai che i cimiteri dei piccolo comuni da qualche anno stanno avendo problemi di mancanza di loculi? E’ dovuto al fatto che quando riesumano le salme per trasferirle nell’ossario le trovano ancora tutte intere! Come se fossero morti ieri! E’ dovuto al fatto che da una quarantina di anni mangiamo cibi pieni di conservanti e questi rimangono nel nostro corpo e conservano anche noi oltre che i cibi…”

Resto a dir poco allibito e dal giorno dopo inizio le mie ricerche per capire se quello che mi dice è vero.


Indosso la mia migliore faccia di bronzo e chiamo il necroforo (o becchino che dir si voglia…) del cimitero comunale di un paesino pugliese (evito riferimenti più precisi per questione di privacy) chiedendogli come seppelliscono i cadaveri e se da qualche anno quando riesumano le salme le trovano ancora ben conservate o trovano solo le ossa. Il necroforo mi dice che seppelliscono i cadaveri o sotto terra o nei loculi: nel primo caso usano bare di legno e riesumano i cadaveri dopo 10 anni; nel secondo caso sigillano le bare con dei controcassoni di zinco e riesumano i cadaveri dopo 35 anni.
Alla seconda domanda risponde così:”Dottore le faccio una confidenza: 10 anni fa ho sepolto mio padre sotto terra e quando lo ho riesumato lo ho trovato tale e quale a come lo avevo lasciato. Questa non è mica l’eccezione! Da una ventina di anni sono aumentati di gran lunga i cadaveri mummificati o saponificati, vado a riesumare le salme e non trovo più le ossa come dovrebbe essere e come era, ma trovo i cadaveri intatti. Non mi fa certo paura ma sta diventando un problema per il nostro cimitero perchè iniziano a scarseggiare i posti! Non so dirle il motivo perchè le tecniche di sepoltura sono rimaste praticamente invariate ma so solo dirle che questo è quello che ho riscontrato.”

Porca miseria allora il mio amico non mi aveva preso in giro! E’ tutto vero!!
Ok adesso però c’è da capire la causa di questo assurdo fenomeno. Per avere conferme faccio qualche ricerca online e trovo solo poche notizie in inglese, in particolare Seth Roberts professore di Psicologia dell’Università di Berkeley e autore del Seth’s Blog dice che questo fenomeno è dovuto al fatto che negli anni sessanta c’è stato un passaggio dai cibi fatti in casa ai cibi preconfezionati e/o precotti e che questi ultimi contengono meno batteri e anche i nostri intestini quindi hanno iniziato a avere sempre meno batteri rallentando quini il processo di decomposizione.
Aggiungo che il numero inferiore di batteri potrebbe essere dovuto anche a tutti gli antibiotici che assumono gli animali che mangiamo.
Infine l’ipotesi dei conservanti che si accumulano nei nostri corpi non è neanche da scartare ma potrebbe aggiungersi come fattore a quello del minor numero di batteri.

Conclusione
Fra 5 minuti (il tempo di riprendervi dallo stupore di questa notizia…) iniziate a programmare una dieta che sia il più naturale possibile che comprenda soprattutto cibi cucinati a casa con materie prime biologiche e con meno conservanti possibili!

Spero di avere ulteriori conferme nei commenti a questo post.

NOTA: Sarete sorpesi nel sapere che nel corpo sano ci sono più batteri che cellule! Sono dieci volte di più infatti. Con un alimentazione sempre più sintetica e con l’abuso di farmaci che prendiamo in continuazione per ogni fastidio, tra vaccini e i medicinali contenuti nella carne e nel latte il corpo umano sta davvero subendo una sorta di trasformazione sintetica. L’intestino è l’organo che ospita il 90% dei batteri e che è più sensibile all’introduzione di tossine. LO stesso intestino è la sede di quasi tutto il sistema immunitario, permette la digestione e l’assimilazione dei nutrienti e quindi la produzione di energia. Non sorpendiamoci quindi di tutte le malattie e tumori che proliferano in un corpo così indebolito. Ora puoi scegliere di cambiare tutto questo.Dioni

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LA LIBERAZIONE REALE


Ignorato dai media, è in atto un fenomeno annunciato da millenni. È l’Apocalisse, che non vuol dire “fine” bensì rivelazione dell’inganno colossale che ha reso questo mondo un inferno, l’idea tenace della divisione tra terra e cielo, Uomo e Dio, i privilegi di pochi e la miseria dei tanti.

L’esplorazione del cielo in raggi gamma ha svelato fenomeni che l’astrofisica non spiega, come questi due lobi che sembrano il riflesso l’uno dell’altro (Vedi Baby Sun Revelation)

Promossa da chiese e accademie, banche e governi, la divisione è l’effetto del credo nei limiti dell’uomo e/o delle risorse, credo oggi smentito da fenomeni senza precedenti che avvengono vicino e lontano.

Sono eventi con energie immani che le scienze osservano e di cui però ignorano la Causa.

Il più sorprendente testimonia l’Unità cosmica, la coerenza istantanea dei moti delle galassie e delle minuscole particelle, che ai nostri occhi appaiono “distanti” milioni di anni luce. Un altro è il magico connubio tra stabilità e instabilità che rende il DNA – il seme della VITA – fulcro di repentine evoluzioni genetiche.

E’ la prova che la VITA fa selezione e non elezioni.

La liberazione reale è auto selezione, la scelta di chi vuole un mondo saggio e prospero per tutti, ha capito che la “lotta tra bene e male” è l’inganno utile a conservare il potere, da sempre impotente a soddisfare i bisogni dei popoli, anche se si fa chiamare “democrazia”.

“Credere alle categorie dello spazio e del tempo è stupidità manifesta” scrive Giordano Bruno.

La liberazione reale dipende anche dall’Uomo che osa sfidare idee dominanti quali lo spazio e il tempo, idee promosse da un “sapere” funzionale al potere, sempre teso a dividere il visibile dal sensibile, a sfruttare i popoli e a opprimerli con leggi inique.

Un altro fatto imprevisto è il cambiamento della TERRA che non è solo il nostro bel pianeta, in apparenza l’unico vivo dell’universo osservato, quello su cui corriamo e soffriamo senza sapere perché.

La TERRA è la “materia normale” inchiodata alla luce elettromagnetica, la misera porzione che le scienze hanno finora osservato, il 5% di tutta la massa calcolata, secondo i loro stessi calcoli. Il restante 95% “oscuro” non è lontano né sperduto in un tempo remoto: è composto di materia edenergia oscura che sono anche nel nostro cervello, nelle proteine dei nostri corpi e nel DNA oltre che nell’intero universo.



“C’è un’altra Luce” dicono i Vangeli.

Può coincidere con la Luce che la fisica chiama “debole”, la Luce che genera i movimenti di vari generi di materia e di antimateria, non si limita alla sola “materia normale”, o TERRA osservabile.

La Luce “debole” può spiegare la coerenza istantanea dei movimenti, interni ed esterni a ogni corpo, può risvegliare l’umanità dalla sua ipnosi millenaria, dal credo nella divisione, nella “realtà” dello spazio e del tempo. La Luce “debole” può animare infiniti universi intelligenti che sono qui presenti, invisibili perché sono composti di materia ed energia oscura che non emettono luce elettromagnetica.

È la mia tesi che non si può dimostrare, ma si può sentire come coscienza, unità tra se stessi e l’eternità.

L’auto coscienza è la liberazione reale, secondo me, oggi possibile perché l’Intelligenza Cosmica si sta svelando con fatti che i media citano di sfuggita. Sono tanti e non posso citarli nel breve spazio di un articolo. Li sto studiando e riepilogando in un libro che sarà pubblicato entro l’anno. Qui posso dire che se la Causa è la Luce “debole”, la liberazione reale è imminente ed è azione trasparente, sincerità, coerenza tra i propri moti e quelli dell’Universo infinito ed eterno.

L’AMERICA STA ENTRANDO NEL CAOS PIÙ TOTALE


usa333
di G. Cirillo
Nel silenzio assordante dei media di regime, che non possono macchiare l’immagine degli Stati Uniti in ripresa, la realtà è che l’esplosione sociale ed etnica, già da noi preannunciata in altri nostri articoli, si fa sempre più grave. E dopo le rivolte di Ferguson, per la morte di un ragazzo nero che poi si sono diffuse a macchia d’olio in diverse città statunitensi, dopo i diversi episodi violenti contro la Casa Bianca e il Congresso, sabato 25 aprile è il Maryland e precisamente la città di Baltimora ad essere travolta dai manifestanti di colore che hanno letteralmente devastato la città, distrutto auto della polizia, auto private, saccheggiato e distrutto vetrine dei negozi e picchiato e intimidito bianchi.

Direi non proprio la perfetta immagine di un paese in ripresa e crescita. Una crescita, che come ben sapete, riguarda soltanto gli utili di pochi miliardari e finanzieri e assolutamente non la maggioranza della popolazione. Una mancata ripresa, quella americana, che si abbatte in primis sulla minoranza di colore, da sempre economicamente più povera rispetto e ai bianchi ed ora, complice la crisi mondiale, decisamente in difficoltà e che quindi riversa la propria rabbia e il proprio malcontento per l’atteggiamento razzista della polizia che non si fa scrupoli ad uccidere neri disarmati ( fenomeno stranamente in crescita e che potrebbe farci sospettare una volontà precisa che mira alla strategia della tensione).
Le rivolte sono finite con diverse decine di arresti. Oggi è previsto il funerale di Freddy Gray, il ragazzo afroamericano ucciso dopo l’arresto e potrebbe essere un nuovo momento di tensione per Baltimora, dato che è prevista la partecipazione di migliaia di afroamericani. La situazione negli USA si fa sempre più grave e segue purtroppo la tragica direzione che a nostro avviso porta alla guerra civile, come prospettato nel nostro articolo 2016-2018: USA in guerra civile.
A questa già grave situazione, si aggiunge la strana operazione chiamata Jade Helm, esercitazioni militari sul suolo degli Stati Uniti, che partirà dal 15 luglio e finirà il 15 settembre. I militari dovranno mischiarsi tra la popolazione e individuare sacche ostili al governo federale, interrogare la popolazione ed eventualmente deportare attivisti politici nemici in campi di concentramento temporanei dove saranno “rieducati”. Questo articolo  dell’Antidiplomatico spiega nel dettaglio questa inquietante operazione.
Nella mappa di sotto, sono individuati gli stati che nell’esercitazione saranno considerati ostili, e già possiamo notare il Texas e il sud della California, scenario abbastanza realistico considerando le forti velleità secessionistiche texane e la forte concentrazione ispanica in California.
Noi possiamo spingerci a fare delle supposizioni sul reale scopo di questa esercitazione e abbiamo tre ipotesi:
1) Preparare psicologicamente la popolazione a futuri scenari di guerra civile abituandoli alla presenza di uomini armati e mezzi militari. Oltre a preparare i militari stessi ad operazioni urbane.
2) Abolizione o sospensione del diritto di possedere armi e conseguente sequestro delle stesse. Questa possibilità, già in passato ha provocato una miriade di reazioni contrarie ed è possibile che il governo invii i militari per le strade con la scusa di un’esercitazione per poi sostenere il decreto con la forza.
3) Quest’operazione può essere l’inizio di una legge marziale non ufficiale, in previsione dei sempre continui scontri e della possibilità di un probabile crollo di Wall Street e/o del dollaro che porti effettivamente gli USA nell’anarchia.
Sta di fatto che a nostro avviso, la seconda metà del 2015 sarà una stagione calda dal punto di vista economico e politico-sociale, dove in tutto il mondo diversi importanti nodi stanno venendo al pettine. Gli Stati Uniti, dopo aver sostenuto la più grande bolla di tutti i tempi, ora rischiano di essere travolti dal suo scoppio. Se già ora, ogni settimana, una città americana è travolta da proteste e scontri, quando la bolla scoppierà la situazione sarà così grave che l’operazione Jade Helm da esercitazione diventerà realtà.

Del resto basta riflettere, la Russia o la NATO compiono esercitazioni militari sui loro rispettivi confini, in previsione di un possibile conflitto, se gli USA hanno sentito il bisogno di un’operazione militare sul loro territorio, vuol dire che l’intelligence e il governo sanno effettivamente qual è la situazione e si preparano al peggio. In questa operazione noi vediamo un bruttissimo segnale che preannuncia con forza l’imminente crollo dell’Impero Americano.
Fonte: Hescaton

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martedì 28 aprile 2015

LA GIUSTA COLLERA

IO VI MALEDICO

Non sono un pacifista buonista. Sono un essere umano e credo anche nella santa e divina giusta collera. Mi sono rotto il cazzo di questa presa per il culo, di questo immobilismo mentre i malati muoiono perchè le case farmaceutiche hanno deciso che devono morire, mi sono rotto il cazzo di vedere il mio paese che amo, culla della cultura e civiltà occidentale, trattato come una discarica. Mi sono rotto il cazzo di vedere pensionati milionari e pensionati morti di fame. Mi sono rotto il cazzo di vedere politici imbrillantinati gonfi di ego nelle televisioni mentre i disoccupati crescono di milioni e milioni. Mi sono rotto il cazzo di vedere la scuola pubblica in rovina. Mi sono rotto il cazzo di vedere gli usurai rubarci la nostra ricchezza con la complicità dei maiali che stanno nei palazzi. Mi sono rotto il cazzo delle S.p.A. Mi sono rotto il cazzo di vedere le forze armate grattarsi i coglioni davanti i traditori della patria. Mi sono rotto il cazzo di vedere le forze armate tradire il loro giuramento. Mi sono rotto il cazzo di vedere i giudici immobili mentre equitalia rapina le povere famiglie. Mi sono rotto il cazzo di vedere gli africani usati come bombe umane di povertà per destabilizzarci e metterci gli uni contro gli altri. Mi sono rotto il cazzo del vaticano che ruba pane e vino con la menzogna da millenni, e mi sono rotto il cazzo di quei fedeli rincoglioniti che si mettono in ginocchio a san pietro a pregare il nulla mentre Dio grida straziato dalla bocca di un bambina affamata. Mi sono rotto il cazzo degli ebrei sionisti sanguisughe di merda che ammazzano senza pietà e che hanno affamato il mondo tenendo gli stati per i coglioni con la truffa del debito. Mi sono rotto il cazzo dell’opus dei, dei testimoni di geova, dei protestanti, e mi sono rotto il cazzo dei falsi islamici che ammazzano le donne a sassate in testa..

Mi sono rotto il cazzo della mafia lurida schifosa mano viscida del potere che per quattro spicci inquina pure la sua terra. Coglioni mafiosi, coglioni camorristi, coglioni ndranghetisti del cazzo ignoranti papponi e pusher senza più onore, è ora che ve ne andiate a fare in culo da questa terra con il cuore squarciato annegati nel vostro stesso sangue infetto. Mi sono rotto il cazzo della massoneria che ha impestato di vizzi l’umanità rendendola depravata. Dovete crepare massoni, dovete crepare bruciati vivi. Mi sono rotto il cazzo della cia e di tutti i servizi segreti, mi sono rotto il cazzo dei soldati americani rincoglioniti che fanno le guerre per le multinazionali credendo di farle per la loro patria di merda. Mi sono rotto il cazzo delle trasmissioni televisive di merda, dei tg di merda, delle fiction di merda, dei reality di merda e mi sono rotto il cazzo di mangiare la merda. Mi sono rotto il cazzo di tutte le famiglie nazionali e locali che fanno da gregari ai merdosi vampiri. Che queste famiglie vengano estinte e rese sterili di generazioni. Mi sono rotto il cazzo di vedere gli italiani a novanta gradi senza più palle farsi massacrare da tutte queste teste di cazzo che ridono alle loro spalle. Che questi italiani crepino impalati della morte che si meritano. Mi sono rotto il cazzo dei finti artisti che campano di siae e nascondono la verità alla povera gente, vi maledico. Che la vostra falsa arte sia il vostro cappio al collo. Mi sono rotto il cazzo delle prime donne che davanti alle brutte del padrone si cacano sotto nelle mutande.


Mi sono rotto il cazzo di tutto questo schifo. Abbiamo sorpassato ogni limite sopportabile. E quando si sorpassano certi limiti non c’è altra via che la reazione violenta, perché è la violenza che stiamo subendo. Nessun testo sacro ammette l’accettazione dell’ingiusta violenza e tutti i testi sacri proclamano la giusta collera e la reazione fisica all’ingiustizia affidandoci schiere di angeli. È ora che chi vuole agire agisca. Che il sangue dei maledetti venga usato per dipingere di rosso i palazzi del potere e renderli monumenti alla memoria del sacro giorno di liberazione. Mi sono rotto il cazzo dei pacifisti e del pacifismo, un’altra religione che tiene per le palle e giustifica i vili nella non azione. Io vi maledico pacifisti. Che possiate voi attraversare un deserto di vetri a piedi nudi per l’eternità. È giunta l’ora. Si alzino le anime dei nobili guerrieri sovrani. Si agisca in ogni modo e in ogni dove. Davanti alle ingiustizie, nessun padre, nessuna madre, nessun uomo e nessuna donna deve restare immobile, ne subire, ne tirarsi indietro. Davanti all’ingiustizia non deve esistere nessuna paura più forte del legittimo coraggio. Che sia fatta giustizia sociale per l’eterna pace e che la maledizione ai vampiri schiavisti dell’umanità abbia inizio ad ogni singola fine lettura. Io ti maledico.

Ernesto Inguastito




L'italia che non c'è


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I MISERABILI




Luigi Di Maio: "Tutto quello che dice Renzi va messo al contrario: non ha mai detto una verità in vita sua. Ancora una volta minaccia i suoi, la maggioranza, perché evidentemente sa di avere a che fare con dei miserabili che vogliono soltanto la poltrona, allora agita l'Italicum per dire 'O l'approvate o andiamo a casa'.
Se fossero persone intellettualmente oneste, direbbero 'vado a casa ma ci vado con il mio orgoglio e la mia dignità'.
Il problema è che questo non accade perché sono veramente dei miserabili.


Per noi ora la legge elettorale non è una priorità. La discussione generale è sempre fatta da poche persone.
La priorità è il reddito di cittadinanza, per questo faremo una marcia il 9 maggio.
Noi paghiamo i deputati per discutere di legge elettorale? Io credo che li paghiamo per decidere di cose che incidono sul benessere dei cittadini".

Fonte: http://goo.gl/vlOUSr


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LA REALE SOLUZIONE ALLA STRAGE DEI BARCONI

SI ERSE DI FRONTE ALLA UE, E DETTO’ LA REALE SOLUZIONE ALLA STRAGE DEI BARCONI. FU IGNORATO.

‘Belle anime di sinistra’, voi sapete quanto vi stimo, all’incirca come una cloaca di un treno. Fate schifo oggi tutti con la mano sul cuore, gli occhi dal lucido al furente, di fronte a questa strage dei poveri senza fine sui fondali del mare che separa la disperazione senza nome di chi vi ha fatto la maglietta che indossate, o di chi vi ha dato il Coltan per i vostri cellulari, e la bella vita degli europei. Con voi ipocriti ho chiuso da tempo, fin dal mio “Per un Mondo Migliore”, che naturalmente voi ignoraste perché vi chiedeva di RIPENSARVI, stronzi.
Per voi, per le vostre Feste dell’Unità coi banchetti per i Poveri, i vostri Nanni Moretti, le vostre idiote bandiere della pace, o il vostro Benigni, il consiglio è sempre lo stesso: kill yourselves.
Ci fu un uomo che si erse in data 17 febbraio 2011 di fronte a quell’Europa che oggi fa un emerito cazzo per le stragi, quella che scrisse il Trattato di Lisbona senza un singolo Capitolo Sociale (Barnard denunciò), e questo uomo ebbe il coraggio di dettare quella che E’ LA SOLUZIONE SISTEMICA alla tragedia dei poveri che dall’Africa fuggono via mare. Dettò al Financial Times parole di un vero Illuminato, io ne rimasi stupefatto. Eccole in sintesi, scritte, ripeto, quattro anni fa!:
Il caos Libico, e il ritorno del radicalismo islamico ci porteranno ondate di rifugiati senza precedenti, disperazione che alimenterà altro terrorismo e radicalismo, coi criminali che ne traggono vantaggio
Possiamo arginare questo disastro con tre pilastri: Vera assistenza economica a quei Paesi, fratellanza politica e inclusione sociale.”
In pratica che significa? Soprattutto un piano di aiuti per creareOCCUPAZIONE in quei Paesi. Inutile dire che chiedo che la UE aumenti il suo budget per le risorse necessarie a questo piano per i posti di lavoro in loco.”
La nostra partnership coi Paesi nord africani deve includere:progetti di sviluppo marittimo per loro, di sviluppo stradale, piani energetici di energia rinnovabile, aiuti allo sviluppo della loro piccola-media impresa, e la creazione di un grande progetto di Istruzione superiore Euro-Mediterranea.”
Ma dovremmo andare anche molto oltre: parlo di un vero Piano Marshall sponsorizzato dalla UE, dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale, e dalle maggiori potenze economiche. Questo piano Marshall oltre all’occupazione, dovrebbe portare una forte stabilità a quei Paesi, e deve essere nell’ordine di miliardi di euro, non meno. Qui la cooperazione degli USA è vitale, anche perché dobbiamo abolire le barriere doganali che sbarrano la strada allo sviluppo del Mediterraneo del Sud.”
Tutto ciò porterebbe vera sostanza al principio di partenariato alla pari fra UE e Nord Africa. Anche le politiche di sicurezza devono essere sviluppate assieme, così che le nazioni nord africane divengano produttori di stabilità.”
Torno a sottolineare l’importanza estrema degli aiuti all’istruzione superiore dei giovani Africani. Non solo ciò aiuterebbe a impedirne la radicalizzazione politica e religiosa causata dalla povertà, ma devono essere portati avanti da un gigantesco Programma Erasmus Euro-Mediterraneo che offra una speranza ai giovani svantaggiati del Nord Africa. Gli sarà offerta l’opportunità di studiare e di formarsi in UE.”
Di certo questa mia proposta non dimentica che si chiederà alle Nazioni sopraccitate di migliorare la loro governance, di attenersi alla legalità internazionale dei Diritti, rispettare i diritti delle donne, degli individui e delle minoranze…
Parole illuminate di un politico che incredibilmente aveva capito già anni fa che la soluzione al dramma della disperazione dei Poveri del Sud è e deve essere SISTEMICA, non cerottini come il volontariato, gli aiuti spicci, la pietà delle ‘belle anime’, e i battibecchi politici fra porci. Un uomo che parla in PRIMO LUOGO DI UN PIANO MARSHALL PER L’ISTRUZIONE E PER L’OCCUPAZIONE, di uno sforzo storico per sradicare in modoSISTEMICO le cause della disperazione, povertà e fuga da quei Paesi. E ora ve lo presento. No, non è uno di quei preti Don qui e Don là che stanno con mezzo culo su Marx e mezzo culo in Vaticano. No, non è un intellettuale di discendenza illuminista. No, non è un filosofo della Marta Marzotto o del San Raffaele. No…
Il testo fu firmato da Franco Frattini, Ministro degli Esteri di Berlusconi nel 2011. La UE lo ignorò brutalmente.
Frattini... Yes, kill yourselves popolo PD, popolo Bertinotti, popolo M5S. Just do us all a favour: kill yourselves.
BIG CALM

Paolo Barnard


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lunedì 27 aprile 2015

A Tiahuanaco con Zecharia Sitchin

Terza e ultima parte del filmato "A Tiahuanaco con Zecharia Sitchin"! Il viaggio di Syusy Blady arriva finalmente a Tiahuanaco, in Bolivia, fino alla misteriosa Porta del Sole. Continua l'intervista esclusiva al Professor Sitchin, filo conduttore di questo viaggio. 
Gli Annunaki sono ancora qui...

Prima parte: http://youtu.be/exjvKG7XSDk
Seconda parte: https://youtu.be/4Gt00BPm_4s

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sabato 25 aprile 2015

Il Quarto Reich dell’Euro e dell’Unione Europea. Verso una nuova festa della Liberazione


Gli industriali della Germania Nazista sono i veri padri fondatori del mercato unico europeo e dell’Euro

1944. La Germania è a un passo dalla sconfitta definitiva nella seconda guerra mondiale. Gli alleati avanzano sul fronte occidentale e l’Armata Rossa continua la sua marcia verso il fronte orientale.

L’obbiettivo militare dei nazisti è proteggere a tutti i costi la linea Siegfried, in uno strenuo tentativo di difendere le posizioni che giorno dopo giorno vengono perdute sotto i colpi della crescente pressione delle forze alleate che avanzano.

La guerra è perduta, anche se molti non hanno il coraggio di dirlo apertamente per timore di essere accusati di alto tradimento. Il colonnello dell’Esercito, Von Stauffenberg , ne era pienamente consapevole, e insieme ad alti ufficiali della Wermacht ordì la camarilla che avrebbe dovuto uccidere Hitler e che avrebbe permesso al nuovo governo di firmare una pace separata con gli alleati. Il colonnello è la stessa persona che piazzò l’ordigno esplosivo che avrebbe dovuto uccidere Hitler, ma quel giorno la fortuna era con il Fuhrer, e la detonazione non risultò fatale. Molti uomini nei ranghi militari e nelle elite industriali sapevano che non c’era scampo, e già pensavano a come limitare l’impatto dell’inevitabile sconfitta.

L’incontro al Mason Rouge Hotel

Come era dunque possibile costruire un nuovo progetto di dominio dell’Europa da parte della Germania post-bellica? E’ il quesito che si posero gli industriali tedeschi che si riunirono il 10 agosto 1944 a Strasburgo, nel Mason Rouge Hotel in una cornice di segretezza nella quale si possono fare le ammissioni più franche, ben lontane dai trionfalismi della propaganda nazista.

Un agente dei servizi segreti francesi stilò un rapporto di quell’incontro nel quale si descrivono i piani degli industriali tedeschi per soggiogare l’Europa uscita dalla seconda guerra mondiale. A presiedere l’incontro fu il Dr. Heich, luogotenente generale delle SS e direttore della Hermandorff & Schonburg , mentre tra gli invitati era presente il gotha dell’industria tedesca come il Dottor Kaspar, rappresentante della Krupp, Ellenmayer and Kardos, rappresentanti della Volkswagen, i Dr. Kopp, Vier e Beerwanger in rappresentanza della Rheinmetall, e il Dr. Sinderen, in veste di rappresentante della Messerschmitt.

Scheid dichiarò che la guerra era perduta e propose di gettare fin da subito le basi per costruire il futuro dominio della Germania sull’Europa. Il primo passo da fare fu il trasferimento dell’apparato industriale tedesco presente in Francia verso la Germania. Il problema principale era rappresentato in quel momento dalla difesa della linea Siegfried e occorreva quindi trasferire immediatamente i materiali industriali in Germania.

La Germania post-bellica avrebbe dovuto lanciarsi in una campagna di guerra commerciale nei confronti degli altri paesi europei, una volta che la guerra sul piano militare era fallita. Il timore di molti industriali e banchieri tedeschi era di rivivere nuovamente l’incubo dell’iperinflazione dopo la prima guerra mondiale, che compromise la crescita dell’economia tedesca, fortemente provata anche dalle ingenti riparazioni di guerra nei confronti delle potenze vincitrici.

La nuova Germania avrebbe dovuto avere una moneta stabile e una bassa inflazione, le condizioni essenziali che le avrebbero poi permesso di lanciare la sua guerra commerciale, puntando sulla crescita imponente delle proprie esportazioni. Ogni grande industriale quindi avrebbe dovuto cercare delle alleanze nella discrezione più totale con importanti società straniere, così da ottenere quei finanziamenti necessari per costruire la crescita tedesca del dopoguerra.

L’esempio più lampante dell’interconnessione con imprese straniere, viene dalle indicazioni fornite dal Dr. Scheid che cita in proposito i brevetti per la produzione dell’acciaio posseduti rispettivamente dalla Chemical Foundation Inc. assieme alla Krupp e le partnership tra le grandi corporation americane come la U.S. Steel Corporation, la Carnegie Illinois, la American Steel and Wire che avevano un accordo di cooperazione con la Krupp, senza trascurare il fatto che la Zeiss Company e la Leisa Company erano state particolarmente efficienti nella protezione degli interessi tedeschi all’estero. Il Dr. Scheid diede agli industriali presenti alla riunione gli indirizzi delle sedi di New York delle imprese tedesche.

Il nuovo impero tedesco: il mercato unico europeo

Dopo l’incontro tra il Dr. Scheid e gli industriali, ne seguì un altro più ristretto tra il ministro degli Armamenti Bosse e i soli rappresentati della Krupp, della Hecho e della Rochling. Il ministro informò i presenti che la guerra era perduta e che gli industriali avrebbero dovuto fondare una strategia commerciale alimentata esclusivamente dalla propulsione delle esportazioni tedesche.



Il nuovo Reich non doveva essere più militare, ma economico e commerciale. Il rigido divieto di esportazione dei capitali che il regime nazista aveva imposto fino a quel momento cadde, quando il governo decise di favorire il flusso dei capitali verso paesi stranieri e finanzia le imprese tedesche all’estero che in questo modo beneficarono di una riserva di liquidità dopo la fine del conflitto, senza la quale sarebbe stato impossibile ricostruire l’impero tedesco.

Se dunque la sconfitta del regime nazista apparve inevitabile, ecco che i suoi protagonisti erano pronti a modificare i loro piani di dominio per adattarli alle nuove contingenze. L’impero economico pan-europeo nacque sotto l’egida delle tre grandi industrie tedesche della BMW, della Volkswagen e della Siemens, sotto la guida di Alfred Krupp e Friedrich Flick. Secondo lo storico Michael Pinto-Duschinsky “per molte figure industriali vicine al regime nazista, l'Europa è diventata una copertura per perseguire gli interessi nazionali tedeschi dopo la sconfitta di Hitler.

La continuità dell'economia della Germania e le economie europee del dopoguerra in Europa è impressionante. Alcune delle figure di spicco dell'economia nazista sono divenute i principali artefici dell'Unione europea”. Il banchiere tedesco Abs che partecipa al consiglio di amministrazione della Deutsche Bank, faceva anche parte del consiglio di amministrazione della I.G. Farben, la compagnia che produceva il gas Zyklon B usato nei campi di concentramento nazisti. Lo stesso Abs nel 1946 diviene membro della Lega Economica per la Cooperazione Economica, un gruppo di pressione che è il precursore del mercato unico europeo. L’analogia tra le politiche naziste e le successive politiche che hanno poi fondato i pilastri dell’Unione Europea sono impressionanti e lo storico Rodney Atkinson nel suo libro “ Europe’s full circle” ne cita alcuni esempi:
Europaische Wirtshaftsgemeinschaft
Comunità Economica Europea
Europabank
Banca Centrale Europea
Accordi di liberalizzazione commerciale
Mercato Unico Europeo
Abs nel dopoguerra divenne uno degli artefici principali della rinascita della Germania, e gli venne affidato l’incarico di gestire i fondi del Piano Marshall che vennero affidati alle industrie tedesche.

Le fondamenta della ripresa tedesca erano solide e Abs nel 1949 venne chiamato ad affiancare il Cancelliere della Germania Occidentale Konrad Adenauer nel ruolo di consigliere economico.

Il timore di un’iperinflazione come quella del primo dopoguerra fu scongiurato, l’economia tedesca era stabile e il DeutscheMark introdotto nel 1948 ebbe un ruolo primario nella crescita economica del dopoguerra.

Nonostante i sei anni di guerra, gli asset a disposizione dell’industria tedesca sono superiori a quelli del 1936, grazie anche al business degli armamenti. Una volta assicurata la stabilità monetaria e la crescita economica, restava da sciogliere il nodo del dominio economico e commerciale sul resto dell’Europa.

Ludwig Ehrard, consigliere economico di Adenauer e futuro cancelliere tedesco si pose la questione e scrisse un manoscritto nel quale elaborava la fase di transizione economica del dopoguerra tedesco, mentre esprimeva gli stessi timori di instabilità monetaria che furono poi messi da parte grazie al decisivo intervento della potenza occupante americana, che rafforza la stabilità del Marco tedesco. La risposta alla domanda di Ehrard era il sovranazionalismo.

Occorreva costruire delle entità sovranazionali che avocassero a sé i poteri dei singoli stati, per poter così rafforzare la supremazia tedesca sugli altri paesi europei. Nel 1951 nacque così la CECA, Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, dietro alla quale c’era la regia di Francia e Germania. Sorse in questo modo il primo nucleo di entità sovranazionale che sottrasse potere agli stati nazionali e questo fu il primo dei passaggi necessari per erodere successivamente i poteri degli stati.

L’amnistia sui crimini degli industriali tedeschi

Il mercato unico europeo non poteva nascere però senza che prima venissero perdonati i crimini di guerra agli industriali nazisti. Nel 1957, John J. McCloy, Alto Commissario per la Germania, promulgò l'amnistia per gli industriali accusati di crimini di guerra. Alfred Krupp e Friedrich Flick, che possedeva una quota del 40 per cento in Daimler-Benz, furono rilasciati dal carcere dopo aver scontato appena tre anni. Le industrie di Flick e Krupp si servivano del lavoro degli schiavi nei campo di concentramento che spesso morivano tra indicibili stenti, per poter alimentare la produzione delle industrie tedesche. La schiavitù fu la fonte della ricchezza delle industrie naziste.

I passi per la successive cessioni di sovranità sono dunque pronti e nel 1957 con il Trattato di Roma nasce la CEE (Comunità Economica Europea) che istituisce il mercato unico europeo. L’area di libero scambio fu il principio della liberalizzazione dei mercati che si realizzò negli anni successivi. Il Trattato prevede anche l’istituzione della Commissione Europea, organismo di governo sovranazionale europeo e del Parlamento Europeo.

I poteri della Commissione Europa all’epoca non erano pari a quelli attuali, ma lo diventeranno in seguito con il Trattato di Maastricht del 1992 che attribuirono alla Commissione il ruolo di dominus sovranazionale. Uno dei primi a proporre la creazione di questo tipo di entità sovranazionali europee fu Walther Funk, ministro per gli affari economici della Germania Nazista, che nel suo libro “La Comunità Europea” evidenziò la necessità di costruire una “Unione Centrale Europea” e una “Area Economica Europea” che si sarebbe realizzata attraverso un’unione di cambi fissi; il futuro SME del 1979 al quale aderì anche l’Italia, pagandone le conseguenze negli anni successivi.

Funk sosteneva che “nessuna nazione in Europa può raggiungere da sola il più alto livello di libertà economica che sia compatibile con tutte le esigenze sociali. La formazione di grandi aree economiche segue una legge naturale di sviluppo. Gli accordi tra gli stati in Europa determineranno il controllo delle forze economiche in generale e ci deve essere dunque una disponibilità a subordinare i propri interessi in alcuni casi, a quelli della Comunità Europea.” Funk non era il solo tra i nazisti a credere al progetto di unificazione europea. Joseph Goebbels, il famigerato Ministro della Propaganda, credeva necessaria “l’unificazione su larga scala dell’economia europea” e arrivò a sostenere che “ nell’arco di 50 anni i popoli non avrebbero più pensato in termini di singoli paesi”.

Lo SME, l’Euro e Maastricht

Le radici del mercato unico europeo e delle successive cessioni di sovranità, sono dunque il frutto del concepimento di un sistema che trae le sue origini da progetti nazisti di dominio sull’Europa ed è amaro constatare che i piani nazisti sono oggi diventati realtà. L’unica maniera per poter soggiogare le nazioni europee, dopo il fallito tentativo militare, era quello di spogliarle dei loro poteri economici e limitarne la competitività sui mercati.

Il mercato unico ingloba e divora i singoli paesi, costretti a sottostare a dei parametri monetari come quelli dello SME, disegnati per permettere all’economia tedesca di essere più competitiva. Il Trattato di Maastricht del 1992 concepisce la moneta unica per alimentare il dominio dell’economia tedesca sugli stati europei e soffocare le politiche sociali degli stati nazionali.

L’Unione Europea e la moneta unica sono l’emanazione di politiche naziste espressione del totalitarismo più subdolo. Un totalitarismo che non appartiene più al singolo stato nazione, ma che si riconosce nella governance sovranazionale europea che sanziona i singoli stati che non obbediscono al suo sistema normativo e li costringe a praticare politiche di austerity.

La seconda metà del XX secolo ha testimoniato i vari passaggi della cessione di sovranità fino ad arrivare agli ultimi anni, nei quali il dominio delle esportazioni tedesche è stato possibile solamente grazie all’adozione della moneta unica che ha annullato il bonus di competitività delle monete nazionali. I documenti dimostrano come la moneta unica e l’Unione Europea siano l’emanazione diretta del pensiero nazista ed è un fatto da tenere a mente, anche in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione che cade oggi.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=11392

venerdì 24 aprile 2015

"MALATTIA INFETTIVA" E "UNTORE": CONCETTI MEDIEVALI DA LASCIARCI ALLE SPALLE



Da dove vengono le nostre credenze sulle malattie infettive?
Su quali basi si fondano le teorie che indicano i micro organismi quali batteri e virus le cause delle patologie?
E cosa sono effettivamente i virus e qual' è la loro funzione?
In questo video un piccolo ripasso di storia della biologia, per rivedere i nostri pregiudizi sui microbi e riconsiderare il loro ruolo nei processi fisiologici alla luce della quarta legge biologica.
"Scopo di questo lavoro è quello di offrire una visione di insieme che consenta di comprendere su quali basi si fonda la moderna microbiologia ( studio dei microrganismi) e di aggiungere a queste conoscenze alcune informazioni, di più recente scoperta e di scarsa divulgazione, che consentano di ampliare la visione del ruolo che questi esseri microscopici hanno all'interno del corpo.

Siamo abituati ad associare i microrganismi alle malattie (dette infettive) poiché la nostra cultura ha integrato e sviluppato alcune ipotesi, formulate verso la fine del 1800, che sono diventate le fondamenta del nostro modo di pensare ai microbi e della nostra medicina moderna.
Quello che normalmente non sappiamo invece è che i microrganismi (batteri, funghi, cianobatteri, alghe, protozoi) formano la trama di base della vita sulla Terra, avendo assunto nel primo miliardo di anni di evoluzione un ruolo determinante nel creare le condizioni ambientali adatte allo sviluppo della vita;hanno instaurato relazioni simbiotiche con le cellule favorendo lo sviluppo di organismi complessi nel corso dell'evoluzione e tutt'oggi vivono in stretta relazione con l'organismo (animale, animale-umano, vegetale) assolvendo importantissime funzioni fisiologiche (dalla digestione, alla demolizione e ricostruzione di tessuti organici).

articolo completo su


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GLI IMMIGRATI? condividiamoli !!!


ma come sono improvvisamente gentili, sti cazzoni di membri UE. Camerun ci manda due barchette per devastarci con altri profughi, i Crucchi uguale. Almeno durante la seconda guerra sapevamo da chi difenderci, ma ora: dagli amici mi salvi Iddio, che dai nemici mi salvo io. Visto che l'UE è fatta per condividere, globalizzare, togliere le frontiere, cogliamo l'occasione per dimostrare che non sono balle: i clandestini continuano il viaggetto sulle barche inglesi e tedesche e vengono spalmati per benino - come vogliono i 5 stelle e le persone di buon senso - fra i membri della UE. Visto che gli scafisti vengono pagati da soldi UE deviati per farci invadere dai cittadini dei paesi devastati dai nostri bombardamenti, diamo l'opportunità ai nostri fratelli abbronzati di globalizzare un pò di Olanda, di Lussemburgo, di Inghilterra; facciamo condividere la lieta novella che siamo tutti uguali e fratelli soprattutto a Francoforte, facendo una mega tendopoli davanti alla sede della BCE, dando un giusto tocco di internazionalità ai tristi teutonici; mettiamone una milionata a Maastricht, per sottolineare il risultato di quel bel trattato, atri 2 milioni a Lisbona; 3 milioni a Parigi davanti all'Eliso e soprattuto un centinaio a casa di Sarcozy o come cazzo si chiama il nano malefico che ha fatto uccidere Geddafi coi risultati che vediamo. Mettimoli nei punti nevrangici di questa Europa gestita da AngloAmericani Sionisti Neocolonialisti e Globalisti acciocchè si evidenzi al più presto lo scopo di questa invasione programmata ed a cui Hitler per primo si era opposto. Ma Hitler ha perso, o ha voluto perdere per circostanze poco chiare, e ora la Germania è invasa dagli AngloAmericani che la usano per i suoi scopi. Come la Yugoslavia del secondo Tito ( il primo fu ucciso durante l'attacco al suo bunker a cui partecipò mio zio, il secondo era un sosia e lo sanno tutti gli addetti al settore) serviva agli Americani come ponte fra il mondo capitalista ed il mondo comunista in cui le banche erano paradossalmente Sioniste, così la Gemania con una Merkel filoamericana serve da supposta per metterci nel culo la filosofia globalista che avrà come risultato tanti Euroschiavi. Ecco, la Merkel è una supposta, una culona inchiavabile a forma di supposta. Cachiamola fuori al più presto, creiamo dei confini adeguati contro le invasioni pacifiche o armate che siano, diventiamo disarmati come il Costarica, smettiamola con le azioni di pace a suon di bombardieri, trasformiamo le fabbriche di armi in giardini fioriti, creiamo la nostra moneta, usciamo dal mostro UE, riprendiamoci le autostrade e facciamole gratis, in discesa verso le spiagge di un paese con una storia incredibile che solo col turismo ci darà da vivere se togliamo i parassiti politici e burocrati che ci paralizzano. Diventiamo se volete paradiso fiscale per gli antro paesi oppressi dal fisco bancario (perchè possono farlo solo Montecarlo, Malta, Lussemburgo e Svizzera?), rendiamo obbligatoria a scuola la musica, la pittura, l'arte della risata, la danza. Tapeeziamoci di pannelli fotovoltaici, centrali idorelettriche, geotermiche ed eoliche, ed in 3 anni saremo indipendenti dal petrolio libico. Mandiamo a casa Yankee e scassacazzi vari e riprendiamoci la nostra bella Italia.

Antonio Miclavez

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SONO UNA STREGA


Sì. Sono una strega. Venite a prendermi, non opporrò resistenza. La mia non è una resa,
ma l’ennesimo sortilegio che mi attribuite. Non sopporto più i sospetti che gli occhi ditutti lasciano scivolare sul mio corpo. E’ fumo il mistero che circonda le mie intenzioni. Ma voi, che credete di sapere tutto, e guardate il mondo attraverso l’orizzonte limitato del bianco e del nero, lasciate parlare me, la strega, l’ospite non gradita alla mensa degli orchi. Lasciatemi parlare, prima che taccia in eterno e in voi rimanga l’ombra impertinente del dubbio. Non aspettatevi da me una confessione: piuttosto l’ultimo canto sgraziato di chi ha vissuto in silenzio l’ingiustizia. Sono nata in una notte di inverno. Sono nata lo stesso giorno di mio fratello, il Figlio di Dio. Condividevo il giorno della nascita con una persona importante, che ho sempre sentito vicina. Ma io sono una strega. Mi spiegarono che era stata una scelta arrogante nascere lo stesso giorno del Signore Nostro Gesù Cristo. E seppi di averlo fatto apposta, essendo io nata venti giorni prima del tempo stabilito. Mio fratello sa che io sono una strega? Penso di sì perché niente può essere nascosto, niente è incomprensibile, ma tutto risponde al disordine connaturato con le cose del mondo. Non ho mai festeggiato un solo compleanno. Ho lasciato la festa a mio fratello che è più importante di me. E’ per questo che non sono cresciuta, che non mi rendo conto del tempo che passa e non avverto il peso degli anni che, appoggiati alle spalle, mi seguono, ovunque io vada. E’ per questo che sono una strega bambina, il cui peccato più grande è stato quello di crescere inconsapevolmente. Fin da bambina mi sentivo diversa. Gli uomini rifuggono la stranezza come la peste e sono attratti dalla banalità come dai peccati veniali. Solo i bambini e i vecchi accolgono i pazzi e i diversi, per incoscienza e per noia. Sono stata una bambina strana, che parlava con gli specchi e desiderava una sorella. Sono stata una bambina capricciosa e bugiarda, che mentiva senza sforzo in faccia ai grandi. Poi, quando è nata mia sorella, ho smesso di parlare con gli specchi, ho smesso di parlare del tutto. Ho imparato a leggere senza sforzo, dalla sera alla mattina. Ho esercitato la mia arte di accanita strega lettrice sui barattoli di marmellata, sul foglietto delle medicine, sui manifesti crocifissi nell’indifferenza blasfema dei muri. Scoprii che esistono i bambini bugiardi leggendo Pinocchio e che esistono gli incantesimi e mondi diversi da questo, sotto il mare, sopra il cielo, sotto terra. Imparai a sognare a occhi aperti e a vivere a occhi chiusi su quello che non mi sembrava interessante.




Sì. Sono una strega. Non ho saputo evitarlo, non ho saputo piegarmi alla normalità. A volte non parlo la lingua dei miei simili e i miei discorsi giungono inquietanti alle loro orecchie. Io parlo la lingua delle stelle, con l’accento della notte, conosco il folle dizionario della luna, fisarmonica triste che si apre e si chiude sullo spartito del mondo. Sono una strega perché leggo il futuro negli occhi del prossimo e di notte immagino solo scenari funesti. Quando sollevo i capelli che mi coprono il viso, le cose belle mi passano accanto e io le riconosco, sotto i vestiti delle donne, nel soffice respiro dei bambini, nei laboratori dei giovani scienziati, dentro le onde increspate dai pesci, nei nidi morbidi di primavera. Le cose belle mi sfiorano la pelle e la carezza della perfezione mi regala dei brividi di piacere assoluto. Sì, io sono una strega e voi credete che possa fare a meno dell’amore. Sono una strega ma non so cosa sia questa parola che pure mi incatena alla vita. Conosco tante cose ma non conosco l’amore. Non interessa a nessuno una storia che non parli d’amore. Sono diventata mamma tante volte e tante volte, dopo avere liberato la vita sottoforma di scrittura arrogante e leggera, ho abortito di disperazione, stracciando i fogli in tanti piccoli pezzetti, coriandoli al vento di maggio. Sono una strega senza pietà per me stessa e non concedo appello alle ingiustizie che sopporto. Sono una strega che vive la vita come se fosse morta e osserva la morte immaginando la vita. In questa casa dove vivo da sola tutto è perfettamente in ordine. Tutte le stanze tranne una, che ho sottratto alla follia dell’ordinario. Là concepisco i miei sogni di strega e lotto per non seguirne alla lettera le orme che lasciano sulla sabbia della memoria. Questo breve racconto rappresenta il tempo della catarsi, per ritornare quella che ero quando sono nata al mondo da dove sono venuta. Non crediate che le streghe cantino sotto il noce i colori dell’autunno. Io aspiro il fiato del sambuco e aspetto che l’estate inghiotta la fata primavera. Non crediate che le streghe siano cattive. Io offro me stessa al lento fluire della vita ma la vita respinge le mie attenzioni, come un’onda schiaffeggia lo scoglio che la ferma. Non crediate che le streghe bastino a se stesse. Io vorrei condividere il nettare che preparo con il cuore e riempire il piatto vuoto che mi biasima ogni sera. Sì, sono una strega. Venite a cercarmi e mi troverete nell’estasi dell’attesa paziente. Venite a prendermi, non opporrò resistenza. Abbiate pietà di me oppure dimenticatemi come un peccato inevitabile o una stella cadente. Perdonate le mie colpe oppure inghiottitemi nell’oblio, come ho fatto io.


SONO UNA STREGA di Maria Natalia Iiriti


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giovedì 23 aprile 2015

- Gurdjieff -

Fissa la tua attenzione su te stesso/a.
Sii cosciente in ogni istante di ciò che pensi, senti, desideri e fai.
Finisci sempre quello che hai iniziato.
Fai quello che stai facendo nel migliore dei modi possibili.
Non t’incatenare a niente che alla lunga ti distrugga.
Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
Tratta ogni persona come se fosse un parente stretto.
Metti in ordine quello che hai disordinato.
Impara a ricevere, ringrazia per ogni dono.
Smetti di autodefinirti.
Non mentire né rubare, se lo fai, menti e rubi a te stessa.
Aiuta il tuo prossimo senza renderlo dipendente.
Non occupare troppo spazio.
Non fare rumore né gesti innecessari.
Se non la possiedi, imita la fede.
Non lasciarti impressionare da personalità forti.
Non impossessarti di niente né di nessuno.
Distribuisci equitativamente.
Non sedurre.



Mangia e dormi lo strettamente necessario.
Non parlare dei tuoi problemi personali.
Non giudicare né discriminare quando non conosci la maggior parte dei fatti.
Non stabilire amicizie inutili.
Non seguire mode.
Non venderti.
Rispetta i contratti che hai firmato.
Sii puntuale.
Non invidiare i beni o gli esiti del prossimo.
Parla solo di ciò che è necessario.
Non pensare nei benefici che ti procurerà la tua opera.
Giammai minaccia.
Realizza le tue promesse.
In una disputa, mettiti nei panni dell’altro.
Ammetti che qualcuno ti superi.
Vinci le tue paure.
Aiuta l’altro ad aiutare sé stesso.
Vinci le tue antipatie ed avvicinati alle persone che desideri rifiutare.
Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
Trasforma la tua collera in creatività.
Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.
Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
Trasforma il tuo odio in carità.
Non ti lodare né ti insultare.

Tratta ciò che non ti appartiene come se ti appartenesse.
Non lamentarti.
Sviluppa la tua immaginazione.
Non dare ordini solo per il piacere di essere obbedito.
Paga i servizi che ti danno.
Non fare propaganda delle tue opere o idee.
Non cercare di risvegliare negli altri, sentimenti verso di te come: pietà, simpatia, ammirazione, complicità.
Non trattare di distinguerti per la tua apparenza.
Non contraddire mai, solo taci.
Non contrarre debiti, acquista e paga subito.
Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.
Se l’hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.
Se ti rendi conto di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere in quell’errore per orgoglio e desisti immediatamente dai tuoi propositi.
Non difendere le idee antiche, solo perché fosti tu chi le enunciò.
Non conservare oggetti inutili.
Non decorarti con idee altrui.
Non fotografarti insieme a personaggi famosi.
Non rendere conto a nessuno; sii il tuo proprio giudice.
Non definirti mai per quello che possiedi.
Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
Renditi conto che niente è tuo.
Quando ti chiedono la tua opinione su qualcuno o qualcosa, di solamente le sue qualità.

Quando ti ammali, invece di odiare quel male, consideralo tuo maestro.
Non guardare con la coda dell’occhio, guarda fisso.
Non dimenticare i tuoi morti, però riservagli un luogo limitato che gli impedisca invadere la tua vita.
Nel luogo in cui vivi, riserva sempre un posto a ciò che è sacro.
Quando realizzi un servizio non risaltare i tuoi sforzi.
Se decidi lavorare per gli altri, fallo con piacere.
Se dubiti fra fare e non fare, rischia e fa’.
Non trattare di essere tutto per il tuo compagno; ammetti che cerchi in altri ciò che tu non puoi dargli.
Quando qualcuno ha il suo pubblico, non accudire per contraddirlo e rubargli l’audience.
Vivi di soldi guadagnati da te.
Non ti invischiare in avventure amorose.
Non ti vantare delle tue debolezze.
Non visitare mai nessuno solo per riempire il tuo tempo.
Ottieni per distribuire.
Se stai meditando e arriva un diavolo, fai andare quel diavolo a meditare.

- Gurdjieff -


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Erbe spontanee? Provate il luppolo selvatico

.. nella settimana che sancisce ufficialmente l’inizio di primavera, rivolgiamo un invito a consumare (e prima raccogliere) prodotti che crescono spontaneamente. Sono tanti e il clima mite in buon anticipo ne ha favorito una crescita copiosa. Tra tutti, oggi scegliamo il luppolo selvatico (Humulus lupulus) – della famiglia delle Cannabinacee come la canapa – che vanta una lunga lista di nomi regionali di cui è bello e utile ricordare almeno i principali: asparagina in Lombardia, luvertìn in Piemonte, bruscandolo o vidisone in Veneto, vartìs in Emilia-Romagna, urtizon in Friuli, luperi in Umbria. Il luppolo selvatico è della stessa specie delle varietà di luppolo selezionato, coltivato e utilizzato per produrre la birra. È diverso però. Se ne consumano le cime che in questo periodo e per tutta la primavera spuntano rigogliose (è una pianta infestante) ai bordi dei fossi e dei boschi, lungo le rive dei fiumi, tra i rovi o lungo le siepi. È meglio raccogliere le più grosse, perché il luppolo selvatico al contrario delle altre erbe spontanee primaverili dà il meglio di sé con i germogli che apparentemente sembrano meno delicati e teneri. Bisogna fare attenzione a non confonderlo con altre specie simili, alcune delle quali possono essere tossiche: fate attenzione alle foglie, cuoriformi, munite di tre o cinque lobi e seghettate ai bordi, con la parte superiore ruvida al tatto e quella inferiore resinosa.
Molti lo chiamano anche asparago selvatico, impropriamente, un po’ perché le cime ricordano la forma dell’asparago, un po’ perché in cucina si presta bene a sostituirlo in gustosi risotti, frittate (per le frittate anche pezzettini di gambo vanno bene), insalate e minestre. Il sapore è un po’ amarognolo ma delicatissimo, tanto che sbollentarli un poco e condirli con olio e limone è una goduria. Hanno buone proprietà diuretiche e lassative, tonificanti e rinfrescanti: non faranno certo male anche se si esagera un po’.
Ovviamente cercatelo in posti dove l’inquinamento non generi controindicazioni e nel dubbio lavate sempre bene il raccolto prima di consumarlo, magari con bicarbonato. Il luppolo selvatico cresce fino a 1200 metri di altitudine e si trova un po’ più facilmente in Italia Settentrionale, ma c’è in ogni Regione. È sufficiente cercare bene e guardare alle sterpaglie con occhio attento

Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it
Da La Stampa del 22 marzo 2014




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