giovedì 25 agosto 2016

TERREMOTO: “ITALIA COME IL MEDIO ORIENTE”

“ITALIA COME IL MEDIO ORIENTE”: TERREMOTO, IL GEOLOGO TOZZI INFURIATO CONTRO LA CASTA PARASSITA

“Ormai abbiamo osservato che ogni 4 o 5 anni c’è un sisma che colpisce la dorsale appenninica. Eppure gli amministratori non fanno prevenzione. Il risultato è che l’Italia è arretrata come il Medio Oriente: in un paese avanzato una scossa di magnitudo 6 non provoca crolli e vittime”.

Mario Tozzi, geologo e noto divulgatore scientifico  non usa giri di parole contro la politica che a sette anni dal tragico terremoto dell’Aquila non ha fatto quasi nulla per prevenire il disastro di questo 23 agosto. La terra ha nuovamente tremato violentemente devastando i paesi vicini all’epicentro: Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto.

“Le zone dalla Garfagnana a Messina, e cioè la dorsale appenninica, sono tutte sismiche e appartengono alla stessa regione geologica. L’Italia è un territorio geologicamente giovane e perciò subisce queste scosse strutturali di assestamento. Non stiamo dicendo che i terremoti sono prevedibili”, puntualizza Tozzi, “perché sappiamo che è una sciocchezza. Ma stupisce che in una zona sismica non si faccia quasi nulla per impedire che una scossa di magnitudo 6 possa addirittura far crollare un ospedale come è accaduto ad Amatrice”.


Non esiste alcun alibi, continua il geologo: “Non veniteci a dire che i paesini del centro Italia sono antichi e perciò crollano più facilmente. Gli antichi sapevano costruire bene e basta pensare che a Santo Stefano di Sessanio, vicino l’Aquila, era crollata soltanto la torre perché restaurata con cemento armato, mentre a Cerreto Sannita nel Beneventano quasi tutto era rimasto intatto dopo il terremoto dell’Irpinia: non fu un caso, era stato costruito bene”.

Dunque “siccome ormai è chiaro che dobbiamo avere a che fare con i terremoti dovremmo costruire e fare una manutenzione antisismica di tutti gli edifici pubblici e privati, i soldi devono essere impiegati in questo modo: è la priorità”, sottolinea ancora Tozzi, ricordando che “in Giappone e in California con una scossa simile a quella di Amatrice c’è soltanto un po’ di spavento ma non crolla nulla”.

Mancati investimenti, fatalismo: il terremoto per Tozzi è soltanto una delle cause delle decine di morti di questa notte. “Facciamo sempre i soliti discorsi ma vediamo che non cambia nulla. Siamo il paese europeo con numero record di frane e alluvioni, siamo territorio sismico eppure per chi ci governa quando qualcosa succede è sempre una fatalità: bisognerebbe smetterla di pensare in questo modo e cominciare a ripensare seriamente al territorio”.

FONTE: HUFFINGTON POST




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mercoledì 24 agosto 2016

M5s, se al governo subito fuori dall'Euro

Grillo rilancia il referendum: La moneta unica avvantaggia solo la Germania

Roma, 23 ago. (askanews) - "Noi se in questo momento fossimo al governo usciremmo dall'euro, perché la moneta unica penalizza i Paesi poveri, i Paesi deboli, e noi lo siamo, lo dobbiamo ammettere". Lo ha detto Nicola Morra, capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle. E sul blog di Beppe Grillo si rilancia la strada del referendum per l'uscita dalla moneta unica. "Il Movimento 5 Stelle conferma la sua posizione: è imperativo far scegliere al popolo sovrano, all'intero popolo italiano, il destino del progetto Euro attraverso lo strumento referendario". "Come abbiamo più volte spiegato - si legge nel post pubblica sul blog - l'introduzione dell'Euro ha bloccato il cambio tra 19 economie profondamente diverse e ha creato dei grandi vantaggi competitivi soprattutto per uno, la Germania. I tedeschi sfruttano una moneta molto sottovalutata per la loro economia, attraverso la quale stanno accumulando un surplus commerciale eccessivo ai danni degli altri Paesi dell'unione monetaria. Surplus che, tra le altre cose, viola le stesse regole sulle partite correnti dell'Unione Europea. Nella periferia dell'Eurozona al contrario, non potendo svalutare la moneta, vengono imposti abbattimenti dei salari tramite le riforme. Questo impoverimento del ceto medio pilotato da Bruxelles e Francoforte, assieme all'incapacità di risolvere il problema migrazione e sicurezza, sta pericolosamente veicolando consenso verso gli estremismi politici, dai quali il Movimento 5 Stelle si è sempre distinto con il suo approccio propositivo, costruttivo e post ideologico". Nel post il M5s cita anche Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'economia, secondo cui "nelle democrazie dell'Eurozona, l'ostilità verso la moneta unica sta degenerando in un'ostilità verso il più vasto progetto dell'Europa Unita e dei suoi valori costituenti". "Oggi - conclude il post - parlare di Euro, di soluzioni alternative e in generale il prepararsi tecnicamente all'uscita dalla moneta unica non deve essere considerato come un atto sovversivo, ma di responsabilità politica". int4


IL CERVELLO DEGRADA ANCHE PER VIA DELLE ABITUDINI

Questo articolo è scritto da un autore russo, Danil Dekhanov. Io l'ho un po' ampliato.. Troppo importante|
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Avete notato che più siete vecchi e con meno voglia iniziate un lavoro che non è abituale oppure richiede una maggiore concentrazione?
Ecco perché succede: le letture abituali, l’uso soltanto della lingua madre, i contatti continui con gli amici che vi capiscono bene, la visione delle solite serie TV... tutto questo, così amato, porta al degrado del cervello. Il cervello è pigro e cerca di diminuire il consumo dell’energia creando i programmi – cliché..

Si chiamano engrammi cinestesico-innervatori, memorie di comandi motori e delle relative sensazioni propriocettive, attivate in blocco nel compiere un gesto abituale. Gli ECI permettono al soggetto, in particolari circostanze, di eseguire un movimento automaticamente, senza che vi sia il bisogno di idearlo, controllarlo o adattarlo durante il suo svolgimento.
Sono come i sentierini che i neuroni creano nel cervello ripetendo la stessa azione.
A volte i sentieri diventano strade o, addirittura, autostrade.
Il rovescio di questa capacità del cervello è l’abbassamento della sua plasticità.
Più usiamo gli engrammi e meno funzionano i gangli basali del cervello. La loro principale funzione è quella di produrre l’acetlcolina.
L'acetilcolina è un neurotrasmettitore, una sostanza prodotta dal nostro organismo per trasferire gli impulsi nervosi in molteplici punti del sistema nervoso centrale e periferico.
Pensate alla strada che state facendo tutti i giorni per andare a lavorare: le vostre azioni diventano talmente automatiche che potere nello stesso tempo leggere la posta sul cellulare, ascoltare la musica ed altro.
Perché cambiare? E’ così comodo.
Ma perché la vita è una fonte di continui cambiamenti ai quali dobbiamo adattarci, e in questa corsa vince chi riesce più in fretta cambiare il colore, da buon camaleonte, chi riesce ad acchiappare per primo la preda, con una mossa fulminea.
La plasticità del cervello va sostenuta e allenata.
Immaginate il vostro cervello come se fosse cemento: dopo un po’ diventa solido..
Avete visto i vecchi (sono la maggioranza) incapaci di apprendere le novità (come azionare un elettrodomestico, senza parlare del computer o del telefonino), che ragionano per cliché ripetendo le stesso cose?
Quei sentieri nelle loro teste sono diventati i tunnel nelle rocce, ed è praticamente impossibile scavare in passaggio in una caverna vicina.
Il nostro compito è quello di mescolare continuamente questa “miscela”, impedendole di solidificarsi. Quando ci rilassiamo e iniziamo a usare gli engrammi, una parte del nostro cervello si solidifica e noi non ce ne accorgiamo

Olga Samarina



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martedì 23 agosto 2016

LA MENTE SCOPRE SE' STESSA



Solo nel ventunesimo secolo la mente scopre se stessa.
Ti domanderai, giusta curiosità, perché ha impiegato tutto questo tempo per scoprirsi? Bella domanda..
Se malauguratamente la parte nobile della mente rivelava subitaneamente che non gli serviva nulla di tutto ciò che ha inventato, vagando nell’illusorio, non aveva il confronto con nulla, ora che è arrivata all’apice, si possono già cogliere i primi frutti, scaturiti dalla demenza, creatrice soltanto di quella vita vissuta tra mille difficoltà, riassunta nella memoria storica.
La memoria storica, come tutte le cose, ha avuto i suoi natali, i suoi sviluppi, il suo dominio nell’età adulta, il suo decadimento, con il conseguente declino, ed ora si prepara alla dolce morte.
Tutto questo iter avviene per ogni singola mente, se l’individuo lo riterrà necessario.
Non può essere imposto, non può essere regolamentato, non può essere tramandato, solo intimamente desiderato.
Se la memoria storica ha costellato l’esistenza, che anche quando si dovesse gioire per un obbiettivo raggiunto, lo stesso, in seguito, si rivelava causa di catastrofi, malcontenti, paura e dolori, come si può ignorare se ne è la madre?
Quindi se tutto il riassunto del vissuto ha dato questi risultati, saranno gli stessi ad essere i testimoni “viventi” per rivedere e aggiornare il compito primordiale della mente nell’espletare la propria funzione.
Sarà più facile capire che in una legge dalla quale dovrebbe uscire saggezza, giustizia, e equità, risulterà inevitabilmente il contrario.


Sarà anche più facile cogliere la differenza che il progresso, l’industrializzazione e le comodità tutte non hanno elevato l’orgoglio dell’umano vivere ma, al contrario, lo hanno impigrito. Oggi l’uomo non sa fare un passo senza la sua tecnologia, e se si scopre che l’uomo nasce senza di essa, il non poterne più fare a meno, crea senz’altro dei problemi. Resta il fatto che senza vivere una vita illusoria, non si sarebbe percepita la vita reale, e cioè, che se ne poteva fare volentieri a meno.

Ogni singolo a modo suo è arrogante, ma se non fosse stato così non si poteva arrivare agevolmente ad una confusione totale di intenti, e l’appuntamento con la scoperta della mente, si sarebbe dovuto attendere chissà ancora per quanti secoli.
Così oggi si è maturata questa consapevolezza.

Con questa scoperta, non credere che si evolva in automatico. La mente del genere umano, neanche quando è conosciuta da tutti, sarà la volontà di ogni uno a sottoporsi al gioco illusorio, per poi superarlo consapevolizzando, che tutto ciò che ha fatto lo ha fatto per gioco.

La stragrande maggioranza, offuscata dal condizionamento, per cocciutaggine sarà ancora convinta che andando avanti troverà gioia, armonia, e amore, ignorando che la vita non è poi così lunga, da assistere ad ulteriori cambiamenti.

Rivolgendo il messaggio a tutti coloro che ne vengono a conoscenza, dico «non è l’attesa che ti libera, ma la decisione di abbandonare il condizionamento». (trovi tutte le spiegazioni sul libro “L’ultima illuminazione e l’illuminazione ultima” edito dallo stesso autore)

La libertà comprende anche questa decisione da parte tua se volerla o non volerla, calcola però che fino a qualche ora fa non ne conoscevi neanche l’esistenza di una mente libera e ti commiseravi pensando che “la vita è dura in questa valle di lacrime”. Ora sai che il tuo mondo è la tua mente, e che il mondo esiste proporzionatamente a ciò che pensi.

Non vergognarti, se dovrai ammettere a denti stretti, che tutto quello che hai fatto, o detto,fino ad oggi erano tutte scemenze. Deve esserti di consolazione nel pensare che quasi sette miliardi di umani come te, sono nelle tue stesse condizioni.

Un epilogo breve: la mente nasce libera, ma non sa di esserlo, perciò si inventa un mare di favole che gli serviranno in seguito per fare un confronto. Qui entra in funzione la parte nobile della stessa, riconoscendosi, e sottraendosi, da tutto il groviglio che si è creata intorno.

I grovigli mentali, anche se all’apparenza sembrano gli stessi, risulteranno uno diverso dall’altro, perché ognuno se lo ha creato a sua immagine, quindi per uscirne, è d’obbligo che ognuno lo debba fare per se.

Tratto da
LA MENTE SCOPRE SE' STESSA
http://www.facsedizioni.it/


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L’accoglienza un business dei poteri forti

Il poliziotto racconta: “L’accoglienza un business dei poteri forti. E chi parla viene fatto fuori dal sistema”

E’ uno dei poliziotti più fa­mosi d’Italia, grazie alle sue denunce pubbliche su quanto suc­cede nei centri d’acco­glienza e nelle procedure per identificare i migranti. Daniele Contucci, assi­stente capo della Polizia di Stato in forza presso la Di­rezione centrale immigra­zione e Polizia delle Fron­tiere, ora dirigente sinda­cale Consap, racconta quan­to visto negli sbar­chi di migranti sulle coste italiane.

Daniele Contucci, lei è stato in prima linea du­rante l’emergenza immi­grazione…
Ho fatto parte dell’URI, l’unità specializzata rapida di intervento specializzata sull’immi­grazione. Si trattava di un’unita il cui obiettivo era quello dell’impiego in tutte le emergenze di immigrazione. Facevamo ‘inter­viste’ a tutti i migranti che duravano circa 20 minuti e durante le quali ricostrui­vamo tutto il loro trascorso: tra cui le generalità, il percorso fatto per arri­vare fino all’Italia e se avevano ricevuto ritorsioni nel loro paese d’origine. Succes­sivamente, i dati venivano inviati in un database che veniva girato alla commis­sione territoriale la quale decideva se concedere l’asi­lo politico.

Lei ha visto da vicino il Cara di Mineo, uno dei più grandi centri richiedenti l’asilo d’Eu­ropa…
Un centro in grado di ospitare 4000 richiedenti, ognuno dei quali ha un costo giornaliero di circa 37 euro, di più se il richiedente è mino­renne. Potete quindi immaginare il tipo di business, per non dire altro, che ci sia dietro. Centinaia di persone che la­vorano all’interno del centro, quindi un indotto economico enorme per l’entroterra siciliano. Con tutti gli inte­ressi del caso e gli scambi clientelari. La task force di cui facevo parte riusciva a ridurre i tempi di permanenza di un anno. Successivamente l’unità è stata demansionata e chiusa, chissà perché…

I migranti che ha incontrato le da­vano tutti l’impressione di scappare da qualcosa?

Assolutamente no! Abbiamo avuto a che fare con tante persone dal pas­sato tragico, ma anche da tanti mi­granti che si capiva sin da subito che avevano altri obiettivi. D’altronde i numeri parlano chiaro: nel 2014 sono arrivati in Italia 172mila mi­granti. Di questi solo il 10% riconosciuto lo status di asilante politico, per un totale di 36mila migranti a cui è stato riconosciuto un titolo per stare sul territorio europeo. Tutti gli altri avrebbero dovuto rimpatriare e invece la maggior parte è sparita nel nulla.



Cosa intende dire?
La mancata fotosegnalazione dei mi­granti ha creato dei grandissimi problemi. Io sono stato il primo a de­nunciare queste manchevolezze, che impedivano il rispetto dei trattati di Dublino. Molti di questi migranti evi­tavano di farsi fotografare, con la compiacenza delle autorità italiane: parliamo di 100mila persone non fotosegnalate tra il 2014 e il 2015. Magari alcuni di loro sono terroristi o legati ad asso­ciazioni dai fini criminali. Anche se fosse solo uno su mille sarebbe una cosa gravissima dalla portata decisa­mente pericolosa con evidenti responsabilità dei vertici governativi e di sicurezza.

Le sue denunce le hanno portato ripercussioni sul posto di lavoro?
Solo problemi e ritorsioni. La nostra sezione è stata ufficialmente chiusa, noi demansionati dai nostri incarichi. Io lavoro a Roma e hanno cercato ad ogni modo di convincermi a far domanda di trasferimento, situazione comoda vista la lontananza da un ufficio centrale di importanza così rilevante. E anche i colleghi che prima mi sostenevano sono piano piano spariti, lasciandomi solo contro tutti. Chissà se qualcuno di loro comprato?

La politica si è però interessata a lei e al suo caso…
La Lega Nord aveva presentato delle interpellanze sui casi da me denun­ciati, ma quando il gioco ha co­minciato a farsi più serio sono spariti anche loro. Forse gli interessi che ho toccato sono troppo grandi. Poi ho accettato la candidatura al Consiglio comunale a Roma con Fratelli d’Italia: se avesse vinto la Meloni forse avrei fatto parte del Consiglio comunale per continuare a lottare affinché giustizia, verità e libertà trionfino contro la casta e il malaffare legato al business dell’immigrazione.

Quindi cercava anche lei la pol­trona…
Ma per niente! Solo che in questa si­tuazione è praticamente impossibile proseguire in Po­lizia il mio lavoro di verità e giustizia. Ricoprendo un incarico politico elettivo rinuncerei a qualsiasi euro in più ri­spetto alla mia ultima busta paga a dimostrazione del mio disinteresse economico. Lo avrei fatto solo per continuare la lotta contro la delinquenza, ovunque essa sia.

Come valuta la situazione a Como?
E’ una situazione molto partico­lare. I migranti che arrivano vo­gliono passare il confine svizzero. Solo che se entrano in Svizzera e non sono stati fotose­gnalati prima in Italia è più difficile accertare il primo paese di approdo per poi esser riaccompagnati alla frontiera. Ma comunque dalle interviste delle polizie locali si risale poi ai fatti e quindi rispediti lo stesso in Italia. A questo punto è giusto che le Guardie di Confine siano li per garantire la sicurezza del loro popolo, visto anche il concreto rischio terrorismo.

Ma l’Italia ha colpe in tutto questo?
Direi proprio di si. I trattati di Dublino probabilmente penaliz­zano l’Italia, ma la soluzione non è non identificare i migranti. Durante il semestre di presi­denza europeo, l’Italia poteva far qualcosa su questo fronte ma in realtà, nonostante i proclami, non si è fatto nulla. Un’immigrazione control­lata e integrabile può essere sana, ma non è certo questo il caso.

“Immigrazione integrabile”. Ritiene che molti immigrati ri­fiutino di integrarsi?
Chiedete alle donne poli­ziotte quando alcuni migranti di sesso maschile si rifiutavano di rilasciare le dovute interviste. Già questo indicativo della differenza di mentalità.

Cosa pensa di Mare Nostrum e Triton?
Mare Nostrum è stata un’operazione italiana dai costi incredibile che ha fatto il gioco degli scafisti, visto le regole d’ingaggio che permettevano di arrivare a 10 miglia dalle coste libiche. Mentre Triton, sotto Frontex e tutt’ora in atto, ha come obiettivo salvaguardare le coste e arrestare gli scafisti con l’ingaggio a 30 miglia dalle coste libiche. Un migrante prima di queste missioni pagava 2-3 mila euro per il viaggio verso l’Italia, successivamente solo 700-800 perché ovvia­mente i rischi, sempre altissimi, sono diminuiti con Mare Nostrum. Bisogna arrivare alle origini del fenomeno, facendo lavo­rare le diplomazie. All’estero ci sono consolati e ambasciate italiane: si potrebbe gestire la cosa nei paesi d’origine organizzando e gestendo le richieste d’asilo direttamente presso le nostre diplomazie all’estero. In quel modo la gente potrebbe sapere che c’è una strada normale e ordina­ria per arrivare in Italia e si toglie­rebbe un business mortale dalle mani dei trafficanti di esseri umani. Poi servirebbe un’operazione ‘cusci­netto’ sotto l’egida dell’Onu creando dei campi sosta per selezionare da lì i richiedenti asilo. Accompagnando inoltre corridoi umanitari per le popolazioni effettivamente in guerra come la Siria o Libano. Purtroppo invece si preferisce la politica delle lacrime di coccodrillo e delle morti annun­ciate.

Nonostante le ritorsioni, continuerà a denunciare i malfunzionamenti delle politiche migratorie?
Certo, continuerò a lottare da uomo libero quale sono e non mi fermerò di fronte ad alcuna ritorsione o minaccia. Rac­conterò i fatti, nella convinzione che molti apriranno gli occhi…

MATTIA SACCHI

Fonte

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Il Muro Ungherese

Immagine del Giorno: Muro Ungherese, Tecnologia Italiana
Il “muro” Ungherese che “incredibilmente” funziona (ma le migrazione non erano un fenomeno inarrestabile?) è stato innalzato in poche settimane grazie alla tecnologia italiana della ditta italiana Pauselli.

Facile prevedere l’innalzamento di altri muri come questo, conditi da telecamere e droni che renderanno il controllo capillare delle frontiere un affare di routine e poco costoso, la deflazione tecnologia funziona bene anche per la sicurezza.

Facile prevedere che lo Stato che ha maggiori probabilità di essere “murato” è L’Italia.

Dopodichè avrei una domanda: quando le “nuove risorse” che noi bravi e buoni italiani salviamo dal mare avranno freddo e fame, posto che di lavoro non ne esiste neppure per i giovani italiani, cosa penserete che faranno?


Ah che domanda complicata, anzi populista, anzi fascista e un tantinello razzista. Mamma butta la pasta.

Siate consapevoli, siate preparati.. e preparatevi a combattere (o trovarvi una casa sicura)

http://www.rischiocalcolato.it/2016/08/immagine-del-giorno-muro-ungherese-tecnologia-italiana.html

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lunedì 22 agosto 2016

DOBBIAMO CANCELLARE TUTTO CIO' CHE LE RELIGIONI HANNO FATTO ALL'UMANITA'

VEERESH, pone una domanda ad Osho:
"Come vedi la terapia nel futuro?"
OSHO risponde:
"Ha l'enorme potenzialità di poter sostituire tutte le religioni del mondo,ma non diventerà essa stessa una terapia.
La sua funzione è quella di distruggere tutto ciò che le religioni hanno fatto all'uomo.
E' un lavoro suicida.Infatti,una volta che avrai distrutto tutto ciò che le religioni hanno fatto all'uomo,e l'uomo sarà in buona salute e integro,la terapia non sarà più necessaria.
Ma deve essere fatta.
E' come una medicina.
Sei malato,hai bisogno di una medicina e quando stai bene butti la bottiglia dalla finestra.
La terapia a qualcosa da fare di molto grande ma se avrà successo quello significherà anche la fine della terapia.
Ed i terapisti dovrebbero essere orgogliosi del fatto di non sostituirsi ad alcun parassita,loro stanno semplicemente deprogrammando l'umanità.
Il loro lavoro è quello di un addetto delle pulizie che dopo aver pulito il sito, ha finito il lavoro.
Non c'è bisogno.
L'umanità può essere totalmente spirituale,psicologicamente in salute. Dobbiamo solo distruggere tutti gli impedimenti che impediscono all'uomo di essere in buona salute ed integro.
Quindi la terapia ha un grande futuro nel senso che ha la possibilità di distruggere tutte le religioni.
Può deprogrammare la gente.
Ma deve anche ricordare che c'è anche una tentazione a riprogrammare la gente.
Quello non deve essere perseguito.
Se la gente fosse riprogrammata ci sarà bisogno di qualche altra terapia. Così avresti sostituito i preti;non avresti cambiato il corso dell'evoluzione umana.
Non avresti portato una una rivoluzione nel mondo ma solo un piccolo cambiamento.
Ora i terapisti sostituirebbero i preti.
Non voglio che i miei terapisti sostituiscano questi orribili mostri che hanno distrutto,per milioni di anni,la gioia,tutta la vita,tutto l'amore,dei quali ogni essere umano è dotato alla nascita.
Taglia le loro radici.
Libera l'essere umano.
E sentiti benedetto di non provare la tentazione di prendere il loro posto.
Quindi molti terapisti in modo particolare,devono ricordare che altri terapisti prenderanno il posto dei preti.
Lo hanno già preso.
Lo psicoanalista è il nuovo prete e salvaguardia i propri interessi.
Lo stà già facendo.
E può farlo meglio di qualsiasi prete perché è più addentro al funzionamento della mente.
Ma il lavoro dei miei terapisti è veramente grande e pericoloso.
Grande,perché dobbiamo distruggere tutto.
Dobbiamo cancellare tutto ciò che le religioni hanno fatto all'umanità.
Poi, a lavoro finito,puoi essere soddisfatto,rilassarti.
Puoi diventare un giardiniere,puoi fare il contadino, puoi diventare un boscaiolo.
Se i miei terapisti avranno successo nel mondo,presto non ci saranno più religioni e poi non ci sarà più bisogno di terapia.
Okay, Veeresh?"..

★OSHO★
http://cromopuntura-cromos.blogspot.it/2015/02/dobbiamo-cancellare-tutto-cio-che-le.html
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Pianeta Dei Pazzi: Siria, ucraina, con bufale, arresti e puttanazze (dei media)

Disclaimer: il brano che state per leggere è fortemente obbiettivo nei confronti della Russia, per cui ai troll filoatlantici la visione è consigliata solo se accompagnati da una persona intelligente che possa spiegarglielo.
Siria:

Puttanazze della stampa scatenate come matte sulla storia del povero bambino che, “dicono” sia stato bombardato dai russi cattivi.

Altri, come Moons of Alabama e Aurora Sito hanno fatto notare le incongruenze, complice anche l’incredibile video messo in rete dai caschi bianchi, la famigerata organizzazione, il cui scopo principale, pare sia farsi fotografare mentre portano bambini in braccio.

Strano che riescano a farsi fotografare così tante volte, mentre portano via dalle macerie bambini senza ferite fravi o addirittura illesi. Una coincidenza, certo.

In mezzo alle immagini reali appaiono comunque chiaramente delle altre artefatte e realizzate da fotografi professionisti.

I nostri eroi riescono ad organizzare finti video che mostrerebbero le prove dei bombardamenti siriani e/o russi.

Non è certo la prima volta che riescono a infinocchiare il mondo intero. QUI, per esempio il link del video sempre organizzato da loro, una famiglia trucidata dai ribelli il giorno prima ci cui corpi vengono prelevati, disposti attorno ad un cratere e circondati da una folla “inferocita”, composta ovviamente dia loro assassini, che imprecano contro i “soldati di Assad”:.

Notate come molti di quei subumani non riescano a fare a meno di ridere, mentre recitano.

Ecco la foto incriminata, si vede il bimbo ferito alla testa, coperto di polvere biancastra seduto tranquillo con lo sguardo non perso nel vuoto, ma curioso, diciamo.

Questo è il video invece messo in rete dai Caschi Bianchi. (link)

Notate il bambino assolutamente tranquillo, messo in posa su di una sedia che si tocca il “sangue” ( le virgolette sono d’obbligo) e si pulisce sulla sedia.

Una bambino anche con una ferita leggera alla testa sanguina abbondantemente, esageratamente, direi, il suo viso è stravolto dalla sofferenza e i muscoli delle braccia e delle gambe sono contratti, tremano, e gli fanno assumere posizioni sgraziate ed innaturali.

I medici, invece di metterli in posa per i fotografi , si affrettano a controllarli appena estratti dalle macerie, per tranquillizzarli e idratarli, e controllare che non abbiano fratture, emorragie interne ed altro.

Scusatemi per la crudezza dell’immagine, ma QUESTO è un bambino siriano di Aleppo davvero estratto dalle macerie con una leggera ferita alla testa, e non sanguina neanche tanto,,,

Ma non conta, lui non serve..

Nel visdeo , vedrete anche che i “caschi bianchi” tirano fuori anche un altro “bambino di scorta”, anche lui assolutamente tranquillo, e un vecchietto che non faranno vedere nelle foto, si vedeva lontano un chilometro che la ferita era farlocca.

Sarebbe un mezzuccio patetico,, se il mondo intero non ci avesse creduto, a queste messe in scena.

E il fotografo che ha realizzato quella foto “autentica?” un signor nessuno, lo stesso che ha realizzato il filmato del ragazzino di 12 anni decapitato dai “ribelli moderati”.
Puttanazze:

Le puttanazze dei media meritano un trattamento a parte oggi.

Ricordiamo la giornalista della CNN Kate Bolduan che, mentre presenta il video del “povero bimbo sriano” si permette qualche lacrimuccia. Farà carriera. Anche se recita da cani.

Ma il principe, l’artista di oggi è il fantasmagorico, rutilante e impressionante Fabrizio Dragosei.

Ecco l’articolo pubblicato non su “complotti e scie chimiche“, ma nel sito del Corriere.della Serva.sezione esteri.

Putin che viene raffigurato come lo scienziato pazzo che vuole conquistare il mondo, una roba che a pubblicarla si sarebbero vergognati persino i giornalisti durante la crisi dei missili di Cuba. .

Ecco il link, se non ci credeste.
Ucraina

Ecco una notizia evidentemente sfuggita alle puttanazze di regime europee.

L’arresto di Miroslava Berdnik , giornalista e scrittrice ucraina, avvenuto a Kiev nella mattina del 16 agosto, è “giustamente” passato inosservato. La poveretta aveva solamente fatto il suo lavoro, collegando il governo nazionalista con i tanti movimenti nazisti del paese, e denunciando torture, stupri ed abusi.

Speriamo che le vada bene.
Il bimbo Bomba.

Dopo l’attentato in Turchia, commesso, pare da un ragazzino minorenne, arrivano in rete altre foto.

Kirkuk, città nel nord dell’Iraq, le guardie di sicurezza curde catturano questo ragazzo, che sarebbe un altro attentatore, ragazzo che sembra davvero insolitamente tranquillo, e forze di sicurezza che maneggiano dell’esplosivo innescato con un disinvolutre che non riuscirei mai ad aeguagliare.

La notizia ha fatto il giro del mondo, e c’è anche il video, ovvio.

Link VIdeo.
Ma una cosa mi sono chiesto, io, povero pulcino inesperto , ma come mai le guardie parlano turco e non curdo?

Solo i rompicoglioni possono notare queste piccole, inutili sfumature, giusto?


Viviamo in tempi interessanti.


By Nuke di Liberticida

LE 10 REGOLE DEL CONTROLLO SOCIALE DI NOAM CHOMSKY

Avram Noam Chomsky, nato a Philadelfia il 7 dicembre 1928, è un linguista, filosofo, teorico della comunicazione e anarchico statunitense.

“…uno dei pochi grandi intellettuali che non hanno mai rinunciato ad essere coscienza critica della società occidentale. Per oltre trent’anni le sue opinioni e i suoi giudizi, sempre attenti a cogliere l’essenza delle cose dietro l’apparenza della realtà, hanno sensibilizzato un crescente interesse del pubblico verso la reale natura del potere…” tmcrew.org
Noam Chomsky,
professore emerito al Massachusetts Institute of Technology, ha elaborato una lista delle 10 regole del controllo sociale,
ovvero, strategie utilizzate per la manipolazione del pubblico
attraverso i mass media.





1) La strategia della distrazione.

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico da problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazione di continue distrazioni e informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.
Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare di ritorno alla fattoria come gli altri animali.

2) Creare problemi e poi offrire le soluzioni.

Questo metodo è anche chiamato: Problema > Reazione > Soluzione.
Si crea un problema, una situazione prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.
Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi una violenza urbana, organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che sia il pubblico che richieda le leggi di sicurezza e le politiche a discapito della libertà.

3) La strategia della gradualità.

Per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla gradualmente, al contagocce, per anni consecutivi.
E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove, neo-liberalismo, furono imposte durante il decennio degli anni ’80 e ’90.

4) La strategia del differire.

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come dolorosa e necessaria, ottenendo l’applicazione pubblica nel momento, per un’applicazione futura.
E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato: primo, perchè lo sforzo non è quello impiegato immediatamente, secondo, perchè il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza di sperare ingenuamente che tutto domani andrà meglio e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo da più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5) Rivolgersi al pubblico come ai bambini.

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e un’intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si utilizza l’uso un tono infantile.
Perchè?
Se qualcuno si rivolge a una persona come se avesse dodici anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà con una certa probabilità ad una risposta o reazione come quella di una persona di dodici anni o meno.

6) Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.

Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale. Inoltre, l’uso del registro emotivo, permette di aprire la porta di accesso all’inconscio, per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori.

7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.

Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile.

8) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.

9) Rafforzare l’auto-colpevolezza.

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto-svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno degli effetti è l’inibizione della sua azione.
E senza azione non c’è rivoluzione.

10) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.

Negli anni ’50 i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il sistema ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia della sua forma fisica che psichica.
Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Fonte: http://www.altrogiornale.org/le-10-regole-del-controllo-sociale-noam-chomsky/




http://altrarealta.blogspot.it/

ENWEAKING OSSIA RAMMOLLIRE

ENWEAKING - un metodo di controllo?
Molti osservatori sociali si sono chiesti a più riprese quale sia il fattore che induce nella maggior parte delle persone, definibile come "la massa", una sorta di torpore del senso critico, che si traduce in una supina credulità anche a fronte di evidenze in grado di suggerire conclusioni differenti riguardo gli eventi sia quotidiani che appartenenti allo scenario internazionale.

Una risposta potrebbe trovarsi nella pratica dell'enweaking, che in italiano suona come "rammollamento" (da "weak", debole, molle...).

La parola "enweaking" non esiste. E' stata da me adottata per identificare uno specifico genere di pratiche di persuasione ampiamente adottate nella pubblicità, nel marketing e nella propaganda sociale, delle quali sono stato testimone nel corso degli ultimi vent'anni.
La sua definizione mi ha poi consentito di comprendere in modo più chiaro numerosi fenomeni storici, anche contemporanei, ovvero riscontrabili nella nostra quotidianità.


Rendere molle equivale a rendere plasmabile. Nella struttura psicologica umana, ciò accade allorquando si attivino meccanismi atavici di sopravvivenza basati sulla capacità di adattamento.


L'adattamento coincide sempre in qualche modo con la cessazione dello sforzo.


Se immaginiamo un virus intento a difendersi da un antibiotico, possiamo anche immaginare che una volta adattato all'antibiotico la lotta per lui sarà cessata. Da quel momento, le cose andranno bene così come sono.


L'adattamento è un processo necessario alla sopravvivenza, utile a far fronte ai cambiamenti inevitabili dell'habitat.


Quando tuttavia si entra nel regno "umano", ci si rende conto che quasi tutti i cambiamenti dell'habitat sono modificazioni indotte dallo stesso genere umano, ossia modificazioni che potremmo considerare volontarie, seppur perpetuate in forma collettiva.
Soprassediamo in questa sede circa le giuste obiezioni circa la volontà effettivamente in azione nel corso di un processo collettivo, che potrebbe rivelarsi effettivamente aliena alla volontà dei singoli, giungendo a connotare "la massa" quale ente autonomo, dotato di propria volontà e propri scopi, differente da quella, non solo dei singoli. ma persino di un ipotetica volontà di maggioranza.


Resta quindi la sensazione che questa funzione di adattamento passivo (Yin) non sia naturalmente l'unica modalità di reazione di una specie alle minacce di alterazione dell'habitat, bensì esclusivamente quella utile nei casi di forza maggiore, che nel regno animale si riducono ad eventi naturali (smottamenti, siccità, ecc.) o interventi di esseri "superiori" (atti perpetuati dall'Uomo).
La seconda modalità di risposta è infatti quella Yang: combattere.


Ma evidentemente l'essere umano ha maturato un alterazione di queste funzioni, giungendo ad identificare i fenomeni di massa al pari di una calamità naturale, e come tale incontrovertibile, inevitabile...


Nel meccanismo dell'enweaking gioca un ruolo decisamente fondamentale la paura. Essa è infatti in grado di generare uno stato di rammollamento psicologico, utile appunto ad evitare di rompersi.


Un altra funzione riconducibile all'enweaking è quella relativa al "depotenziamento".
Questo si attua attraverso meccanismi di sfinimento dell'intenzione individuale.
Uno dei modi principali è quello di spingere a porsi domande preconfezionate, per poi fornire risposte ugualmente preconfezionate.


La "domanda" è un forte movente. Se non sappiamo chi abita al di la della collina, la curiosità potrebbe spingerci fin la per indagarlo. Se tuttavia giungesse qualcuno dicendo: "al di la della colline non vi è altre che un bosco e rocce", probabilmente la nostra spinta a partire subirebbe una forte demotivazione.


Lo scopo dell'enweaking, in questo caso, è quindi quello di anticipare la "domanda" fornendone una simile, ma non identica, a quella che sorgerebbe ad un individuo maturo sotto il profilo della consapevolezza, ma prematuramente. Successivamente, viene fornita la "risposta" preconfezionata.


Questo consente da un lato di prevenire l'insorgere di domande biologicamente e spiritualmente sensate, capaci di produrre fenomeni di rinnovamento sociale in direzioni non utili agli scopi prefissati (ad esempio, la consapevolezza sul perché si usano olii vegetali scadenti in biscotti biologici, vegan, ecc.), mentre dall'altro assicura che tali domande sensate non vengano più a galla in futuro, fornendo una "risposta" soddisfacente per la mente razionale. Caso chiuso.


Potremmo dirlo anche così: prima che a qualcuno venga in mente di chiedersi qualcosa, glielo suggerisco io ma in modo da portarlo alle conclusioni che desidero, utili ai miei scopi.
In ambito giuridico, questo comportamento potrebbe definirsi capzioso.