venerdì 9 dicembre 2016

... SEMBRAVA L'ALBA DI UNA NUOVA ERA

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FUSARO: ‘STANNO LAVORANDO PER IMPORRE UN GOVERNO TECNICO DELLA TROIKA’



Votando No al referendum i cittadini hanno vinto una battaglia, ma la guerra continua.

L’élite finanziaria non si rassegna, avverte Diego Fusaro, e farà di tutto per imporre all’Italia un governo tecnico, ovvero un colpo di stato finanziario per imporre governo tecnocratico che assecondi e favorisca il nuovo ordine mondiale classista che mira a distruggere tutti gli strati sovrani.

Scrive Fusaro sul suo profilo Facebook:

“State pronti: il gruppo finanziario JP Morgan, l’UE e gli USA non hanno ottenuto il risultato sperato, giacché in Italia ha vinto il No al referendum costituzionale. Ora stanno lavorando per ottenere per altra via il loro obiettivo, cioè distruggere la sovranità nazionale, la Costituzione e i diritti sociali: stanno lavorando per imporre un “governo tecnico” ( = colpo di Stato finanziario ) all’Italia, con tanto di troika in casa. Questo è il domani che ci aspetta”.
L’Italia entra nel girone dell’indebitamento

Intanto Padoan, aggiunge il filosofo, chiederà al Fondo Salva stati un prestito un prestito di 15 miliardi di euro per salvare Mps e l’intera pattuglia delle banche in crisi: “l’Italia come la Grecia entra nel girone dell’indebitamento, con annesso ingresso della troika nel Paese e distruzione in un colpo solo della Costituzione e della sovranità nazionale”.
Diego Fusaro: Esito del referendum costituzionale: vinta la battaglia, continua la guerra

giovedì 8 dicembre 2016

SONO NEGRO NON PAGO AFFITTO



Alcuni italiani si indignano e lo condannano duramente. In questi periodi di crisi, dove molti connazionali vengono sfrattati e sono costretti a dormire in macchina o ad occupare alloggi abusivi, è dura sentirsi dire da un ventitreenne africano "Io dormo in un albergo a 4 stelle perché sono nero… Non mi sporco le mani perché sono negro", anche se il pezzo potrebbe essere sarcastico.

Capelli biondi platino, jeans a vita bassa, occhiali da sole, collane d’oro e il tatuaggio di Hello Kitty stampato sul petto. Ecco chi è Bello FiGo, il ventiquattrenne che fa impazzire i giovani italiani. E non solo. Qualcuno lo definisce un genio, altri un approfittatore che gioca e incassa sui problemi reali del Paese. È vero, l’arte deve essere e rimanere libera. Come la satira. Ma questa è arte? Oggi, in Italia, c’è poco da scherzare. La povertà dilaga e la crisi sociale aumenta giorno dopo giorno. I cittadini sono alla fame e si ribellano. Non sopportano più la differenza di trattamento fra italiani ed extracomunitari. Loro coccolati e viziati, noi stremati: dallo Stato.

Il Giornale

Commento ; Noi "COGLIONI" li manteniamo e loro come ringraziamento ci prendono per il culo, questa la realta', ormai il detto "lavora come un negro" non ha piu' senso é piu' lecito dire "non fa un cazzo come un negro"

Commento: senti questi e noi che per non offenderli ci facciamo il problema se chiamarli neri o negri


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COME TI RIBALTO IL REFERENDUM



ATTENZIONE: ieri sera ho fatto questo video. E stamattina… zac: La Stampa conferma tutto: Padoan vuole chiedere aiuti all’ESM. Sapete cosa significa? Significa RIBALTARE IL NO AL REFERENDUM e prendersi in casa la Troika. QUESTO NON DEVE ACCADERE. Non c’è nessun Governo legittimo attualmente nel Paese, e qualunque decreto legge DEVE ESSERE STRALCIATO DAL PARLAMENTO ITALIANO.
La gente, nonostante anni di lotta, ancora non sa cosa sia il MES e cosa comporti. Informate tutti, perché di tutte le cose gravi che sono accadute e stanno accadendo, questo sarebbe talmente grave che chiamarlo colpo di Stato non avrebbe neanche più senso, perché uno Stato, dopo una richiesta di aiuti al MES, non esisterebbe neanche più. Saremmo commissariati. Qualunque governo venga successivamente a quello uscente di Renzi SARÀ COMMISSARIATO. Non importa se avrà cinque o sei stelle: avrà le mani legate.

DOVETE FARE TALMENTE TANTO MA TALMENTE TANTO CASINO DA IMPEDIRLO DI FATTO.

Claudio Messora
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mercoledì 7 dicembre 2016

“NAPOLITANO E’ LA VERA ANOMALIA ITALIANA”

... UN PESANTE E SACROSANTO ATTACCO AL VECCHIO PARASSITA DEL QUIRINALE

“THE ITALIAN DISASTER” – L’ANOMALIA ITALIANA NON È BERLUSCONI, MA NAPOLITANO! UN SAGGIO INGLESE FA A PEZZI RE GIORGIO (IL TESTO INTEGRALE)
Lo storico britannico Perry Anderson analizza la crisi europea dalla parte dell’Italia, e si concentra su Napolitano, “studente fascista, poi il comunista favorito di Kissinger”, che mise la firma sul Lodo Alfano, entrò in guerra con la Libia violando leggi e trattati e tramò con Monti e °°Passera per sostituire Berlusconi…

1. IL SAGGIO INTEGRALE DI PERRY ANDERSON: “THE ITALIAN DISASTER”

2. THE LONDON REVIEW OF BOOKS: “NAPOLITANO, ANOMALIA ITALIANA”
Caterina Soffici per “il Fatto Quotidiano”
La vera anomalia italiana? Giorgio Napolitano. Sulla prestigiosa London Review of Books, lo storico britannico Perry Anderson analizza la crisi europea in un lungo saggio dal titolo: The Italian Disaster. Non c’è bisogno di traduzione ed è interessante che per parlare del futuro dell’Europa e delle falle nel sistema della democrazia del vecchio continente, si parli del disastro italiano, raccontato con la secchezza degli storici inglesi: una sequenza di fatti, date, pochi commenti e molti argomenti.
Quello che Denis Mack Smith ha fatto con i suoi saggi sul Risorgimento e la nascita del fascismo, Anderson, storico di formazione marxista, lo fa con gli anni recenti della storia patria. Secondo Anderson è il capo dello Stato la vera minaccia della democrazia italiana. Visto in patria come il salvatore, “la roccia su cui fondare la nuova Repubblica”, Napolitano è invece una vera pericolosa anomalia, un politico che ha costruito tutta la carriera su un principio: stare sempre dalla parte del vincitore.
Così da studente aderisce al Gruppo Universitario Fascista, poi diventa comunista tutto d’un pezzo: nel 1956 plaude l’intervento sovietico in Ungheria, nel 1964 si felicita per l’espulsione di Solgenitsyn, sostenendo che “solo i folli e i faziosi possono davvero credere allo spettro dello stalinismo”. Fedele alla linea del più forte, vota sì all’espulsione del Gruppo del Manifesto per i fatti di Cecoslovacchia e negli anni Settanta diventa “il comunista favorito di Kissinger”, perché il nuovo potere da coltivare sono ora gli Stati Uniti.
Gli Usa e Craxi sono i nuovi fari di Napolitano e dei miglioristi (la corrente era finanziata con i soldi della Fininvest) e nel 1996 il nostro diventa ministro degli Interni (per la prima volta uno di sinistra), garantendo agli avversari che “non avrebbe tirato fuori scheletri dall’armadio”.Ma il meglio Napolitano lo dà da presidente della Repubblica: nel 2008 firma del lodo Alfano, che “garantisce a Berlusconi come primo ministro e a lui stesso come presidente l’immunità giudiziaria”, dichiarato poi incostituzionale e trasformato nel 2010 nel “legittimo impedimento”, anch’esso dichiarato incostituzionale nel 2011.
E poi una gragnuola di fatti: il mancato scioglimento delle Camere nel 2008, l’entrata in guerra contro la Libia del 2011 (scavalcando costituzione, senza voto parlamentare, violando un trattato di non aggressione), le trame con Monti e Passera per sostituire Berlusconi, modo – secondo Anderson – “completamente incostituzionale”.
Per non parlare della vicenda della ri-elezione al secondo mandato (“a 87 anni, battuto solo da Mugabe, Peres e dal moribondo re saudita”) e delle ultime vicende, con il siluramento del governo Letta. Napolitano, che dovrebbe essere “il guardiano imparziale dell’ordine parlamentare e non interferire con le sue decisione”, scrive lo storico britannico, rompe ogni regola. “La corruzione negli affari, nella burocrazia e nella politica tipiche dell’Italia sono adesso aggravate dalla corruzione costituzionale”.
E poi il caso Mancino e la richiesta di impeachment contro il presidente da parte di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso, e l’invocazione della totale immunità nella trattativa Stato-mafia, che Anderson definisce “Nixon-style”, termine che evoca scandali come il Watergate. Ma gli esiti italiani sono stati diversi, come ben sappiamo.

FONTE: http://www.dagospia.com

http://web-news24.com/2016/11/15/napolitano-la-vera-anomalia-italiana-dallinghilterra-un-pesante-sacrosanto-attacco-al-vecchio-parassita-del-quirinale/


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Mi dispiace, non sarò il vostro comico mannaro

Mentre sono alle prese con le mie domande fondamentali, come Chance il Giardiniere di "Oltre il Giardino", su cosa ne sarà dell’enorme quantità di "tempo libero" oppure "non occupato" che avanzerà nel mondo robotizzato, ho visto una cosa oscura all’orizzionte, un orizzonte basso e cupo. I pupazzi-chiaccheroni hanno bisogno di un nemico ingiusto, di un persecutore. L’unico modo per giustificarsi, sia nella sconfitta che per l’immorale sostegno a propositi così bizzarri verso la nostra costituzione, è che ci sia qualcosa di terribile oltre lo steccato. Possono i grandi opinionisti dire “abbiamo scherzato”’? Non ho mai sentito nessuno di loro riconoscere una volta, una sola, di essersi sbagliati. E adesso sono tutti lì, i sacerdoti proclamati dall’emittenza, a cercare un nuovo modo di tenere bassa la testa della gente. Non sono bastate tutte le televisioni e praticamente tutti i giornali pro SI, neppure le brochure del travestito morale per gli italiani all’estero mandate con i nostri soldi. E allora… cosa fanno? Lasciano perdere le grandi banche, quel sistema che gli ha messo a posto figli e nipoti e dicono: “avevamo scherzato, oppure, ci siamo sbagliati; la crisi non centra nulla con la costituzione”.
Dobbiamo aspettarci la prossima mossa che è certa secondo me: demonizzarci, a me e al "nostro popolo", mentre inventeranno un trucco di “legge” elettorale affinchè il M5S non possa mai superare il livello di “guardia”. E da dove verrà l’ispirazione a questi guru dell’informazione per proseguire il lavoro di Mannarizzazione di Grillo? Dalla loro temporanea “disoccupazione”.
Infatti, mentre i bravi ragazzi di Firenze aggiungono perle plastificate alla loro collana di fallimenti, nascosti dentro il parco giochi di JP-Morgan, sono in centinaia proprio gli intellettuali di quella pseudosinistra al sapor di filo interdentale ad essere pericolosamente disoccupati in questo momento. Prima del 60/40 erano accomunati da uno sforzo traditore che, misteriosamente, riempiva i loro piccoli cuori: illudere gli italiani che cambiare la costituzione secondo i voleri della Merkell e delle grandi banche sarebbe stata una gran cosa; e ora… sono pesantemente disoccupati e confusi: smettere quella “lotta” di due anni perché trascinati a terra dalle urne, come beccacce prese al laccio, soltanto per quel 60/40 potrebbe sembrargli poco; e questo perchè non hanno mai rispettato la democrazia. Il loro sforzo traditore, accompagnato da “tanta cultura” e “tanta attenzione ai contenuti” dove si dissolverà? Da quel caravanserraglio bagaglino, tenuto insieme da trucchetti improvvisaticci; adesso che non devono più sostenere ideologicamente lo stupro della costituzione… cosa cominceranno a dire dalle loro poltronette nei Talk Show?

Adesso hanno bisogno di un nemico: il Grillo Mannaro, già improbabilmente etichettato come populista, fascista, ignorante, ma… se è così come è possibile che M5S non ne sbaglia una nel riconoscere cosa c’è nel cuore degli italiani e dargli voce? C’è solo una risposta: Grillo è un tiranno in pectore. Forse esagero come sempre ma c’è già uno che mi dipinge così da sempre: il badante della nipote di Mubarak… lui in queste cose è geniale…

Vi ricordare la fase in cui il berlusconismo si è autoinfiltrato nei valori tipici della sinistra? Non era un vaccino; era piuttosto una grande strategia comunicativa che ha creato confusione al punto che tanti lavoratori e studenti hanno votato lo psiconano. Così lui conosce al meglio il metodo della dissimulazione degli intenti. Lo pratica così rigorosamente che non sa più riconoscere neppure i suoi di intenti: il grande venditore si scaglierà si scaglierà di nuovo su di me, contro trascinandosi dietro la frustrazione degli intellettuali da Talk Show. E’ gente che, mentre ,Il surplus tedesco vola verso la Cina e la loro bilancia è in attivo, mentre le nostre imprese si sminuzzano oppure scappano dall’euro come la fiat resta concentrata “sui populismi”. Una dissimulazione che evidentemente non funziona più, oppure non ha mai davvero funzionato: il loro premio è sempre e solo stata la pazienza degli italiani.
Non hanno ancora cercato di calarmi seriamente la maschera da Grillo Mannaro perché non capiscono che cosa sia un comico professionista. Lo confondevano con un ignorante e generico “buffone”. Non rifaranno più questo errore, adesso è l’ora di farmi passare come grillo mannaro ma non ci riusciranno.
Il MoVimento 5 Stelle intanto sta percorrendo la sua strada. Abbiamo iniziato la discussione del programma di governo con l'energia, continueremo con gli altri temi, e in seguito sceglieremo online il candidato premier, la squadra di governo e i candidati al Parlamento. Noi ci siamo. Partecipate! Vogliamo idee!

di Beppe Grillo

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lunedì 5 dicembre 2016

HA VINTO IL POPOLO DELLA RIVOLTA

ha vinto il popolo della rivolta il popolo della rivolta DICE NO al boy scout Renzi il CAZZARO e a tutte le sue balle, il popolo della rivolta si é svegliato con un potente ruggito e ha detto NO a un governo pilotato dai poteri forti Ha detto No alla tecnocrazia europea, ha detto No ai giochi di palazzo ha detto No al tentativo di limitare la democrazia, nonostante  l'imponente impegno mediatico e pubblicitario, economico il fronte del Si é caduto, questo é solo un passo nel cammino verso la vittoria finale,  ora SUBITO AL VOTO POLITICO

IvanoV Antar Raja


I primi vincitori sono i cittadini che hanno alzato la testa e sono andati a votare in massa fregandosene delle TV e dei giornali per bocciare la riforma costituzionale e chi l'ha proposta senza nessun mandato popolare.
Questo voto ha due conseguenze rilevanti.
1) Addio Renzi
2) Gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto. La cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è andarci con una legge che c'è già: l’Italicum. Abbiamo sempre criticato questa legge, ma questi partiti farebbero di peggio e ci metterebbero anni legittimando l'insediamento di un governo tecnico alla Monti. Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c'è già: il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro. La nostra proposta a tutti è di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana. Non si può bloccare il Parlamento discutendo una nuova legge elettorale. Si deve votare il prima possibile. I partiti faranno di tutto per tirarla per le lunghe e arrivare a settembre 2017 per prendere la pensione d'oro. Non glielo permetteremo e l'unica soluzione è quella che proponiamo. Chiediamo agli italiani di stare al nostro fianco in questa battaglia.

Il MoVimento 5 Stelle ha fatto la sua parte. Siamo andati in tutta Italia a fare informazione per mesi, nessuno di noi si è risparmiato. Ringraziamo tutti i portavoce e tutti gli attivisti che hanno reso possibile il treno tour senza spendere milioni di euro. Grazie a tutte le persone che ci hanno ospitato e che ci hanno rifocillato lungo il percorso.
Dalla prossima settimana inizieremo a votare online il programma di governo e in seguito la squadra di governo.
Auguriamo buon lavoro al Presidente Mattarella in questo momento cruciale. Come prima forza politica del Paese siamo disponibili a fare tutti i passi necessari per arrivare alle elezioni politiche.
Una lezione per tutti: non si può mentire per sempre al popolo senza subire conseguenze.

Beppe Grillo


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domenica 4 dicembre 2016

NO ALLA STRATEGIA RENZI

Il piano era di creare euforia e consenso legati alle riforme di Renzi per trasformare l’Italia in un paese governabile marionettando un solo uomo, cioè il segretario del partito di maggioranza relativa; per costituzionalizzare la subordinazione di Roma a Berlino e Parigi; e per completare il trasferimento-svendita a grandi banche straniere del controllo delle banche italiane, soprattutto di Banca d’Italia, dei loro assets positivi, e di altre aziende strategiche.

L’euforia e il consenso dovevano venire da una costellazione favorevole di fattori esterni all’Italia, dei cui effetti positivi su economia e occupazione si sarebbe però gloriato Renzi: bassi tassi, bassi prezzi del petrolio, basso corso dell’Euro, BCE che compera tutta la nuova emissione italiana di debito pubblico.

Ma, nonostante questo straordinario insieme di fattori propizi, l’economia italiana non si è riavviata – segno questo che è il sistema Italia è alla frutta. Il deficit e il debito pubblici sono peggiorati, come pure la produttività e la competitività rispetto agli altri paesi OCSE; e aumenta l’emigrazione di capitali e cervelli. A parte gli effetti provvisori e già scemati della costosa decontribuzione, il jobs act ha ridotto i diritti del lavoro e non ha aumentato strutturalmente gli impieghi. Le promesse di superare l’austerity merkeliana ed europea si sono dissolte o sono rinviate sine die di fronte al nein di chi comanda in Europa.

Inevitabilmente, malgrado le mancette degli 80 euro, l‘euforia si è sgonfiata e consensi per Renzi sono fortemente scesi dal 40% iniziale dovuto al marketing e all’effetto novità. I sondaggi danno stabilmente il “No” tra il 55 e il 53,5%. Salvo un loro errore clamoroso, il piano è fallito, anche perché Renzi e la Boschi si sono legati personalmente a questa riforma. Una riforma scellerata (nel senso latino del termine), che mira ad abolire lo stato di diritto, la rappresentanza democratica, la possibilità di opposizione e alternanza interna al sistema giuridico, e insieme, come dicevo, a costituzionalizzare, col nuovo art. 117, l’obbedienza dell’Italia a Berlino e Parigi via UE, dietro la simulata polemica con la Commissione europea e il governo Merkel. La dimostrazione delle mie affermazioni sulla riforma costituzionale si trova sul mio blog www.marcodellaluna.info nei miei articoli ART. 117: ITALIA SOTTOMESSA A BERLINO http://marcodellaluna.info/sito/2016/11/11/art-117-italia-sottomessa-a-berlino/ e LA PSEUDO- COSTITUZIONE RENZIANA http://marcodellaluna.info/sito/2016/06/04/3124/

Al governo e ai potentati che esso serve non resta che puntare su brogli massicci per vincere il referendum e insieme prepararsi a guidare gli sviluppi, in caso che perdano, mediante i soliti strumenti delle premi e dei ricatti finanziari e giudiziari. Per contrastare tale azione, sarà utilissimo far sapere all’opinione pubblica che, come ampiamente documentato dal dr Alessandro Govoni, la principale occupazione dei governanti italiani, perlomeno da Andreatta in poi, è stata quella di trasferire, senza che l’opinione pubblica capisse che cosa facevano, il risparmio, le risorse finanziarie, le migliori aziende, le imprese strategiche, tra cui soprattutto la Banca d’Italia, a multinazionali finanziarie straniere, in cambio di carriera assicurata in patria, in Europa, o nelle grandi banche saccheggiatrici che essi hanno servito, secondo il noto schema delle “porte girevoli”. Questo è il regime predica tanto su corruzione ed evasione, e presenta il supergarante Cantone. Il governo Monti, solo per citarne uno, ha raccolto 57 miliardi di tasse in più dagli italiani, affondando il settore immobiliare ed esasperando così la recessione, per dare aiuti alle decotte banche greche e non solo, con cui pagassero alle banche franco-tedesche i loro illeciti profitti ottenuti con prestiti predatori precedentemente concessi. Fu un enorme aiuto di stato a banche private, imposto dall’”Europa”; però ora l’”Europa” non consente al governo italiano di aiutare le proprie banche in crisi: devono essere spolpate da JP Morgan e soci, il cui uomo di fiducia, Morelli, è già stato messo da Renzi a capo di MPS.

Questi governi sopravvivono solo perché e finché la BCE continua ad assicurare artificialmente l’acquisto dei loro titoli pubblici, quindi perché e finché fanno ciò che chiede loro da BCE. La BCE li tiene in vita in questo modo per evitare che collassino mentre procede il programma di espianto e trasferimento all’estero delle risorse italiane: capitali, cervelli, aziende, mercati…

27.11.16 Marco Della Luna

venerdì 2 dicembre 2016

LA VITA COME UN ALGORITMO

Benvenuto nel mondo dove un agente sociale ha deciso chi sei e comprato il tuo tempo, dove il lavoro è automazione e l’intelligenza è praticamente solo artificiale. Il paradigma è l’algoritmo del capitale. La percezione di una minaccia è il nuovo progresso. Sono i bot, i profili fake sui social network, è la “gig economy” di Uber dove il boss è un algoritmo e i lavoratori sono gestiti attraverso il loro stesso smartphone. Sono le società che studiano i trend attraverso i dati internet. È la "sentiment analysis", bellezza. Ma sono le storie che ci raccontiamo a determinare le nostre percezioni, molto più di tante inascoltate analisi scientifiche. E guidare questo storytelling è la nuova faccia del capitalismo.

Lo aveva raccontato Zygmunt Bauman a “I diavoli”: «La prima cosa che balza alla mente quando viene menzionato il “progresso” è la prospettiva che sempre più posti di lavoro per gli esseri umani siano destinati a scomparire per essere sostituiti da computer e robot; come se si trattasse dell’ennesima collina ripida da oltrepassare nel corso di una battaglia per la sopravvivenza che ha necessariamente bisogno di essere combattuta. La maggior parte dei Millennials si aspetta che il futuro porti un peggioramento delle loro condizioni di vita, invece di aprire la strada a ulteriori miglioramenti, così come accaduto ai loro padri, che gli hanno insegnato a esigere e lavorare in questa direzione. Una tale visione di un “progresso” vissuto come inarrestabile fa presagire la minaccia di una perdita, invece di auspicare nuove conquiste; ed esso ora viene associato più ad una dislocazione sociale e ad una degradazione delle proprie condizioni, che alla possibilità di un avanzamento e di una evoluzione».

Dunque, sono le storie che ci raccontiamo a determinare le nostre percezioni, molto più di tante inascoltate analisi scientifiche. E a guidare questo storytelling è la nuova versione del capitalismo.

Ma come in ogni tumultuosa fase di passaggio, se è certo ciò che ci si lascia alle spalle, non è altrettanto certo ciò che si ha davanti. E quando l’immagine dell’avvenire pare troppo nitida, sorge il dubbio che a renderla tale provveda un inganno prospettico. Ovvero, quel “reincantamento del mondo”, figlio di un certo feticismo tecnologico, di uno storytelling intriso d’ottimismo e di una concezione “mitico-utopica” dei paradigmi scientifici, che può ottenebrare persino il pensiero critico.
Gli approdi, infatti, non sono mai perfettamente visibili all’orizzonte, anche se lo sguardo lungo e la lettura tendenziale paiono accorciare le distanze.
Da “Il capitalismo è morto. Anzi no”

http://www.idiavoli.com/2016/11/30/la-vita-come-un-algoritmo-capitalismo-robot/









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IL CONFRONTO CHE NON VEDRETE MAI IN TV, RENZI VS DI MAIO

di MoVimento 5 Stelle

Renzi si è finora sottratto al confronto pubblico con i portavoce del MoVimento 5 Stelle. E' comprensibile, ha paura perchè le sue balle non durerebbero un attimo davanti a un contradditorio informato sulla riforma costituzionale. In questo video (sotto la trascrizione integrale) c'è un confronto virtuale tra Luigi Di Maio e Renzi. Se il premier invece vuole un confronto diretto lo aspettiamo domani da Mentana su La7, ci sarà sempre Luigi ad aspettarlo. Renzi scapperà ancora?

Con il Sì non si elimina la disoccupazione

Renzi (legge la domanda di una ragazza precaria e risponde): Francesca Florio, "Già le dico con molto piacere che voterò NO. Ho 21 anni e non ho un contratto di lavoro stabile. Se non lavoro, chi mi aiuta ad affrontare le spese universitarie?" Cara Francesca, le auguro di cuore di trovare prestissimo un lavoro, ma noi siamo arrivati qui e lei aveva 18 anni, e probabilmente non ricorda come stavano le cose, se lei ha deciso di votare NO in bocca al lupo. Mi piacerebbe che si votasse sì o NO sulla base del quesito.

Di Maio: Il premier Renzi che risponde ad una ragazza che non trova lavoro con le "riforme costituzionali" è un premier che prende in giro i cittadini italiani. Perché queste riforme, se dovesse passare il sì, non risolveranno i problemi della disoccupazione, del problema di arrivare a fine mese per le famiglie, e dei pensionati minimi. Questi problemi si risolvono con leggi ordinarie.

Con il Sì non si eleggeranno più i senatori

Renzi: Quei 100 che vanno al Senato ve li scegliete voi. Contenti voi contenti tutti.

Di Maio: E su questo a smentire Matteo Renzi è la sua stessa riforma costituzionale. Perché nel testo della riforma che lui ha firmato c'è scritto "i Consigli regionali e i consigli delle province autonome di Trento e Bolzano eleggono i senatori tra i propri componenti". Ora loro dicono che faranno una legge elettorale del Senato con la quale concederanno ai cittadini il diritto di voto al Senato: mi devono spiegare come faranno, se nella Costituzione, nella loro riforma costituzionale, c'è scritto che il nuovo Senato se lo eleggeranno tra consiglieri regionali e consiglieri delle province autonome di Trento e Bolzano. Quindi una cosa è certa e c'è scritto nella nuova riforma: noi non potremo più votare il Senato, ma non aboliranno il Senato, aboliranno la scheda elettorale con la quale abbiamo sempre votato.

Con il Sì non si taglia lo stipendio ai parlamentari

Renzi: Beppe Grillo è venuto a Firenze lunedì, ha fatto un assegno da 80 milioni, ha detto "In 6 anni con le indennità degli eletti 5 stelle in tutta Italia, tantissimi, hanno restituito 80 milioni di euro." Bravi. In 5 giorni possono restituire 500 milioni l'anno.

Di Maio: La Ragioneria generale dello Stato ha già smentito Matteo Renzi sui risparmi. Non si risparmierà un miliardo di euro, non si risparmieranno 500 milioni di euro, e il Senato continuerà a costare ancora tantissimo: 450 milioni di euro. Se volevano veramente ridurre i costi della politica approvavano la nostra legge, la legge Lombardi che tagliava lo stipendio a tutti i parlamentari e faceva risparmiare 90 milioni di euro.

Con il Sì ci sarà il caos istituzionale

Renzi: Il tema è "Perché votare sì o votare NO". Io voto sì perché voglio un Paese più semplice, basta, semplice, semplice. Chi vota sì semplifica le regole del gioco.

Di Maio: Lui dice che semplifica le regole del gioco, in realtà complica le regole del gioco. Dice che con questa riforma si supererà il bicameralismo perfetto, non è vero. Il bicameralismo perfetto continuerà ad esistere, ma sarà ancora più complicato, perché ci saranno leggi che dovranno essere discusse solo dalla Camera, alcune dalla Camera e dal Senato, e chi deciderà quali leggi si dovranno discutere alla Camera e al Senato? I due Presidenti. Perché l'articolo 70 dice che i due Presidenti si dovranno mettere d'accordo ogni volta che una legge dovrà essere discussa dai due rami del Parlamento. Facciamo un esempio: se c'è una legge anticorruzione il nuovo Senato potrà dire "noi questa legge la vogliamo discutere e la vogliamo modificare, perché qui dentro ci sono delle materie di nostra competenza". Allora succederà che il nuovo presidente del Senato, che potrebbe essere Vincenzo De Luca, andrà dal Presidente della Camera e comincerà a pretendere di discutere quella legge. Se non trovano un accordo si blocca tutto, non è sicuro neanche che possano andare alla Corte Costituzionale a discutere di quale sia la camera che debba discutere questa legge, facendo piombare il Parlamento nel caos.

Con il Sì non si risolvono i problemi del Paese

Renzi: In questo referendum trattando il futuro dei disoccupati -perché le politiche attive del lavoro riguardano i disoccupati, trattando del futuro della sanità - perché il Titolo V tocca la sanità -, trattando le spese che vengono risparmiate dai costi della politica, trattando attenzione la stabilità anche economica del Paese...

Di Maio: A parte quello che abbiamo già detto e che smentisce Matteo Renzi sulla questione delle politiche del lavoro, questa riforma ci illude che prendendo le competenze delle Regioni in materia lavorativa (che in questo momento sono in mano al Pd, perché la stragrande maggioranza delle regioni sono in mano al PD), prendendo quelle competenze e portandole a Roma risolverà il problema delle politiche attive del lavoro. Allora diamo una notizia a Matteo Renzi: non è che prendendo il lavoro dal Pd regionale e portandolo al Pd di Roma si risolve il problema del lavoro in Italia. Il vero problema è che in questo Paese muoiono 280 imprese al giorno. Le nostre piccole e medie imprese hanno oltre il 50% di tassazione, e allo stesso tempo siamo uno dei Paesi più corrotti d'Europa. Se veramente vuole risolvere il problema della tassazione sulle imprese, faccia una seria legge anticorruzione -se Verdini e Alfano gli danno il permesso, quelli che gli hanno votato questa riforma-, cominci a togliere i soldi dai costi della corruzione per lo Stato e li metta in abbassamento delle tasse alle piccole e medie imprese, vedrà che nasceranno nuovi posti di lavoro. E non ci sarà bisogno di spendere 16 miliardi di euro col Jobs act per drogare il mercato del lavoro e aumentare la precarietà e i licenziamenti. Lo stesso vale per la sanità su cui mente spudoratamente, perché le competenze della sanità resteranno a livello regionale, resteranno nelle mani dei politici regionali che le utilizzano come un bancomat, le sanità regionali, lo abbiamo visto con De Luca. De Luca dopo aver invitato al voto di scambio per il sì in Campania, è stato premiato con un emendamento in una notte qui in Parlamento, come commissario regionale della sanità. Che cosa significa? Che continuerà a nominare i suoi uomini come dirigenti della sanità campana, e come si fa in Campania si fa nel resto delle regioni. Se veramente Matteo Renzi e Beatrice Lorenzin, che parlano sempre di Sanità più efficiente, quando parlano di questa riforma vogliono risolvere i problemi della sanità in Italia, tolgano la possibilità ai politici di nominare i dirigenti della sanità. E questo si fa con la legge ordinaria, non serve una legge costituzionale.

Ora a me piacerebbe discutere di questi temi direttamente con Matteo Renzi e non dovendolo smentire a mezzo video come stiamo facendo in questo momento. Forse è per questo che si rifiuta di confrontarsi con noi in un dibattito televisivo. Manca poco al referendum del 4 dicembre, è ancora in tempo per confrontarsi con noi sui temi della sua riforma. E se non ha paura di essere smentito, se non ha paura di fare una figura barbina, scelga lui il luogo e il giorno e venga a confrontarsi con noi dopo essere scappato per tutta la campagna referendaria.

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